Insegnare inglese secondo Moratti
Donata Miniati - 15-03-2004
Io insegno inglese alle elementari dal '92 come specialista e amo il mio lavoro, ho una certa competenza, ho allestito un laboratorio efficiente e impostato l'insegnamento a tutto tondo, lavorando con i miei colleghi e rivestendo un ruolo educativo con i miei alunni e non solo specialistico. Ora, con la riforma, l'inglese tanto strombazzato sin dalla prima è in realtà esattamente lo stesso, come monte ore, di quello insegnato dalla terza sin dal '92. In compenso le ore così diluite nel quinquennio non garantiscono affatto un vantaggio qualitativo, anzi riducono l'insegnamento ad una dispersione di input limitati all'inglese pappagallesco.
Ciò che è interessante osservare invece è l'ipersfruttamento degli insegnanti specialisti, che vedono i loro intervento spalmarsi su 10/12 classi, superando in numero il collega di religione. Nella mia scuola di fatto si perderebbe un mezza cattedra, quest'anno coperta da una collega inviata ad ore dal provveditorato.
Inoltre insegnare una lingua ad un così alto numero di classi ed alunni impedisce un'attività didattica sensata, variata, con attenzione all'output, alla produzione degli allievi, al controllo dei loro apprendimenti , a garantire comunque una funzione educativa. Per non parlare dei rapporti con le famiglie, che ancora non si capisce se saranno del tutto eliminati per gli specialisti. Un altro punto interrogativo è infine la rilevazione degli apprendimenti e la compilazione delle valutazioni, quali che siano, portfolio o meno: in quali "tempi" per un insegnante che raggiunge oltre 200 allievi e che ha la responsabilità di insegnare una lingua, non di raccontare edificanti aneddoti?
Secondo la mia esperienza ciò si tradurrà in una riduzione forzata dell'offerta di apprendimento a percorsi stereotipati, all'insegnante che entra ed esce dalle sue numerose classi, una meteora soprattutto per i più piccoli che la vedono solo per un'ora settimanale,in barba a tutte le teorie e pratiche di glottodidattica , lasciando ben poco di solido dietro di sé.
invito i colleghi specialisti a riflettere su questo aspetto. Io, con grande dispiacere, dopo aver investito tante energie ed esperienza nel laboratorio, ho chiesto il trasferimento su posto comune.

discussione chiusa  condividi pdf

 Luca    - 21-03-2004
cara Donata,
anch'io sono un'insegnante specialista di L2: bisognerebbe mandarlo direttamente alla Moratti questo messaggio, ma temo che sia inutile. Perchè, maledizione, perchè devono cambiare le cose che funzionano!? Sono arrabbiatissimo!

 Francesca Panzica    - 21-03-2004
Cara collega,
sono anch'io specialista dal '92 e mi riconosco perfettamente nel quadro da te delineato. Puoi, per piacere, mandare il tuo intervento al quotidiano "La Repubblica?". So che forse non serve a niente, ma il silenzio pesa come una pietra. Prometto di sostenerti.
Francesca Panzica

 Anna    - 21-03-2004
Anch'io sono un'insegnante specialista di L2 in due plessi.Che dire? Sono assolutamente d'accordo con te! Per quanto riguarda il prossimo anno scolastico io ho fatto domanda di part time: è impossibile pensare di "lavorare" bene e seriamente seguendo le indicazioni della Moratti: altro che "qualità"!!!
Sono molto demoralizzata e..stanca!


 MariaCristina Rizzo    - 22-03-2004
Questo commento è riferito all'articolo "Inglese secondo la Moratti" di Donatella Miniati pubblicato su Fuoriregistro del 15-03-04 Concordo pienamente con l'articolo "Inglese secondo la Moratti" di Donatella Miniati. Sono una specialista di Modena, insegno Inglese da 6 anni nella scuola elementare, prima lavoravo con gli adulti e riciclarmi nella scuola elementare è stato un lavoro lungo e faticoso, ma estremamente gratificante. Ora mi torvo nella stessa condizione descritta dalla collega, con 9 classi, circa 180 alunni, solo 2 ore settiamnali con tutti escluse le prime, e lo stesso senso di frustrazione per la difficoltà di riuscire ad impostare un lavoro che sia significativo, adeguato ai tempi di apprendimento, volto a sviluppare nei miei bambini un apprendimento non "pappagallesco". Io non chiederò di tornare sulla classe perchè sono una insegnante di Inglese, insegno da oltre 20 anni, ho avuto studenti di ogni età e non potrei riciclarmi anche come maestra su posto comune perchè non potrei svolgere un lavoro dignitoso su posto comune. Mi sono riciclata una volta e ,con entusiasmo e timore, ho iniziato a lavorare con i bambini. Molto probabilmente tornerò alle superiori e, forte dell'esperienza di questi anni nella scuola elementare, cercherò di continuare dignitosamente il mio mestiere, che in babrba a chi pensa che gli insegnanti siano tutti frustrati e demotivati, mi piace molto di più di altre professioni (traduttore, interprete, P&R che ho svolto in passato) forse più remunerative ma sicuramente meno creative. Però, che spreco buttare a mare tutta l'esperienza e il " Know How" (va tanto di moda dire così) accumulato in questi anni da chi come me ed altri ha lavorato con pazienza, passione e se mi permettete anche con competenza!

 cottone giuseppe    - 22-05-2005
io contatto tutte le persone nell 'ambito dell'istruzione della lingua inglese che è in forte espansione soprattutto nel web e l'indirizzo ad un progetto mondiale per la diffusione dell'inglese appena partito a cui possono partecipare visitando il sito http://languageitaly.en101.com
very good my friends

 Chiara Dal Barco    - 25-12-2009
Cara Donata,

non scrivo per fare alcun commento, ma perche' il tuo nome e' lo stesso della mia insegnante delle elementari (dal 1973 al 1978), e mi chiedevo se eri la stessa persona. Se cosi' fosse contattami. CHIARA DAL BARCO (Cinisello Balsamo)