Da Bari, piattaforma di lotta
Lea Borrelli - 30-01-2002
L' ASSEMBLEA DEI LAVORATORI E DELLE R.S.U. DELLA SCUOLA
DELLA PROVINCIA DI BARI


aperta alla partecipazione attiva di genitori, studenti, associazioni democratiche


riunitasi il 24 gennaio 2002 presso il Liceo Socrate, in continuita' con i precedenti incontri, promossi sia dalle R.S.U., sia da coordinamenti di scuole


RIBADISCE


A) LA DENUNCIA DELLE LINEE DI POLITICA SCOLASTICA MESSE IN ATTO DALL'ATTUALE GOVERNO:

· nella legge finanziaria (aumento del numero degli alunni per classe, abolizione di fatto del valore legale del titolo di studio);

· con il disegno di legge Moratti che abolisce l'obbligo scolastico attaccando violentemente il diritto allo studio, fondamentale diritto di cittadinanza costituzionalmente garantito, opera una rapida discriminazione di classe con la divisione prematura tra licei e istruzione professionale demandata in blocco alle Regioni;

· con la abolizione della democrazia scolastica e la definitiva aziendalizzazione della scuola la cui gestione è affidata ad un consiglio di amministrazione, vanificando partecipazione, poteri, competenze di insegnanti, studenti, genitori.


B) TALE ATTACCO SI INQUADRA IN UN DISEGNO PIU' GENERALE DI ABROGAZIONE DI FATTO DEI PRINCIPI FONDAMENTALI DELLA COSTITUZIONE REALIZZATA IN NOME DI UN LIBERISMO ASSAI POCO LIBERALE CHE TENDE IN PARTICOLARE A COLPIRE, CON LA SCUOLA PUBBLICA, LA SANITA', LA GIUSTIZIA E I DIRITTI DEI LAVORATORI.



IN QUESTA PROSPETTIVA


l' assemblea esprime una adesione convinta allo sciopero del 15 febbraio
e rammenta che l'art.36 della costituzione recita:

"il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantita' e qualita' del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a se' e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa;"

<sollecita l'apertura del tavolo contrattuale di categoria
e la definzione di piattaforme
che non possono essere elaborate senza un confronto franco e aperto con i lavoratori e le loro rappresentanze.

Punti irrinunciabili sono costituiti da:

· -recupero salariale nello spirito dell' art.36 nonché degli standard europei ormai facilmente misurabili grazie alla comune traduzione in euro;

· -revisione dell'organizzazione del lavoro delineata dall'ultima finanziaria;

· -revisione della normativa sulla 'autonomia scolastica' e rilancio degli istituti di autentica partecipazione ed effettivo autogoverno.


L' ASSEMBLEA DECIDE:


1) di organizzare assemblee pomeridiane aperte a studenti, genitori e tutti i cittadini, nelle scuole di Bari, secondo il seguente calendario:

· I Gruppo - Mercoledi’ 30.01.02 H. 16,30: Fermi, Gorjux, Tridente, G. Cesare, Cartesio

· II Gruppo - Giovedi’ 31.01.02 H. 16,30: Re David, Marconi, Santarella, Lombardi, Flacco, Perotti, Fiore

· III Gruppo - Venerdi’ 1.2.02 H. 16,30: Majorana, Ipssar Castellana, Bianchi Dottula, Salvemini, Scacchi, Socrate

Ogni assemblea sarà gestita e organizzata, in contemporanea, presso le singole scuole;

2) di convocare contemporaneamente, a cura delle R.S.U. delle singole scuole, il giorno 5 febbraio assemblee dei lavoratori per affrontare la grave situazione in atto e definire le modalita' di partecipazione allo sciopero;


3) di indire una MANIFESTAZIONE DI LOTTA dei lavoratori della scuola e di tutti i cittadini interessati alla difesa e al rilancio della scuola della costituzione repubblicana per il giorno 6 febbraio,
cui seguira' il 14 febbraio una fiaccolata di lotta per scortare le delegazioni in partenza per la manifestazione romana del 15 febbraio;


4) la convocazione dei Consigli di Istituto per affrontare con i cittadini genitori e cittadini studenti delle singole scuole proposte di modifica della proposta di legge Moratti e di rilancio della democrazia scolastica.

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Diego Altomonte    - 04-02-2002
Confermo la mia adesione alle iniziative decise dall'Assemblea dei Lavoratori ed RSU della Scuola nella provincia di Bari.
La riforma della scuola, improvvisata da un centro destra impreparato ed in cattiva fede, ha come obiettivi quello di infliggere
un colpo mortale alla scuola pubblica e quello di rendere l'istruzione un bene sempre più raro e sempre meno accessibile,
come meta obiettivo quello di convincere vaste aree della opinione pubblica che la battaglia contro la dispersione scolastica
e lo svantaggio socio culturale è ormai persa: occorre avviare da subito i giovani meno fortunati alla scuola dei poveri,
i cui insegnanti regionalizzati resteranno spesso senza stipendio e saranno scelti in base all'opinione politica.
Si risponda con uno sforzo di mobilitazione e un supplemento di partecipazione che coinvolga oltre agli studenti e ai docenti.
soprattutto i genitori, una categoria che dovrebbe ora alzare la voce di fronte alla spudorata svendita del nostro patrimonio
culturale e istituzionale, che rischia di mandare al macero i sogni di emancipazione di una intera generazione di giovani.
Un augurio a Lea Borrelli per un compito difficile, ma storico.