breve di cronaca
Educazione tecnica
Aniat - 28-02-2004

L’incontro al Miur con il direttore generale degli ordinamenti, dott. Silvio Criscuoli, a seguito del decreto 23 gennaio 2004 che prevede la tecnologia accorpata a scienza e matematica con un’ora settimanale, ha toccato a 360° la problematica degli insegnanti di educazione tecnica.
Fermo restando che nessuno sarà licenziato, l’impegno del Miur, a dire del dott. Silvio Criscuoli, è non toccare gli organici per un triennio e utilizzare i docenti nell’ambito della stessa scuola di titolarità con 18 ore settimanali derivanti dall’ora di tecnologia e dall’assegnazione di due delle sei ore previste dalle attività derivanti dalle 198 annuali per ulteriori lezioni frontali.
La richiesta dell’Aniat è stata quella di apportare una modifica alle Indicazioni Nazionali, riportando le ore settimanali di lezione a 30, sganciando la tecnologia dalla scienza con tre ore settimanali confermando gli attuali curricoli e la classe di concorso A033 o, almeno, scindere scienza e tecnologia da matematica con un numero congruo di ore.
Si è insistito nel far notare come la scienza e la tecnologia, pur essendo discipline affini, hanno un approccio molto diverso con la realtà. La scienza osserva e quando può spiega i fenomeni naturali, la tecnologia studia i problemi e tende a risolverli con la creatività che porta alla progettazione e alla realizzazione concreta di prodotti nuovi. E’ soprattutto nella propensione al creare innovazione, unita alla capacità d’azione operativa che la tecnologia si distingue dalla scienza.
Su questo punto l’amministrazione non può intervenire, a detta del dott. Criscuoli, considerato che trattasi di scelta politica da cui non si può tornare indietro.
Il Miur è dall’avviso, invece, per un’azione di riconversione graduale a seconda dei titoli di studio in possesso, prevedendo, ad esempio, per i laureati di transitare in altre classi di concorso, come matematica nella scuola media o altre discipline al superiore e per i diplomati, ad esempio, insegnare tecnologia e informatica nella scuola elementare considerato che in quel segmento la disciplina è obbligatoria e si sviluppa in un itinerario quinquennale con delle indicazioni che ricalcano in parte l’attuale ET, fermi restando i diritti acquisiti dallo stato giuridico.
La sperimentazione potrebbe iniziare con la scuola elementare già dal prossimo anno 2004-2005 negli istituti comprensivi ove elementari e media costituiscono un tutt’uno.
Possibilità o sbocchi potrebbero aprirsi anche per gli insegnanti diplomati che stanno frequentando i corsi di laurea di Scienze della formazione all’Università Cattolica di Piacenza e/o dei circa 2000 precari che annualmente vengono nominati dal CSA; diverso è l’aspetto giuridico dei laureati (circa 1000) che frequentano le SSIS per conseguire il titolo nella A033 essendo necessario un approfondimento per una soluzione possibile.
Insomma, uno studio di riconversione a 360°, a dire del Direttore Generale, che avrà un ulteriore sbocco nel biennio e triennio del liceo tecnologico (scuola secondaria di 2° grado) ove è previsto l’inserimento di Tecnologia e Informatica.
Ovviamente questo procedimento di riconversione, entro un anno dall’entrata in vigore del decreto, terrà conto della revisione delle classi di concorso, per le quali i titoli di studio giocheranno un ruolo fondamentale per la loro assegnazione, ritenendo giusto che, all’ingegnere, all’architetto, ecc. si dia anche la possibilità , di potere insegnare matematica nella scuola media potendola oggi impartire solo (l’ingegnere) nella scuola media superiore.
Sempre nel triennio l’amministrazione, avendo ulteriori 18 mesi di tempo dall’applicazione del decreto per rivedere le Indicazioni Nazionali, soprattutto dei cosiddetti anelli deboli (educazione tecnica e strumento musicale), potrebbe ristabilire un equilibrio delle aree culturali che oggi a livello amministrativo non può essere fatto per scelta politica.
Naturalmente l’argomento è stato sviscerato anche in termini di graduatorie nazionali e regionali (fascia A – B – C) da espletare per la A033, ma il tutto dipende dalla sopra citata revisione delle classi di concorso.
Ovviamente nulla di scritto e nulla di definito, rimane tutto allo stato dei se e dei ma, per cui occorre mantenere una pressione fortissima per evitare l’eliminazione di uno spazio culturale (tecnologia) che negli altri paesi europei è obbligatorio.

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 FRANCESCO FABRIZI    - 03-03-2004
Essere utilizzato nelle scuole elementari per l'insegnamento di tecnologia e informatica, per me, che insegno educazione tecnica da piu' di 30 anni nella scuola media sarebbe una esperienza nuova e stimolante; tuttavia bisognera' fare i conti con i forti esuberi che si determineranno anche alle elementari e temo che ben pochi posti potranno essere disponibili per noi ET in sovrannumero, delle medie; comunque spero molto in questa soluzione che sarebbe molto piu' ragionevole di un trasferimento in altra amministrazione ad incominciare, ex novo, un lavoro magari sconosciuto; spero inoltre in un nostro riutilizzo anche nei corsi professionali previsti dalla nuova riforma; penso che l'idea del ministero sia quella di non sprecare l' enorme potenziale di esperienza acquisito dagli insegnanti di ET ma di distribuirlo piu' razionalmente dove necessario.