Le aragoste rosa
Nico d'Aria - 04-03-2004
E-mail n° 6 da Nico d’Aria a Pianeta Terra

Oggetto: Secondo viaggio

Grazie, cari terrestri,

gli scienziati hanno ricevuto la vostra documentazione sulla missione n°1 e la stanno studiando. Qui parlano tutti di voi, dicono che il materiale spedito dai terrestri è molto buono. Complimenti, siete riusciti a meravigliare fior fior di professoroni. Infatti mi hanno detto che hanno bisogno di altre informazioni e che vi hanno mandato una “missione n°2”.

Intanto vi racconto la mia seconda avventura.

Il secondo pianeta che ho esplorato è piccolo, con un’isola sola e tutto il resto è mare. Tutti fanno lo stesso mestiere, allevano le aragoste rosa.
In qualsiasi altro posto dell’Universo le aragoste rosa sono considerate il cibo più prezioso e prelibato; però è carissimo e solo le persone molto ricche possono assaggiarne.
Questa volta non ho avuto difficoltà a comunicare, il traduttore automatico funzionava; sono abituati al commercio: spesso viene un’astronave da luoghi lontani per comperare le aragoste e vendere attrezzature da pesca.
Il problema di questo popolo è che sulla loro isola ci sono solo aragoste rosa. Quel cibo che per noi è così prezioso, loro lo mangiano sempre. A colazione, aragoste. A pranzo, aragoste, a cena, aragoste. Ogni giorno aragoste fritte, lesse, in brodo, aragosta in salsa di aragosta, aragosta con il contorno di aragosta, hamburger di aragosta, vino di aragosta fermentata, marmellata di aragosta, dolci di farina di aragosta e per dessert un bel gelato di aragosta rosa…
Gli altri cibi si possono solo importare da pianeti lontani, costano troppo per un semplice popolo di pescatori. Quasi nessuno di loro ha mai mangiato una patata, un pezzo di pane, una mela, una foglia d’insalata… mai!
Sono stato ospitato da una gentilissima coppia di anziani. Facevano una gran simpatia perché scherzavano tra loro e si corteggiavano come due ragazzini.
A pranzo mi hanno offerto dell’aragosta. Era profumata, deliziosa, croccante, tenera, succulenta… la cosa migliore che abbia mai assaggiato! Gli ho detto con entusiasmo che era buonissima, ma loro mi hanno guardato come se fossi un cretino… Poi mi hanno tenuto per un pomeriggio intero a raccontargli che sapore ha la pizza, che differenza c’è tra una mela e una pera, qual è il sapore di un pezzo di pane… e mentre parlavo sgranavano gli occhi e restavano a bocca aperta, se raccontassi cose mirabolanti ed incredibili.
Proprio quella sera, era l’anniversario di 50 anni di matrimonio di quella coppia di sposi. Avevano deciso di farsi un regalo eccezionale: andare al ristorante a mangiare, per la prima volta della loro vita, una cosa diversa dall’aragosta. Sono entrati in quel locale lussuoso dove non avevano mai messo piede. Io li ho accompagnati fino all’ingresso, ma non volevo fare il terzo incomodo; quindi con la scusa di guardare il panorama li ho lasciati da soli e sono restato fuori, sulla terrazza del ristorante, a bermi un bel bicchiere di bibita all’aragosta.
Ogni tanto mi voltavo e li vedevo.
Il cameriere in livrea ha portato il menu e loro, emozionantissimi, hanno scelto un “tris di fagioli”.
Dopo una certa attesa, sono arrivati due grandi piatti d’argento. Al centro di ciascun piatto, distesi su un fiocchetto di crema di lenticchie, c’erano tre fagioli: un borlotto, un toscanello e un cannellino. Una verdissima fogliolina di prezzemolo ornava quella delizia.
Tagliavano una fettina sottile di fagioli con un coltellino apposta; poi la mettevano in bocca e l’assaporavano piano piano, masticandola lentamente.
La loro faccia era estasiata. Da lontano il mio traduttore continuava a sentire solo frasi come: “che buono!”, “senti che profumo!”…
A mangiare quei tre piccoli fagioli ci hanno messo più di un’ora.
Erano felici, la moglie ha detto: “questo è il più bel giorno della mia vita”.
Anche il marito era raggiante, ha solo avuto un momento strano alla fine: è impallidito per un attimo quando ha guardato il conto. Ma poi ha sorriso e ha detto: “beh, ne è valsa la pena”.

Appena sono tornato sul nostro asteroide, sono andato in cucina, ho aperto il frigo e ho preso un fagiolo da una scatoletta. Da noi su Qwrtp i fagioli non sono particolarmente preziosi.
L’ho mangiato con attenzione, tenendolo in bocca a lungo e masticandolo lentamente per sentire il sapore; certo, era abbastanza buono ma… ho cominciato a scoprire che è molto importante cambiare e sentire delle differenze.
Che ne dite, terrestri? Da voi si mangiano cose diverse o sempre uguali?

Alla prossima,
Nico



PS. Suggerimenti per missione terrestre n° 2


continua


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