breve di cronaca
Telegrammi di protesta e circolari rassicuranti
Redazione - 12-03-2004
  • Dalla Gilda Milano.

    DA “PORTA A PORTA” A “SCUOLA A SCUOLA”
    SALE LA PROTESTA DEGLI INSEGNANTI
    11 marzo 2004


    Invio di telegrammi di protesta al ministro Moratti e partecipazione allo sciopero del 26 marzo.

    Questo è quanto è emerso nella assemblea territoriale presso l’istituto tecnico “M. Curie” di Milano, indetta dalla Gilda degli insegnanti, che ha coinvolto i docenti di tutti gli ordini e gradi della scuola pubblica statale della zona.

    Il relatore, Prof. Angelo Scebba, coordinatore regionale della Gilda, ha presentato la riforma relativa alla scuole dall’infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado. Il cuore della riforma, ha affermato Scebba, consiste nella destrutturazione dell’impianto formativo con il taglio delle ore disciplinari (in alcune materie in modo drastico, come in educazione tecnica) e, contestualmente, con l’introduzione delle ore opzionali facoltative. Una scuola che continua il processo di privatizzazione iniziato sin dal 1993 con la privatizzazione del rapporto di lavoro degli insegnanti, con la legge sull’autonomia scolastica e la promozione dei presidi a dirigenti.

    La riforma Moratti si innesta in quella iniziata, e non portata a termine, da Ministro Berlinguer che vedeva nello studente il “cliente” da attrarre con attività accattivanti lontane dalle discipline di insegnamento. Una scuola, dunque, organizzata come una catena di supermercati, che non ha bisogno di docenti capaci di trasmettere cultura e conoscenze, basteranno dei generici “operatori scolastici" e che crea una gerarchia tra i docenti con l’introduzione della figura del tutor.

    Per la scuola secondaria di secondo grado è intervenuto il Prof. Francesco Mambretti, del direttivo Gilda di Milano, che ha disegnato i possibili scenari futuri con la divisione della scuola superiore in due tronconi: da una parte i licei e dall’altra i professionali.

    La sorte degli istituti tecnici in particolare è incerta perché difficilmente si identificheranno con i licei tecnologico e economico. Piuttosto, invece, c’è rischio che finiscano nel “mare regionalizzato” dell’istruzione tecnica professionale con tutte le conseguenze facilmente immaginabili.

    La “maggioranza non chiassosa” e non la “minoranza chiassosa”, come è stata definita ieri sera, nella trasmissione di Bruno Vespa “Porta a Porta”, dal Capo del governo, dell’affollata assemblea ha denunciato il grave attacco alla scuola pubblica statale sia nella struttura sia nei contenuti culturali.

    Al termine della riunione sono state formulate le seguenti forme di proteste:

    -invio di telegrammi al ministro, sottolineando che la sua riforma non piace agli insegnanti e nemmeno ai genitori;

    -invio di fax o telegrammi alle case editrici dei libri di testo per sottolineare la riduzione delle ore disciplinari;

    -la partecipazione allo sciopero del 26 marzo e l’occupazione delle scuole con i genitori;

    -adesione ad altre forme di lotta che via via verranno proposte.


    Elisabetta Galluccio (RSU scuola media “Primo Levi”)


  • Dalla Nuova Sardegna

    Un´originale circolare si preoccupa di avvertire dell´«avvenimento» i dirigenti scolastici
    11 marzo 2004


    CAGLIARI. «Oggetto: Ministro Letizia Moratti alla trasmissione «Porta a Porta». La circolare emanata dal direttore generale del´Ufficio scolastico della Sardegna, indirizzata «ai dirigenti delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado» è sublime nel suo burocratese.

    «Per opportuna informazione - scandisce il documento - si comunica che il Ministro dell´Istruzione, Università e Ricerca, dott.ssa Letizia Moratti, nella serata odierna, 10 marzo 2004, parteciperà alla trasmissione Porta a Porta».

    Davvero difficile penetrare nella logica di un simile avviso: dato anche il clamore suscitato dal supporto di un incontrastato Silvio Berlusconi, la notizia è infatti diventata rapidamente un caso nazionale oggi sulle pagine di tutti i giornali. Difficile ignorarla.

    Allora? Forse i dirigenti scolastici non sono abbastanza ferrati sulla contestatissima Riforma e devono ripassare? O il dottor Pietrella suppone che, da soli non siano in grado di decidere se vedere Porta a Porta o, magari, «Il grande fratello»? Ragazzacci. Ma dopo tutto questo, a scuola ci sarà ancora qualcuno che insegnerà la filosofia del «libero arbitrio»?

    (pga)



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