Pinocchio e il grillo parlante
Giuseppe Aragno - 27-02-2004
Si possono scegliere modi diversi per difendere la stessa causa. Si possono condividere principi, senza rinunciare a separarsi sugli strumenti da usare per affermarli o difendere e ci si distingue da un avversario cui fa difetto il senso della democrazia appunto per questo: perché si ha il coraggio di dirsi sino in fondo ciò che si pensa, senza dover temere appelli alla disciplina di parte, senza dover replicare ad accuse di far la fronda o, peggio ancora, di strizzare l'occhio all'avversario e dover subire umilianti inviti all'autocritica.
Bene. Se tutto questo è vero - come mi pare che sia - vorrei poter conservare il diritto di dire ciò che penso senza temere presunti compagni quanto e più che gli avversari. Non c'è danno maggiore che si possa arrecare alla democrazia, che difenderla con la cecità d'una passione che diventi fede: ne nascono fatalmente le scomuniche e molte menzogne trovano modo di mandare al rogo piccole, ma essenziali verità.
E' bene ricordarlo: nessuna crociata si è adunata per difendere il sacro sepolcro. Andiamo quindi consapevoli e quanto più numerosi possibile alla manifestazione del 28 febbraio. Ascoltiamo che hanno da dirci i dirigenti dei grandi sindacati confederali, che hanno scelto di non scioperare. Andiamoci e facciamo che la Moratti ci conti ed abbia paura. Facciamolo. Penso si debba. Ma scioperiamo quanto più numerosi è possibile il primo marzo, diciamolo chiaro che andremo avanti anche da soli, se necessario. Chiaro, chiarissimo, dovremo dirlo, perché l'intendano tutti, perché il governo di destra che non sa separare la cosa pubblica dagli interessi d'una camarilla. abbia davvero paura. Diciamolo forte, diciamolo chiaro questo nostro dissenso. Così forte e chiaro, da ammonire in una sola volta il governo che spara al cuore della scuola dello stato e qualche malintenzionato che, a centro o a sinistra - come poterlo escludere? - non abbia ancora capito che scuola, lavoro, pensioni, sanità, pace, la nostra civiltà insomma, siamo disposti a difenderli contro chiunque. Senza fare sconti. A nessuno.

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Claudio Sgarbi    - 27-02-2004
Condivido completamente, il tono, la misura, gli obiettivi, il senso.
Bravo Aragno, hai dato forma ad un pensiero che spero sia di tanti.
Grazie

 claudia    - 27-02-2004
Condivido.
Claudia

 Isa Cuoghi    - 27-02-2004
Caro Aragno, condivido anche io.
Isa

 Precarius    - 27-02-2004
Evidentemente siamo in molti a riconoscerci nelle parole di Aragno.
Riepilogo un po' la situazione "geografica" della protesta del 01 Marzo, dopo la manifestazione di domani a Roma, (partenza del corteo ore 14,30 da P.zza della Repubblica).

Nella giornata dello sciopero, sono state organizzate diverse importanti manifestazioni in tutta Italia.

ROMA -----Sono stati organizzati due diversi cortei :
-Via Trastevere sotto il Ministero il primo-
-P.della Repubblica ore 10 il secondo).
TORINO – Dir.reg. P.P.Micca ore 10;
MILANO – L.go Cairoli ore 9.30;
BRESCIA – P.della Loggia ore 9.30;
GENOVA – Dir.reg. V.Assarotti ore 11;
PADOVA – P.dei Signori ore 9.30;
VENEZIA – P.le Roma ore 9.30;
TRIESTE – P.della Borsa ore 9.30;
BOLOGNA – P.XX Settembre ore 9.30;
FIRENZE – P.S.Marco ore 9.30;
CAGLIARI – CIS V.le Bonaria ore 10;
L’AQUILA – Dir. reg. V.Strinella ore 10;
NAPOLI – P.Mancini ore 9.30; BARI – Dir.reg. V.Castromediano ore 10;
PALERMO – P.Croci ore 9.30.

Un saluto particolare ad Isa.


