Per i genitori
On. Piera Capitelli - 18-03-2004
Una prima proposta operativa

La pubblicazione del decreto riferito alla legge 53, la ‘presunta’ riforma della scuola, comporta una preoccupazione ulteriore in merito al destino dei bambini e alla progressiva perdita dei diritti acquisiti, più volte si è ripetuto che vi sono problemi di legittimità sotto il profilo della costituzionalità, per quanto riguarda il conflitto di competenza per il legislatore regionale, per l’eccesso di delega e per la mancata copertura finanziaria, ma questo riguarda soprattutto gli addetti ai lavori, che si stanno muovendo promuovendo ricorsi.

Ma torniamo ai genitori. Il quadro che si presenta ai loro occhi è questo: oltre non promuovere miglioramenti e non risolvere problemi di lungo periodo, con il decreto si tolgono e tagliano tempi, risorse, speranze e possibilità. Da qui l’imperativo di stare uniti per rivendicare tutti insieme le istanze di formazione che garantiscano a tutti, nessuno escluso, le possibilità di una piena partecipazione democratica al vivere civile di tutti, attraverso la pace, la democrazia e la cultura.

Molti affermano che le politiche del ministro Moratti produrranno danni per il futuro. Forse questa previsione è ottimistica: esse hanno già causato problemi, principalmente ai genitori, che sono sottoposti a pesanti interrogativi su scelte da assumere nella più totale e assoluta solitudine

Cosa sarà garantito? Cosa dovranno pagare? Un tempo di 27 ore o di 27+mensa? Oppure 27+3+mensa? Oppure un tempo di 40 ore? E il piano personalizzato è un elemento che avvantaggerà mio figlio o no?

Questo quadro è nefasto non solo perché espressione di norme confuse e sbagliate, ma lo è anche dal punto di vista CULTURALE.

Indipendentemente da quello che succederà nei prossimi mesi, occorre affermare in modo chiaro che il bambino e il suo destino non sono proprietà dei genitori, né del ministro e né del Parlamento.

I genitori possono fare molto, sia perché sanno fare cultura, sia perché possono tenere attiva la mobilitazione.

Per questo è necessario attivarsi per:

Chiedere il piano dell’offerta formativa della scuola e controllare il numero dei servizi offerti.
Controllare l’organico: gli insegnanti sono sufficienti ad offrire il servizio?
Richiedere riunioni;
Chiedere collaborazione con tutti i rappresentanti dei genitori, con il dirigente e con gli insegnanti.
Favorire una forma di solidarietà tra i genitori

Anche questa è politica: Genitori, studenti e bambini sono una triade che può vincere qualsiasi angoscia. Anche i genitori debbono iscriversi a scuola ... attraverso la loro presenza di cittadini che rivendicano l’esigenza di garantire il successo formativo PER TUTTI I LORO BAMBINI, NESSUNO ESCLUSO.


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