L'immagine degli insegnanti
Antonio Gentile - 09-03-2004
Attività dell’OCSE : Rapporto nazionale dell’Italia

Nel luglio 2003 Il MIUR ha incaricato il prof. Rosario Drago di redigere il rapporto per la parte generale e i professori Giorgio Basaglia e Vittorio Lodolo D’Oria, per la parte generale relativa al Burnout degli insegnanti. Le affermazioni degli Autori citati non sono attribuibili al Miur, che ha commissionato la ricerca, il cui titolo è Attirare, formare e trattenere i migliori insegnanti: "Scopo del presente Rapporto è quello di descrivere e documentare l’attuale realtà della condizione degli insegnanti italiani e di individuare le principali linee di tendenza e di sviluppo di tale condizione in rapporto all’iniziativa politica, sindacale e delle associazioni di categoria.... è intenzione del Rapporto descrivere la condizione degli insegnanti italiani soprattutto in relazione ai mutamenti che la scuola italiana sta affrontando in questi anni."


Qui il testo completo del rapporto, particolarmente interessante nelle appendici:

1. Riforma degli ordinamenti

2. Immagine degli insegnanti

3. Codice deontologico

4. Immagine e salute degli insegnanti in Italia: situazioni, problemi e proposte


Di seguito, alcuni estratti su cui vale la pena soffermarsi:

  • Da : 3 - LE CONDIZIONI DI SALUTE PSICO - FISICA DEGLI INSEGNANTI

    3.1. Il logoramento psico-fisico (burnout)

    Per sapere come attrarre, motivare e incentivare gli insegnanti occorre innanzitutto conoscere la loro condizione psico-fisica attuale. Sono numerose le pubblicazioni che, sin dalla prima metà degli anni 80, si sono occupate delle cosiddette helping professions, prestando particolare attenzione alla sindrome del burnout negli insegnanti. Tale condizione risulta caratterizza da:

    - affaticamento fisico ed emotivo (emotional exhaustion and fatigue)

    - atteggiamento distaccato e apatico nei confronti di studenti, colleghi e nei rapporti interpersonali (depersonalisation and cynical attitude)

    - sentimento di frustrazione dovuto alla mancata realizzazione delle proprie aspettative (lack of personal accomplishment)

    - perdità della capacità di controllo degli impulsi (reduced self-control).

    Il burnout degli insegnanti è un tema di valenza internazionale da almeno vent’anni come dimostrano gli studi condotti negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, Israele, Australia, Canada, Norvegia, Malta, Barbados ed Hong Kong. Sul tema sono stati anche condotti studi comparativi tra sistemi scolastici di differenti paesi come Italia e Francia, Scozia e Australia, Giordania ed Emirati Arabi, Stati Uniti e Gran Bretagna, Nuova Zelanda e Australia. Meno frequenti, ma altamente significativi, i lavori che hanno effettuato un confronto tra l’incidenza del burnout su categorie professionali differenti (ad es.
    insegnanti/impiegati).

    La categoria degli insegnanti è sottoposta a numerosi stress la cui natura, sia in generale che con specifico riferimento allo scenario scolastico italiano, può essere ricondotta ad alcuni fattori riguardanti:

    - la peculiarità della professione (rapporto con studenti e genitori, classi numerose, situazione di precariato, conflittualità tra colleghi, costante necessità di aggiornamento);

    - la trasformazione della società verso uno stile di vita sempre più multietnico e multiculturale (crescita del numero di studenti extracomunitari e degli interscambi culturali come effetti della globalizzazione);

    - il continuo evolversi della percezione dei valori sociali (con l’introduzione di nuove politiche a favore dell’handicap con l’inserimento di alunni disabili nelle classi, delega educativa da parte della famiglia a fronte dell’assenza di genitori-lavoratori o di famiglie monoparentali);

    - l’evoluzione scientifica (avvento dell’era informatica e delle nuove tecnologie di comunicazione elettronica);

    - il susseguirsi continuo di riforme (autonomia scolastica, innalzamento della scuola dell’obbligo, ingresso anticipato nel mondo della scuola);

    - la maggior partecipazione degli studenti alle decisioni e conseguente livellamento dei ruoli con i docenti (decreti delegati del ’74, Statuto degli studenti/studentesse del DPR 239/98);

    - il passaggio critico dall’individualismo al lavoro d’équipe (che ha comportato la scomparsa dall’insegnante unico con l’avvento dell’insegnamento basato su una pluralità di docenti);

    - l’inadeguato ruolo istituzionale attribuito/riconosciuto alla professione (retribuzione insoddisfacente, risorse carenti, precarietà del posto di lavoro, mobilità, scarsa considerazione da parte dell’opinione pubblica);

    - la riforma del sistema pensionistico con l’abolizione delle baby-pensioni.