 Precarius    - 27-02-2004
Ho dimenticato l'ora di inizio della manifestazione di Roma del 01 Marzo, quella che parte dal Miur :
ore 9,30.

 sandra    - 27-02-2004
non mi risulta affatto che *i grandi sindacati confederali abbiano scelto di non scioperare*

 Emanuela Cerutti    - 28-02-2004
Ti riferisci alla notizia qui pubblicata, Sandra:In piazza per una scuole migliore verso lo sciopero generale?
Prima di questa notizia ero al corrente di uno sciopero indetto dai confederali a Milano per il 16 marzo e poi di un altro ventilato in Liguria.
Mi chiedo e ti chiedo, scusandomi per la scontatezza, come mai nessuno spezza mai il fronte delle frammentazioni e come mai tra "locale" e "globale" (o base e rappresentanti) sembra sempre esserci una "differita" che genera smarrimento e confusione, oltre che un'immane perdita di tempo.
Come se, in fondo, opinione che sottopongo alla discussione, ci fossero altri equilibri da garantire prima di dare risposte a bisogni espressi.
In conclusione: perchè si aspetta la fine della manifestazione per proclamare lo sciopero?
E perchè non lo si fa insieme a chi lo ha annunciato da tempo? Non sarebbe stata efficace e significativa una "due giorni" no stop per dire un no deciso?

 Isa Cuoghi    - 28-02-2004
non mi risulta affatto che *i grandi sindacati confederali abbiano scelto di non scioperare*

E dal palco di Piazza del popolo i Confederali oggi annunceranno una nascita.. habemus sciopero.. e così in un sol colpo, avranno steso lo sciopero dei Cobas e lanciata qualche briciola agli iscritti..
Contenti loro, a me resta solo una grande amarezza, quella di avere constatato una volta di più il silenzio alle richieste della base.
E di constatare, soprattutto, che sulla Riforma, se ancora qualcuno non l'avesse capito, i Sindacati sono divisi.
Il bello è che noi , invece, semplici lavoratori della scuola, siamo uniti.. strana la vita.. anche perchè in questa situazione chi ci rimette siamo noi.

""Centinaia di coordinamenti e comitati si sono battuti, sopratutto dopo la grande manifestazione del 17 gennaio, perché tutti i sindacati che affermano di essere contrari al “decretaccio” e alla controriforma convocassero unitariamente lo sciopero. Nonostante esso fosse necessario da tempo, per rispettare tale forte volontà unitaria i Cobas hanno atteso fino all’incontro tra confederali/Snals/Gilda e la ministra Moratti del 5 febbraio, perché intorno a quell’appuntamento si erano create grandi aspettative: molti speravano, cioè, che la rottura delle trattative avrebbe indotto almeno i confederali a promuovere lo sciopero; e in tale eventualità, noi ci eravamo dichiarati disponibili addirittura a prendere la data di sciopero da essi indicata. ""
Questo nel comunicato dei Cobas.

Dal 5 febbraio nessuna risposta a chi chiedeva lo sciopero. Sono ben lenti nei tempi, i sindacati confederali..eppure su tutti i siti in cui si discuteva di scuola si chiedevano ragioni sulla mancata indizione dello sciopero unitario.
Addirittura richieste delle RSU al loro sindacato.. ci sono state risposte?
Ma forse le risposte le avremo oggi, dal Palco, eggià..
Avremo le seguenti risposte , o forse ancora le stesse domande:
- non si perseguono unitariamente gli stessi obiettivi
- se non c'è unità contro la Riforma Moratti, quando mai si ritroveranno uniti?
- lo sciopero ci sarà, ma forse sarà di tutto il pubblico impiego, mescolato alla lotta per il contratto scaduto, così non si correrà il rischio di un flop.. paura di scioperare per la paura di perdere..

Questa la dichiarazione di Cattini, segretario regionale dell'Emilia Romagna, cgil , il 25/02/2004 su Repubblica, cronaca di Bologna

""Privilegiamo lo sciopero generale che ci sarà a fine marzo, rispetto a uno sciopero di categoria che rischia di essere un errore politico, un regalo al governo per dire che la maggioranza dei lavoratori è d'accordo con la Moratti. Abbiamo indetto la manifestazione sabato per permettere ai genitori di partecipare. E faremo lo sciopero generale. Questa è una lotta efficace, il resto è demagogia e ci dispiace che si mettano in contrapposizione le due iniziative. ""

Quasi due anni di mobilitazioni spontanee , di richieste di lotte unitarie, di sciopero, e non su un contratto.. su una Riforma della scuola... demagogia???
La base si è mossa da sola, per difendere la qualità della scuola, il proprio lavoro... ed ora, francamente, dopo queste posizioni e scelte sullo sciopero, si comincia a non poterne più.. si comincia ad essere parecchio stanchi di parlare a muri di gomma : Ministero, Politica, Sindacati.
Isa

ricambio il caro saluto a Precarius

 claudia    - 28-02-2004
Cara Emanuela,
tu dici ciò che avrei detto io e lo fai in un modo chiaro e sereno, non ho bisogno di aggiungere altro alle tue parole-domande: sono anche le mie . Grazie
Claudia

 sandra    - 28-02-2004
Non ne so più di quanto ne sappia tu, Emanuela.

