La scuola e la maggioranza: la paura e l’angoscia.
On. Piera Capitelli - 27-02-2004
In questi ultimi giorni di febbraio appare una risposta monocorde da parte della maggioranza parlamentare e del governo. In merito a questioni sul lavoro, sulla casa, sulle famiglie si risponde: lei mente!. Certamente nel dibattito politico e sindacale si litiga e ci si confronta anche in modo animoso. Il problema non è relativo all’offesa momentanea o all’invettiva o all’accusa. La preoccupazione è rivolta alla mancanza della contro argomentazione. Se io affermo che tutti i genitori, gli studenti, gli insegnanti (oltre alle cattive e interessate istituzioni come i partiti e i sindacati), sono in malafede e sono traviati, dovrei almeno per educazione offrire giustificazioni chiare. Si faccia caso ad un elemento retorico: ‘Lei (qualsiasi interlocutore ..… è indifferente) mente!!!! Non è vero! Noi invece abbiamo stanziato più fondi! Abbiamo riformato tutto quello che non è stato fatto in cinquanta anni di dittatura!

Non vi sono contro argomentazioni. Non si risponde con argomenti concreti e precisi. Si aggredisce, si interrompe, non si fa parlare. Se prima ogni dissenso era già inteso come una dichiarazione di guerra, ora anche la domanda di un genitore o di un precario o di un giovane che chiede almeno di capire cosa stia succedendo, riceve una risposta aggressiva che in realtà copre il senso della domanda.

Fateci caso: si risponde sempre con noi (cioè con io), e si dice noi abbiamo risolto; noi siamo sicuri; noi siamo la verità. Voi invece mentite.

È indicativo e curioso che in una recente trasmissione televisiva sul caro degli affitti, un esponente della maggioranza rispondeva a tutti gli interlocutori iniziando con: ”lei non ha detto la verità! Invece noi (cioè io) abbiamo fatto …. Oppure ora spiego a tutti voi ignoranti in malafede come stanno le cose.” Specialmente nelle vicende attuali sulla scuola sono evidenti queste forme di “dialogo”. In queste ore i depositari della verità hanno affermato: ''La peggiore violenza è la menzogna: basta con le bugie della sinistra contro la riforma Moratti''. Sarà questo lo slogan della manifestazione di sabato mattina alle 10 all'Hotel Parco dei Principi con cui Forza Italia intende replicare a quella che il coordinatore Sandro Bondi definisce ''la campagna orchestrata a tavolino dalla sinistra''.

I genitori, gli studenti, i bambini, i giovani in cerca di una casa, i malati, i pensionati, le casalinghe (sui prezzi per la spesa) mentono tutti o almeno sono così deboli nel ragionare da essere ipnotizzati dagli stregoni della sinistra.

L’invettiva, l’insulto, l’arroganza coprono la loro paura e angoscia. Rispondono solo con l’attacco e quello che è di più grave e che non vengono proposte soluzioni e prospettive di miglioramento. Tagliare e togliere. Ecco l’unico stile.

‘Noi’ invece non accetteremo questo metodo pericoloso per cercare di proporre e risolvere assieme i problemi attuali e quelli futuri per i nostri figli. Agiremo sempre più con pacatezza. Stia tranquilla la maggioranza parlamentare: non sono nostri nemici. ‘Noi’ ci preoccupiamo invece della mancanza e del peggioramento di prospettive di sapere e di cultura. ‘Noi’ non vogliamo ‘aver ragione’. Vogliamo collaborare con tutti coloro che nella società vogliono risolvere e prospettare un assetto della scuola reale e possibile che parta da quello che è stato già fatto negli anni passati: garantire le possibilità di accesso formativo a tutti. Siamo e saremo fermi a contrastare questo modo di interagire con gli altri, dove appaiono famiglie isolate, insegnanti angosciati e giovani disillusi. Non tagliare e togliere, ma inalberare e diffondere. La cultura e il sapere sono sempre eccedenti: non diminuiscono e non hanno bisogno dell’offesa e dello stile di guerra.

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 paola    - 29-02-2004
non c'è bisogno di alcun commento a questo articolo che condivido in pieno.. se non che, a "conclusione" di uno dei tanti discorsi, si sente il premier affermare che si sta arrivando ad uno "stato di polizia".. ma non si rende conto che sta parlando dello Stato di cui lui è il Presidente del Consiglio???