  • Da : 4 - LA RIVALUTAZIONE DELL’ IMMAGINE DEGLI INSEGNANTI : PROSPETTIVE E PROPOSTE DI RICERCA ED INTERVENTO

    Il ridursi della percezione della condizione attuale dell’insegnante come figura impiegatizia e il relativo passaggio come definizione ideale, dalla figura sociale al professionista, sono strettamente collegati alla valutazione dell’autonomia scolastica: l’inizio di tali processi sembra promettere importanti cambiamenti. Infatti la precedente contraddittorietà tra aspetti burocratici e professionali del ruolo docente potrebbe, in prospettiva venire superata da una piena realizzazione del processo autonomistico, che dovrebbe coinvolgere fortemente gli insegnanti non soltanto nella scelta dei metodi e degli strumenti didattici, ma anche negli stessi obiettivi curriculari e di organizzazione del lavoro scolastico. Un percorso di indagine ed intervento finalizzato alla ulteriore diffusione e consapevolezza di tali dinamiche rappresenta senz’altro l’inizio di un percorso di innovazione e cambiamento. Obiettivo è la scoperta e l’attivazione di consapevolezze ed energie spesso ancora nascoste sia tra gli insegnanti sia tra i principali attori interni ed esterni al sistema scuola: il percorso di rivalutazione e qualità degli insegnanti deve avvenire prima di tutto attraverso la presa di consapevolezza da parte dei principali attori in gioco e quindi attraverso la diffusione e la condivisione dei risultati a livello sia sperimentale che teorico.

    Il coinvolgimento di tutti gli attori interni ed esterni al sistema diventa quindi fondamentale, da qui la necessità di indagare e coinvolgere, insieme ai docenti e agli studenti, le famiglie, le cui opinioni e comportamenti spesso finiscono con influenzare fortemente il rapporto figli – insegnanti - scuola.

    Il rapporto mass media e immagine degli insegnanti rappresenta infine un altro interessante tema di indagine ed intervento nell’ambito di progetti tesi alla rivalutazione del ruolo degli insegnanti.

    In Italia l’attenzione dell’opinione pubblica sugli insegnanti e sulla scuola, veicolata soprattutto dai mass media, sì è concentrata prevalentemente sulle questioni della parità scolastica e sul riconoscimento del merito professionale nella determinazione delle retribuzioni. Tale fatto rappresenta senza dubbio un indicatore fondamentale di come in Italia spesso e sovente i problemi di politica sociale vengano affrontati con una prospettiva di natura prettamente ideologica. Le dimensioni ideologiche non sono certo irrilevanti, ma diventano distorcenti quando fanno sparire sullo sfondo le questioni cruciali, quando impediscono di vedere le condizioni effettive nelle quali operano le istituzioni, nel nostro caso le istituzioni scolastiche. Lo sviluppo, attraverso la ricerca, di modelli di indagine ed intervento che mirino a chiarire il rapporto mass media e immagine degli insegnanti risultano pertanto necessari per la costruzione di modelli di diffusione dell’informazione condivisi e socialmente utili, ai fini della rivalutazione e del rinnovamento dell’immagine degli insegnanti in Italia.

    4.3. Il reperimento di risorse per l’attuazione del progetto di prevenzione e cura del disagio mentale negli insegnanti

    Per realizzare una campagna di comunicazione sociale, particolarmente delicata e complessa come quella sul burnout negli insegnanti, occorrono tra le altre cose ingenti risorse. Tuttavia le ristrettezze economiche del sistema scolastico non consentono di disporre di risorse illimitate inducendo gli enti interessati a reperire finanziamenti alternativi con gli strumenti messi a disposizione dal legislatore.
    Le recenti indicazioni del nuovo Piano Sanitario Nazionale 3 , il Collegato alla Finanziaria 2003 (L N.3/03) e il Decreto Interministeriale 44/01 dell’01.02.01 (che consente il ricorso alla sponsorizzazione da parte degli istituti scolastici), permettono di realizzare progetti di educazione alla salute con il concorso di imprese commerciali traendo un reciproco vantaggio con l’ovvia esclusione di conflitti d’interesse. Per contrastare il fenomeno del burnout negli insegnanti può essere dunque percorsa questa via.

