La Resistenza in Italia
Grazia Perrone - 01-03-2004
Il corso degli eventi bellici e l’evoluzione politica hanno avuto – nell’Italia che va dall’otto settembre 1943 al 18 aprile 1948 – un andamento totalmente diverso dal resto dei movimenti di resistenza europei.

Il crollo del regime fascista (25 luglio 1943) è stato brusco e repentino e le sue conseguenze imprevedibili e caotiche.

Nei 45 giorni che precedettero la resa “ufficiale” del Paese la linea del governo Badoglio è, praticamente, inesistente e si concretizza nella, fallimentare, resa agli alleati che lascia l’Esercito allo sbaraglio con il Re ed il governo in fuga e i tedeschi padroni assoluti del “teatro” militare (e sociale) italiano.


Mentre il governo Badoglio si installa dapprima a Brindisi e, poi, a Salerno l’avanzata delle forze angloamericane è lunga e difficile. Mano a mano che gli alleati restituiscono all’autorità del governo italiano “pezzi di territorio” si afferma la continuità delle istituzioni democratiche: compresa l’attività politica che, ben presto, ricalca i medesimi binari del periodo prefascista: discussioni interminabili e inconcludenti alle quali fanno da contrappunto le … “manovre di corridoio”.

Arte politica nella quale si specializzerà - affinandone le tecniche nei decenni successivi –, la Democrazia Cristiana.

Da Roma (dove operava già da tempo ed in modo totalmente autonomo un Cln clandestino) in su si ebbero i più significativi episodi di resistenza armata con formazioni partigiane impegnate nel sabotaggio e nell’attacco delle colonne tedesche.

La liberazione, ovvero “l’evento” militare e politico della cacciata dei fascisti e dei tedeschi, chiude una delle pagine più buie e controverse della storia d’Italia (quella totalitaria) e ne apre un’altra (quella democratica).


Scopo delle pagine che seguono è quello di riviverne alcuni momenti ben consapevole che, oggi, in clima di revisionismo storico imperante, sempre più spesso vengono equiparati i combattenti dei due schieramenti (combattenti partigiani da una parte e collaborazionisti nazifascisti dall'altra): un errore sciagurato e tragico.

Perché coloro i quali hanno fatto propri i principi dell'Illuminismo (libertà, eguaglianza, fratellanza sociale) combattendo per la liberazione del Paese rischiando quotidianamente la vita non possono essere accomunati o, peggio, confusi con chi, invece, protetto dalle armi straniere, bene equipaggiato e ben nutrito, padrone assoluto di tutto, spadroneggiava per le città, incuteva il terrore nelle campagne, poteva uccidere, imprigionare, torturare, derubare, stuprare e sempre impunemente perché il loro arbitrio rappresentava l’unica legge.


La Resistenza in Italia e in Europa
Bari, 28 e 29 gennaio 44
Roma, 29 gennaio 1944
1947: l'anno della Restaurazione


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