Ma alla tua domanda
"E perchè non lo si fa insieme a chi lo ha annunciato da tempo?"

potrei rispondere:
"Perchè qualcuno lo ha proclamato da tempo e da solo?"

Ma sarebbe il solito e inutile gioco delle parti.

Personalmente comunque condivido completamente quanto scritto qui recentemente da Antonio Cucciniello


Sono d'accordo con la tua osservazione circa la *differita*, che chiamerei cattiva comunicazione, cattiva circolazione dell'informazione fra vertice e base...(ma anche viceversa)...è un difetto che fa arrabbiare anche me...

Nello stesso tempo non trovo strano che ci siano *altri equilibri da garantire*. Non di equlibri si tratta, ma di politica, di confronto, che avviene alla base e allo stesso tempo avviene anche al vertice, e che è indispensabile per creare quei percorsi unitari che con Cucciniello giudico indispensabili.

In tutta sincerità, poi, in riferimento ai *bisogni espressi* e a quanto mi diceva anche una mia cara amica proprio stamattina: La scuola ha bisogno di uno sciopero....

Ecco, so di rendermi impopolare con questo, ma io non lo credo proprio.
Probabilmente di uno sciopero ha bisogno e desiderio chi si sta battendo in prima fila in queste settimane, che però ha anche e soprattutto bisogno - credo - di vedere che la sua lotta porta dei risultati.

La scuola, però, non è solo questo. Non è tutta qui.
E la scuola ha bisogno non di uno sciopero, ma di quei risultati - su tanti piani - che bisogna cercare di conseguire *anche* con uno sciopero.
Ma non illudiamoci sul suo carattere risolutivo...
(almeno questa è la mia opinione, del tutto personale)


 né politico, né sindacalista, ma precaria della scuola    - 28-02-2004
La manifestazione di oggi, di fatto, mi è stata vietata.
Vivo lontano da Roma e non ho il sabato libero. Giornata di ferie: neanche a parlarne!
Non ci sono risorse umane (leggasi soldi disponibili) per le sostituzioni.
Ho scelto di essere comunque presente parlando della manifestazione e dello sciopero del primo marzo con gli studenti.
Domande dei ragazzi, alcune delle quali provocatorie anche nei miei confronti:
Perché uno sciopero e una manifestazione per lo stesso motivo?
Perché alla manifestazione aderiscono tutti i sindacati ed allo sciopero no?
Perché non abbiamo ricevuto la solita comunicazione indirizzata alle famiglie?
Perché gli altri insegnanti, fin ora non hanno detto nulla?
Perché dello sciopero di lunedì non ha detto niente nessuno? Lei è la prima che ne parla. Ma ne è sicura?
Tra le loro ingenue domande si celano interrogativi degli adulti per i quali altri adulti si allenano da tempo a non dare risposta attraverso lunghe e ripetute dichiarazioni che impegnano la mente ed il tempo disponibile ma che ti lasciano così come ti hanno trovato.
Allora colleghi, dirigenti, sindacalisti, politici: non state dando risposte ai vostri figli, ai vostri allievi, alla vostra base.

E’ dura parlare dentro una scuola di fette di potere da mantenere, di ignoranza delle norme, di regole democratiche disattese, di informazione di parte, di conflitti d’interesse... e non sarebbe far politica ma educare al vivere civile.
Storia contemporanea sì come se fosse una favola d’altri tempi, ma rapporti istituzionali odierni no.
Certo è rischioso che gli studenti apprendano… a chi gioverebbe?
Al governo? No. Alle aziende? Neppure. A meno che non apprendano il “saper fare” inteso come capacità di lavorare.

Leggo poi: la scuola ha bisogno di uno sciopero… ma non sono d’accordo… non solo quello... ma servono risultati... altri equilibri da garantire… politica a confronto... ma la scuola non è tutta qu... – Qui dove? E la riforma c’è o non c’è? Quali equilibri bisogna garantire prima di quel minimo di equilibrio sociale che ci resta?

Non ho trovato in questo thread potenziali risposte alternative da dare alle semplici e chiare domande dei miei studenti ed a me stessa.
Ma con gli studenti bisogna essere chiari e semplici anche quando si sta presentando la complessità. Il problema sorge semmai nel momento in cui si presentano in modo complicato le cose semplici. Si annoiano subito e recuperare la loro attenzione non è proprio semplice, a meno che non si faccia qualcosa per recuperare la loro fiducia.
Di bello hanno che sono disponibili al cambiamento, però. Disponibili perché non hanno ingaggiato nessuna battaglia con il professore. Semplicemente avevano perso il contatto.
Concetta