breve di cronaca
I numeri della scuola
Il Messaggero - 15-03-2004

Verso lo sciopero

Duello tra maggioranza e opposizione a colpi di dossier. Il sottosegretario Aprea: «Impegno per una nuova istruzione»

«Scuola, solo tagli» «Falso, i fondi sono cresciuti»

I Ds accusano: «Svuotato l’obbligo a 16 anni». An e FI al contrattacco: «Investiti 225 milioni di euro»

di ANNA MARIA SERSALE


ROMA - Scuola, tra maggioranza e opposizione è muro contro muro. Manca una manciata di giorni allo sciopero generale, confluito in quello delle pensioni. La manifestazione sarà a Roma, il 26. In attesa di scendere in piazza nelle città italiane si susseguono assemblee e sit-in. Sono tutti mobilitati: genitori, studenti, insegnanti. Per trovare un clima così rovente bisogna tornare al “concorsaccio” dei professori di tre anni fa.
Lo scontro politico si consuma senza esclusione di colpi. Con dossier, cifre e tabelle. Scuola e università sono considerati il motore del Paese ed è su questo terreno che la Casa delle Libertà e l’Ulivo si contendono il consenso. Tutti sanno che «25 milioni di italiani» - lo ha ripetuto il presidente del Consiglio a “Porta a Porta” - sono a vario titolo «coinvolti». Istruzione e ricerca, dunque, potrebbero essere l’ago della bilancia politica. Tanto è vero che pochi giorni fa Berlusconi è sceso in campo accanto alla Moratti per denunciare la «malafede» della sinistra e le «menzogne». Non solo. Ieri il sottosegretario Valentina Aprea ha annunciato che «docenti e famiglie saranno sostenuti con una massiccia campagna di informazione, chi è contro il cambiamento spera di intimidire le forze sociali».

Il governo è infastidito dallo sciopero e dai dossier sfornati in questi giorni dai sindacati e dai partiti di opposizione. Ma non resta a guardare. Contrattacca e sventola piani d’investimento, con cifre a molti zeri. «Ancora promesse, ne hanno già fatte tante - attacca Chiara Acciarini, ds, membro della Commissione cultura di Palazzo Madama - Letizia Moratti dice che peggio di così la scuola non può andare, i risultati non sono soddisfacenti, snocciola le cifre degli abbandoni, ma dimentica d’essere il ministro dell’Istruzione da tre anni. Tenta con Berlusconi di scaricare le colpe sui precedenti governi, mentre persegue una politica dei tagli che ha reso il sistema dell’istruzione più povero e precario». La senatrice Acciarini lancia bordate contro viale Trastevere. Non è la sola. «E’ in atto un grave attacco all’istruzione pubblica - sostiene Albertina Soliani, Margherita - L’obbligo scolastico è stato svuotato e il tempo pieno ridotto a doposcuola».
«Ci accusano di avere lasciato buchi di bilancio e debiti - continua la Acciarini, che ha nelle mani un dossier in circolazione tra i parlamentari dell’Ulivo - La verità è che il centrodestra sottrae sistematicamente risorse, dopo avere compiuto uno degli atti più gravi: la distruzione dell’obbligo scolastico».

Riassumendo: secondo la sinistra, le ultime tre Finanziarie hanno spazzato via 21.225 cattedre; tolto 144 milioni di euro dal portafoglio dell’offerta formativa (che include lingue, handicap, obbligo, musica, sport e materiali); tagliato risorse per l’handicap del 12,64% (da 18.324.156 a 16.008.435 euro); di avere cancellato 15.900 posti tra il personale tecnico amministrativo e di avere stanziato per la legge di riforma Moratti, la numero 53, solo 90 milioni di euro. Nel mirino anche l’accorpamento delle classi: «Solo nell’anno scolastico 2001-2002 a fronte di un aumento di 63.146 alunni il ministero ha tagliato 382 classi, trend confermato l’anno successivo con altre 202 classi soppresse. E non parliamo delle bugie sul tempo pieno».

Sull’altro fronte Forza Italia e An sparano cifre. E forniscono la situazione «reale» della scuola italiana. Eccola: «Con il governo dell’Ulivo la spesa per la scuola è stata decrescente. In rapporto al Pil, invece, è aumentata con il governo di centrodestra». E giù numeri: «Per finanziare l’anticipo alla materna e alle elementari 45.829.000 euro; per inglese e informatica 35.000.000 di euro; per le tecnologie multimediali, la lotta alla dispersione e il servizio nazionale di valutazione 90.000.000 di euro; altri 67.000.000 di euro a favore dei Comuni per i servizi necessari alla scuola dell’infanzia. Cui si aggiungono 50.000.000 di euro per i piani di offerta formativa nelle scuole del primo ciclo. Totale 237.829.000». Inoltre nel 2004 l’aumento degli investimenti ammonterebbe a 225.098.000 euro.
«E’ dunque falso che non vi siano fondi per la riforma o che siano stati ridotti - sostiene il senatore Giuseppe Valditara, responsabile scuola di An - E’ vero, invece, che i fondi sono stati significativamente aumentati. Quanto alle politiche per i disabili abbiamo sempre mostrato attenzione: i posti di sostegno che nel 2001 erano 74.000, nel 2003 sono diventati 79.800, con una crescita di 5.800. Inoltre, il rapporto tra docenti e disabili nel 2001-2002 era di 1 ogni 2,06 alunni; mentre nel 2003 1 ogni 1,96 alunni». Ma, proprio sui disabili, sindacati e sinistra sostengono che il rapporto è già «risalito da 1,96 a 2,01». Al di là delle percentuali e delle diatribe, le famiglie con problemi di handicap vivono esperienze drammatiche: «L’aiuto è una goccia nel mare, siamo abbandonati a noi stessi».

Domenica 14 Marzo 2004

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