Addio cultura tecnologica
Benito Corrao - 19-03-2004
IL GOVERNO COLPISCE ANCORA
DOVE ANDRANNO I 21.000 INSEGNANTI DI EDUCAZIONE TECNICA IN SERVIZIO NELLA SCUOLA MEDIA?
E GLI ASPIRANTI INSEGNANTI DELLA DISCIPLINA CHE FUTURO AVRANNO?


Da qualche tempo a questa parte sembra che, in Italia, la stampa scritta viva solo di luce riflessa attingendo e sviluppando, quasi esclusivamente, quanto viene giornalmente propinato dalle emittenti televisive di Stato che, si badi bene, mentre fino a poco tempo fa erano rappresentate da appena…(si fa per dire, ovviamente!) tre reti nazionali RAI, oggi, purtroppo, queste reti di Stato, con l’aggiunta di MEDIASET, hanno raggiunto quota sei!
Non si riesce, a volte, a giustificare l’eccessivo peso che si dà a certe notizie a discapito di tante altre non meno importanti, anzi…! Ma, siccome la televisione nazionale non ne parla…la stragrande maggioranza dei giornali non riesce a fare proprio ciò che non è stato detto o non è stato riferito la sera precedente dai cosiddetti giornalisti a mezzo busto.
Un esempio emblematico, proprio di questi giorni, si riferisce alle due emittenti mantenute dal denaro pubblico: Rai tre e Rai uno che, in prima serata di due giorni diversi, mandano in onda un incontro – dibattito che affronta la riforma della scuola, con la presenza del ministro LETIZIA ARNABOLDI BRICHETTO la quale, anche in barba alle non più recenti ma giuste e sacrosanti conquiste sociali delle donne (specialmente nel campo della parità dei sessi nel mondo civile occidentale…), preferisce il cognome del proprio marito, appunto, Moratti. Secondo il mio modesto punto di vista, questo non depone certo a suo favore e non può non lasciarti riflettere a tal proposito. Non so, in merito, cosa ne pensano le donne di oggi (e perché no, anche quelle di ieri?).
Cosa è successo durante il corso delle due suddette trasmissioni di Ballarò e, successivamente di Porta a Porta? Si è parlato si di riforma scolastica saltando però la parte centrale di questa, costituita dalla scuola media. Si è parlato della scuola elementare con tutti i problemi annessi e connessi, del resto dibattuti per giorni e giorni in tutti i telegiornali di tutte le reti televisive nazionali ed a tutte le ore del giorno e, direi, anche della notte. Si è dibattuto, giustamente, ancora una volta il problema del nuovo tempo pieno, dell’Inglese e dell’Informatica. Ci si è soffermati, poi, sulla riforma del Superiore e, come si sol dire, chi s’è visto s’è visto!
A questo punto, non volendo entrare nel merito della valenza delle due trasmissioni sopra indicate, mi si consenta almeno di denunciare con fermezza quanto non è stato nemmeno accennato e dai conduttori e dai vari interlocutori appositamente invitati (politici, sindacalisti, giornalisti e…quant’altro).
Possibile non si sia spesa nemmeno una parola nei confronti della disciplina che dal prossimo anno scolastico comincerà a sparire nella scuola media italiana, mentre nel resto d’Europa viene valorizzata e tenuta nella giusta considerazione culturale? Mi riferisco alla moderna e fruttuosa Educazione tecnica.
Possibile che nessuno abbia voluto spendere nemmeno una parola nei confronti dei circa 20.000 insegnanti di Educazione Tecnica che, nel giro di tre anni, perderanno il posto di lavoro perché scippati della loro cattedra d’insegnamento, non per mancanza di posto (si badi bene!) o per mancanza di alunni, ma solamente perché si vuole risparmiare un po’ di quattrini da dirottare verso le scuole private penalizzando la scuola pubblica. Ci sono anche altri gravi problemi come le due ore tolte all’italiano, l’ora in meno della lingua inglese e l’orario ridotto per tutte le altre materie cosiddette operative. Nessuno, stranamente, parla dell’ora di religione…!
Ma, la cosa più grave, a mio modesto avviso, è l’assoluta disinformazione degli organi di stampa!

Benito Corrao
Docente di Educazione tecnica c/o la scuola media st.”G. Galatti” di Messina



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 Giuseppe Donnarumma    - 21-03-2004
Credo che di chiacchiere se ne siano fatte abbastanza; a questo punto gli insegnanti di Ed.Tec devono costituire un comitato nazionale che, con l'appoggio dei sindacati, a partire dalla CGIL, metta in campo tutte le forme di resistenza, anche di tipo legale, a questo aspetto vessatorio, ingiustificato, persecutorio e non aggiungo altri aggettivi per rispettare la premessa della Redazione ai commenti. Ovviamente senza perdere di vista anche il resto della .... riforma? che si può a cuor leggero definire indecente per l'arretratezza culturale e civile che rivela.