La mozione di Palermo
Ghita Campolo - 15-03-2004


Circolo Didattico
“N. Garzilli”
via Isonzo, 7
Palermo

Assemblea dei docenti
del 12/03/2004




Il personale docente e non docente del Circolo Didattico “N. Garzilli”, riunito in Assemblea Sindacale il giorno 12 marzo 2004, preso atto della Legge Delega 28 marzo 2003, n. 53, del
Decreto Legislativo 19/01/04 e della circolare applicativa dello stesso n.29 del 05/03/04,

Sottolinea che quest’ultimo:

• quantifica un tempo scuola su base annua corrispondente a 27 ore settimanali;
• attesta che in queste 27 ore è compresa la quota riservata alle Regioni, quella riservata alle scuole e all’insegnamento della religione cattolica;
• ntroduce la figura dell’insegnante tutor e il portfolio;
• ttesta che si aggiungono facoltativamente e opzionalmente altre 99 ore annue corrispondenti a tre ore settimanali;
• introduce l’insegnamento della lingua inglese e l’insegnamento dell’informatica dalla prima classe;
• incarica il dirigente scolastico di procedere all’assegnazione dei docenti alle classi, sulla base di quanto stabilito nel POF e dei criteri generali definiti dal collegio dei docenti e dal consiglio di circolo, avendo cura di garantire le condizioni per la continuità didattica e la migliore utilizzazione delle competenze ed esperienze professionali;
• incarica le istituzioni scolastiche di definire le modalità di svolgimento dell’orario delle attività didattiche sulla base del POF, delle disponibilità strutturali e dei servizi funzionanti

Rileva che:

• la quantificazione del tempo scuola in 27 ore settimanali (comprensivo della quota riservata alle Regioni, quella riservata alle scuole e all’insegnamento della religione cattolica) per tutte le classi non può che corrispondere ad un impoverimento dell’offerta formativa;
• nelle 27 ore vengono compresse tutte le discipline esistenti e ne vengono introdotte altre con
riduzione degli orari di insegnamento di tutte le materie scolastiche; conseguenza immediata si avrà sulle cattedre dei docenti e dunque sui posti di lavoro.
• la figura di tutor, come docente responsabile delle attività educative e didattiche, gerarchizza la funzione docente, eliminando sia la collegialità sia la cooperazione educativa; annulla il bagaglio di competenze costruito dagli insegnanti, negli ultimi 15 anni, durante i quali hanno approfondito e consolidato le esperienze del loro ambito disciplinare; elimina il rapporto con le famiglie e la compilazione dei documenti di valutazione come attività funzionale all’insegnamento di tutti i docenti;
• si introduce il concetto di scuola a domanda individuale, proponendo una “personalizzazione” del piano di studi che nulla ha a che fare con l’individualizzazione dell’insegnamento, proposta didattica da affidarsi ai docenti in quanto professionisti dell’insegnamento;
• l’introduzione dell’opzionalità facoltativa avrà pesanti ripercussioni sull’organizzazione oraria delle scuole, con disagi e per le famiglie (l’entrata e l’uscita da scuola potranno avvenire in momenti anche piuttosto diversi dagli attuali, sia antimeridiani che pomeridiani) e per i docenti.

Rileva, inoltre, che l’intero impianto della riforma:

• disconosce i pareri fortemente negativi espressi dai docenti, dalle famiglie, da numerosi ed autorevoli pedagogisti (dal prof. Vertecchi fino allo stesso prof. Bertagna, ideatore dell’impianto pedagogico della riforma, che, al convegno nazionale del CIDI, Milano 22/01/04, ha affermato: “…non sono io il padre di questa legge…”), dal Consiglio Nazionale della Istruzione, dall’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani;
• manifesta assoluta mancanza di rispetto del consolidato, di ciò che sperimentato sul campo ha superato ogni sorta di verifica, della qualità della nostra scuola elementare che viene portata a modello in numerosi paesi;
• manifesta assoluta mancanza di rispetto per quei bambini che dice di voler “formare”: il PSP, infatti, stabilisce il progetto personalizzato per ogni alunno, non più sulla base di obiettivi comuni da raggiungere attraverso strategie differenziate, bensì progetti diversi per bambini diversi in modo da istituzionalizzare la costituzione di gruppi (costituiti su compito, livello, affinità elettive) di bambini di serie A e B, favorendo altresì l’emarginazione degli alunni diversamente abili;
• introduce laboratori obbligatori e laboratori facoltativi, suggerendo attività a pagamento;
• stravolge l’idea di classe per parlare di gruppi, di personalizzazione dei piani di studio, di portfolio delle competenze, di obiettivi specifici di apprendimento che devono essere tradotti in obiettivi formativi…, ma per far ciò riduce a 27 le 30 ore settimanali;
• stravolge il ruolo del gruppo classe come ambiente di apprendimento e di crescita sociale per frammentarlo in un susseguirsi di gruppi continuamente variabili nell’orario e nella composizione;
• stravolge il progetto educativo unitario che costituisce il fondamento della scuola a tempo normale come quella a tempo pieno;
• disconosce la pari dignità professionale e giuridica dei docenti che sono parimenti responsabili delle attività didattiche ed educative e per i quali il rapporto con le famiglie e la compilazione dei documenti di valutazione sono attività che rientrano nella funzione docente (artt. 24 e 27 del CCNL 2002/05).
In particolare l’introduzione del tutor determina conseguenze:
- relazionali, perché il bambino avrà una sola figura forte di riferimento;
- psicologiche, perché verrà a mancare il confronto proficuo con diversi punti di vista;
sull’apprendimento di tutti, perché da anni gli insegnanti hanno affinato le loro
competenze in un particolare settore;
- la perdita della programmazione, in cui si stabiliscono obiettivi e metodi comuni;
- infine, ma non per ultimo, conseguenze occupazionali per gli insegnanti, con la perdita di
migliaia di posti di lavoro.

Pertanto:

• dichiara di non condividere il nuovo impianto organizzativo previsto dalla riforma;
• ritiene che allo stato, non esiste alcuna possibilità di individuare criteri legittimi – ossia oggettivi e non discriminatori, funzionali e non arbitrari – in base ai quali stabilire all’interno del collegio gli insegnanti destinati alla funzione di tutor e quelli destinati ad attività di laboratorio. Ciò perché tutti i docenti hanno non solo pari dignità e libertà di insegnamento, ma anche una formazione e un profilo professionale equivalente, attestati dalle leggi dello Stato;
• propone ai docenti delle altre scuole palermitane una giornata di confronto, per cercare di realizzare un coordinamento territoriale con la finalità di costruire, anche a livello locale, una proposta che non penalizzi la scuola pubblica;
• propone di realizzare la massima informazione nei confronti dei genitori perché conoscano quanto contenuto nella riforma e la costituzione di un gruppo di studio aperto alle varie componenti con il quale realizzare un confronto sull’argomento.

L’Assemblea, approva all’unanimità il presente documento e delibera che venga inserito nel sito della scuola e trasmesso al Dirigente Scolastico, al Consiglio di Circolo, al MIUR, al Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale, al Dirigente del CSA, ai movimenti di docenti e genitori presenti anche su siti web e venga diffuso a mezzo stampa.

Palermo,12/03/2004

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 Salerno Francesco    - 21-03-2004
L'unico commento possibile è la TOTALE E COMPLETA CONDIVISIONE da quanto esplicitato dai colleghi della D.D. Nicoloò Garzilli.