Chiarezza sui numeri
Vittorio Delmoro - 27-02-2004
Come si sente spesso anche in TV le cifre ognuno le tira dalla propria parte, a sostegno della propria causa e l’ascoltatore non sa a chi credere, visto che tutti ci portiamo appresso l’idea che la matematica non sia un’opinione e che i numeri abbiano una loro incontestata obiettività.

Siccome mi sto preparando a sostenere dibattiti pubblici con eventuali contraddittori che snoccioleranno le loro cifre, mi piacerebbe non poter essere smentito quando vi contrapponessi le mie.

Per questo sottopongo a chi ne sappia di più una discrepanza rilevata tra le cifre desunte dal documento Riforma Moratti bocciata del sesto Circolo di Quartu Sant’Elena e quelle desunte dal sito di Forza Italia sulle questioni scolastiche.


FORZA ITALIA

Il 12 settembre 2003 il Governo ha varato un piano pluriennale di investimenti, pari a 8.320 milioni di euro, per il periodo 2004/2008.

La copertura finanziaria per la prima attuazione della riforma (anticipi, inglese e informatica) è già disposta nella legge 53/03, che prevede 12.731.000 euro per l'anno 2003; 45.829.000 euro per il 2004 e 66.198.000 euro per il 2005.

La legge finanziaria per il 2004 ha stanziato per la scuola 90 milioni di euro per l'attuazione del piano programmatico previsto nella legge 53/2003, con specifiche destinazioni d'intervento.

Le risorse destinate alla Scuola hanno avuto un significativo incremento negli anni 2002 e 2003: nel 2002 i finanziamenti complessivi destinati alla scuola sono stati pari a 36.840 milioni di euro, 1.053 milioni in più rispetto all'anno precedente. Nel 2003 il finanziamento complessivo è stato di 37.603 milioni di euro.

Per l'anno 2004 si registra un'ulteriore crescita della previsione di spesa che, dai 37.603 milioni di euro, passa a 39.240 milioni di euro, con un incremento pertanto di 1.640 milioni di euro.


QUARTU SANT’ELENA

A partire dalla finanziaria Tremonti del 2002, i finanziamenti alla scuola pubblica precipitano vertiginosamente:

I tagli alla legge 440, quelli che assicurano un minimo di normale funzionamento delle autonomie scolastiche, sono imponentissimi a partire dall’esercizio 2002: si passa da 258.885 euro a 219.531 euro, con una diminuizione netta del 15,20 %. Anche la voce “Innovazione tecnologica”, cioè lo sviluppo delle dotazioni per l’insegnamento dell’informatica, subisce un taglio del 30,07%!

Gli investimenti a favore dell’integrazione dei disabili vengono ugualmente tagliati, nella misura complessiva del 18,32 %.

Per la formazione del personale della scuola c’è subito un taglio del 5,58%. E i 35 milioni di euro stanziati nella finanziaria 2002 per il rimborso spese per l’auto aggiornamento (poco meno di 40 euro a docente) non ricompaiono nella finanziaria 2003.

Ma se i tagli vi sembran pochi, occorre aggiungere l’effetto del decreto taglia spese di Tremonti: 805,4 milioni di euro tolti già nel bilancio 2002 dell’istruzione. I tagli non sono stati distribuiti equamente nei vari capitoli di spesa, pesano soprattutto su alcune voci. Per quel che ci riguarda la formazione si riduce a 20,20 milioni di euro (portando a — 51,96% la variazione rispetto allo scorso anno), azzerati gli 11.940.000 euro destinati dalla Legge 440/97 all’educazione degli adulti, bloccati i 30 milioni di euro per l’obbligo formativo come pure quelli destinati all’handicap, spariti i 774.685 euro per la scuola in ospedale e l’istruzione domiciliare. Ai C.S.A., che hanno l’incarico di erogare i finanziamenti alle scuole autonome, arrivano a getto continuo circolari che bloccano i finanziamenti assegnati, a volte già messi in bilancio dalle scuole e utilizzati come "disponibilità di cassa".



Forse i dati riportati non si prestano ad un raffronto voce per voce ed è per questo che chiedo lumi a chi ne sa di più per avere un quadro complessivo dei soldi destinati alla scuola da questo governo, da cui si possa desumere se ci sono tagli (come sostenuto da tutti quanti) oppure no (come sostenuto dal governo).


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 Angela Di Scala    - 29-02-2004
Sono una mamma, purtoppo insegno Inglese alla Scuola Media (ops! scuola primaria).
Un figlio di 12 anni, fortunato lui, che ancora studia l'inglese per 3 ore settimanali.
Un figlio di 7 anni, povero lui, che arrivando alla scuola media già SCIENZIATO in Inglese perchè lo ha iniziato alla prima elementare, non avrà bisogno di tante ore, perciò gli basterà studiare per due moduli settimanali da 50' e opla'... sarà pronto anche lui per i più prestigiosi studi alla secondaria di secondo grado.
Ma ricordano i grandi legislatori che l'Inglese alle elementari deve essere solo un approccio alla lingua, un gioco, per permettere ai bimbi di appassionarsi a quella che alle medie diventerà una vera e propria disciplina di apprendimento insegnamento???
Poveri noi genitori-insegnanti che sappiamo già come andrà a finire!

Angela Di Scala
mamma di due pargoli e insegnante di 168 alunni