    Le aziende commerciali e farmaceutiche possono dal canto loro sostenere la cosiddetta Comunicazione Sinergica Sociale e di Prodotto con le istituzioni pubbliche impiegando i loro budget di marketing nel promuovere, insieme ai loro prodotti, una causa sociale.
    Oltre a un legittimo vantaggio promozionale otterrebbero un miglioramento della loro immagine e del goodwill nei confronti dell’opinione pubblica.

    Per facilitare la comprensione della convenienza reciproca, si vedano gli esempi nella sottostante tabella che traggono gli spunti da un approccio a 360° della patologia ansioso-depressiva (sani stili di vita, gestione del tempo libero, auto-aiuto etc). L’istituzione vede finanziato un progetto di comunicazione sociale e l’impresa trae un vantaggio commerciale (es. effettuando una promozione di un prodotto per gli insegnanti) e d’immagine per l’abbinamento con il logo dell’istituzione.



Tab. 4.2 Sponsor e claim: esempi





Va inoltre ricordato che il ricorso alla sponsorizzazione, se ben utilizzato, può servire al reperimento di finanziamenti, beni, servizi, atti a sviluppare una politica di incentivi per stimolare e premiare gli insegnanti nell’esercizio della professione (non-monetary rewards).

Per poter percorrere questa via occorrono tuttavia alcuni passaggi quali:

- la messa a punto di un manuale operativo per i dirigenti scolastici che tratti i profili giuridico, contrattuale e fiscale della sponsorizzazione (che oggi è erroneamente confusa con la donazione)

- un’indagine volta a vagliare la sensibilità di insegnanti, studenti, famiglie, mass-media di fronte alle varie forme di sponsorizzazione per affrontare la questione etica valutando così la reale percorribilità dello strumento fornito dal legislatore

- una ricerca per sondare l’interesse delle imprese a riorientare i propri budget di marketing verso la Comunicazione Sinergica Sociale e di Prodotto



interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 lorenzo grospietro    - 14-03-2004
Ho trovato l'articolo molto interessante e condivisibile.
Manca totalmente nelle valutazioni degli "esperti" la comprensione che parte della frustrazione è dovuta a riforme mai effettuate! (quanti lavorano per matematica secondo i modelli di cui si discuteva e ci aggiornavamo negli anni immediatamente successivi ai Programmi del '79???).
Secondo me, per chi si è interessato, si è aggiornato, ed ha continuato a leggere e a documentarsi e ad essere disponibilenon ci sono problemi di BURN-OUT, di stanchezza o delusione, sì.
Ho invece riscontrato gravi problemi di MOBBING e di BOSSING nei confronti di chi ha mantenuto atteggiamenti di rinnovamento e NON di involuzione.
In pratica devi fare ciò che fanno tutti gli altri... e nello stesso modo.
Es. Domanda ad una collega: "Come vai in quella classe ? (sottintendendo di avere alcuni problemi )"
"Io in quella classe non ho nessun problema, di nessun genere!! - detto pure con tono di saccenteria!"
(Lascio agli psichiatri individuare chi dei due è il Burn-out...e la materia insegnata dal secondo caso).

 Vittorio Lodolo D'Oria    - 04-05-2004
peccato che dello studio del sottoscritto non siano stati riportati i risultati: gli insegnanti presentano patologie psichiatriche in proporzione doppia e tripla rispetto alle altre categorie professionali (sanitari, colletti blu e bianchi) nelle commissioni mediche per l'inabilità al lavoro. E' in corso di pubblicazione sulla rivista scientifica Medicina del Lavoro l'ultima rilevazione (12 anni: dal 92 al 2003) che vede i dati aggravarsi ulteriormente sfiorando il 57% di motivazioni psichiatriche tra i docenti. Il tutto di fonte al silenzio assordante di istituzioni e sindacati.

Vittorio Lodolo D'Oria