Il popolo della scuola non si arrende...
Alba Sasso - 28-02-2004
Dalla manifestazione nazionale a Roma per la scuola pubblica, l'onorevole Alba Sasso dichiara:

"Il popolo della scuola non si arrende, neanche sotto la pioggia e la grandine.

È la terza volta che le piazze del paese sono riempite dalla legittima e democratica protesta contro le politiche del centrodestra in materia di istruzione: politiche restrittive e di risparmio, politiche che penalizzano la scuola pubblica.

Qui insieme ai sindacati, ai partiti d’opposizione, alle associazioni, ci sono tantissimi cittadini, ci sono le famiglie. Proprio quelle famiglie alle quali il governo fa mostra in continuazione di voler fare riferimento.
E allora, il ministro non può continuare a ignorare i problemi, le esigenze, i bisogni manifestati dal vasto e complesso mondo della scuola.

Quella scuola che rappresenta un patrimonio comune, una risorsa fondamentale per la crescita ed il futuro dell’Italia".


interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Liliana    - 29-02-2004
io c'ero. E' stata climaticamente parlando una giornataccia: grandine, vento, freddo. Sono partita da Salerno, armata di tanta buona volontà... sono rientrata senza cellulare, poichè durante la manifestazione un giovane di belle speranze ha provveduto, fra centomila persone, a strapparmelo di mano.
Forse, facendo un bilancio, anche economico della giornata, era meglio se restavo a casa.

 Vittorio Delmoro    - 29-02-2004
Ho sentito anche di altri furti, questa volta sui pulman; certo che i malcapitati si saranno forse pentiti di questa manifestazione.
Se però riuscissimo in non troppo tempo ad allontanare dalla scuola pubblica le avidi mani tremontesche e morattiane, forse anche la perdita di un cellulare sarebbe poca cosa.
Avanti e coraggio, dunque.

 ilaria ricciotti    - 01-03-2004
Il ministro Moratti e tutto il governo debbono per forza di cose fare i conti con quanti non condividono tale decreto. La CASA DELLE LIBERTA' se vuole considerarsi tale non può non confrontarsi con i dissidenti ascoltando tutti coloro che nella scuola ci lavorano e hanno dato e continuano a dare ad essa più del dovuto. Se non ci dovesse essere questo confronto sereno, ma critico perchè non fazioso, allora il governo dovrà aspettarsi altre manifestazioni, altri scioperi, altre forme di protesta che non sono certo l'espressione di pochi ribelli politicizzati e magari apparteneti all'Ulivo o iscritti ai Sindacati Confederali, primo tra tutti la CGIL., ma l'espressione di quanti hanno a cuore la formazione dei giovani. Giovani che debbono essere in grado di collaborare con i loro coetanei europei . La riforma Moratti non garantisce tutto ciò.