breve di cronaca
Tempo Pieno? Gratis (et amore dei)...!
Scuola oggi - 10-03-2004


Non ce ne eravamo accorti. La scuola a Tempo Pieno in tutti questi anni non era gratuita. Quindi vuol dire che era a pagamento. Le famiglie evidentemente ne hanno sostenuto oneri e costi, senza dire né ai né bai.
Ora sì. Ora finalmente le 40 ore della scuola primaria, il "nuovo tempo pieno" che avanza (tutto lettere minuscole, per distinguerlo dal vecchio Tempo Pieno, ma in realtà una Grande Innovazione) sarà non solo esteso a tutti i bambini d'Italia le cui famiglie ne faranno richiesta (dichiarazioni testuali del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi), ma soprattutto sarà gratis…! Questo è quanto ci prospetta il Ministro Moratti. Finora la sinistra e l'opposizione, sulla scuola come su altro, hanno mentito. Hanno detto e dicono bugie quei comunisti dei docenti e dei dirigenti scolastici che si annidano nelle scuole e che adesso vogliono fare del Tempo Pieno - con le maiuscole - un terreno di scontro politico contro il governo delle Meraviglie (quello delle famose tre I, per intenderci)!

Insomma, il Ministro Moratti in TV ha affermato per l'ennesima volta che, sul piano delle "quantità orarie" (non della qualità che, com'è noto, è un'altra cosa ma che in ogni caso migliorerà), "tutto è come prima" e che "non cambia niente" (Ballarò del 2 marzo).
Non solo, ma anche chi finora non ha avuto questa possibilità adesso finalmente la avrà. Come diceva il vecchio Marx, ora in soffitta ma buono anche lui contro i comunisti cattivi: "a ciascuno secondo i suoi bisogni". Tradotto in chiave moderna: a ciascun bambino-"persona" secondo le sue esigenze, a ciascuna famiglia secondo le scelte "personalizzate" compiute per i percorsi educativi dei propri figli. Orario annuale personalizzato, corsi e attività personalizzate, portfolio delle competenze personali manco a dirlo personalizzato. Melius abundare.
E un tempo finalmente "pieno", riempito di cose, di "opportunità formative" varie, di tante e possibili opzioni, perché quello di prima, il Tempo Pieno dei dinosauri, in realtà era "vuoto", quanto a "contenuti", noioso e ripetitivo. Adesso sì che finalmente le famiglie potranno scegliere l'orario e le attività che più gli aggradano a seconda delle proprie esigenze, senza limiti e senza frontiere.
Il modello pedagogico sarà magari (anzi, senz'altro) un po' diverso dal passato, ma più "moderno" e innovativo, senz'ombra di dubbio, e le "quantità orarie", appunto, rimarranno le stesse, offerte a tutti.

Qui sarà la "prova del nove": siamo curiosi di vedere come il MIUR riuscirà a conciliare queste affermazioni e promesse con il "nodo degli organici". Vogliamo cioè vedere se e come riuscirà a garantire il mantenimento degli attuali organici di Tempo Pieno (laddove già esiste, con due docenti per classe, almeno per un anno) e le nuove richieste di 40 ore sulle future classi prime che avanzano, diffuse sul territorio nazionale. Assisteremo alla moltiplicazione dei pani e dei pesci?
E cosa dirà Tremonti, visto che le finanziarie da anni a questa parte non prevedono aumenti di organici, ma semmai tagli di posti docenti? Se la caverà con un altro colpo di genio o di "finanza creativa"? Insomma: quali e quante risorse verranno effettivamente date alle scuole, per garantire una reale autonomia delle istituzioni scolastiche stesse?

Postilla.

In tutto questo ambaradan della Riforma, schemi di decreti, decreti, schemi di circolari, circolari, una sola cosa resta di fatto immutata: le ore di Religione cattolica. Con buona pace di chi a suo tempo ne ha sostenuto l'illegittimità e incostituzionalità (il Comitato Scuola e Costituzione, ad es.) esse restano invariate e ben incardinate dentro l'orario scolastico "obbligatorio", le 27 ore. Mettere le ore di religione tra le attività "facoltative"? Neanche e a parlarne..! Tutto scorre tutto diviene, diceva il filosofo. Ma le ore di religione cattolica restano le stesse. Ferme. Immobili. Come il semaforo.
Anzi, aumenta pure "l'offerta formativa" in questo caso per gli insegnanti di religione cattolica. Adesso anche loro possono "optare": decidere se continuare ad insegnare religione, promossi dalla Curia o se passare ai ruoli comuni come insegnanti di scuola primaria a tutti gli effetti. Magari con funzioni di tutor, perché no? Il tutto gratis, naturalmente, et amore dei.

Dedalus



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 Francesco Martino    - 14-03-2004
Inviterei i redattori di Scuola Oggi ad essere più prudenti nelle loro affermazioni contro i docenti IRC. Solo un imbecille ancora non ha capito che il prossimo concorso a cattedre porterà dall'espulsione dal sistema almeno il 20% (non aventi requisiti per il concorso) + il 30% (ore riservate per l'immissione in ruolo) degli attuali insegnanti IRC, che dovrebbero passare a circa 7.000 in tutto su circa 14.000, in quanto spesso fino ad oggi utilizzati su cattedre incomplete e spezzoni che spariranno con il riordino delle cattedre, e che comunque affronteranno un VERO CONCORSO in tutti i sensi. Il passaggio ad altro ruolo non è automatico, come sembra sostenere l'articolista, ma regolato dalle procedure e norme vigenti che - in verità - non consentono molti spiragli. Qui non si ruba il posto a nessuno, anzi si sistemeranno solo 7.000 precari, perchè altri 7.000 (più i bocciati al concorso) magari ultracinquantenni con figli, se ne dovranno stare a casa. Infatti sono pochissimi i preti che insegnano IRC, e che già i Vescovi stanno OBBLIGANDO a NON PARTECIPARE AL CONCORSO per far aumentare i posti per i laici e per espellere dal sistema meno laici possibili. La scelta IRC è facoltativa, ma l'insegnamento è curricolare, in quanto se ci sono avvalentisi, in base al Concordato (che si può sempre denunciare) e all'art.7 della Costituzione (il cui comma si può sempre abrogare), lo stato lo deve comunque garantire. Ed è un FATTO CULTURALE. Altrimenti, mi verebbe voglia di gridare VIVA L'ISLAM E LA REPUBBLICA ISLAMICA ! Lì non ti lasciano nemmeno discutere, visto come sono "attaccati" alle loro radici...