Denuncia contro lo Stato
Docenti della scuola media S. Nicola - 26-02-2004
I docenti della scuola media San Nicola denunciano lo Stato per mobbing e non solo…..!


Un giudice palermitano, di cui ci scusiamo ma abbiamo dimenticato il nome, un giorno disse “Per una scuola che chiude si apre un carcere”, ma noi aggiungeremmo “Una scuola abbandonata produce sofferenza”. E non ci riferiamo solo al disagio dei docenti, ma alla mancanza di strumenti minimi di prevenzione per arginare situazioni che poi come mine vengono lanciate nelle città rendendole poco sicure; il problema del disagio minorile non è solo degli operatori scolastici che vedono quotidianamente frantumare ogni loro sogno idealistico di salvataggio dei giovani a rischio, ma è di tutti, di coloro che domani o dopodomani potrebbero essere vittime innocenti. E non basterà una megafiaccolata con qualche tricolore per ridurre il dolore e la disperazione che si è procurato.
I docenti della scuola media sono anni che in nome del sacrificio e della volontà sono sottoposti a un lavoro che perde ogni connotazione logica, spesso ci si sente ridicoli e ingiustificabili con la nostra voglia di salvare o forse farei meglio a dire con il nostro delirio del salvatore, lo notiamo dalle malcelate espressioni dei nostri colleghi che sottendono un ironico “ma chi ve lo fa fare”; la realtà è che noi ci confrontiamo con esseri umani e ne raccogliamo le loro sofferenze sono Persone che hanno solo noi come riferimento, a chi è distante dal nostro luogo di lavoro vogliamo fare presente come per questi ragazzi la scuola sia importante più che per i nostri figli, per loro scuola è il momento in cui qualcuno si interessa a loro, e loro diventano qualcuno. Il loro disagio e la loro sofferenza diventa il nostro senso profondo di vita che va oltre il nostro lavoro e se qualcuno ha deciso di rimanere trova la giustificazione di questa scelta negli occhi dei nostri ragazzi difficili . Ogni anno speriamo che qualcosa cambi in meglio, e basterebbe che lo Stato fosse un po’ più attento e probabilmente quell’odiosa definizione di Scuola a rischio sparirebbe per sempre dalla faccia della terra , basterebbe l’estensione del tempo scuola, ma la riforma Moratti lo esclude, basterebbe in situazioni particolari ridurre il numero degli alunni per classe, ma non se ne parla nemmeno, a questo proposito inviterei volentieri la signora Ministro a farsi qualche giorno di “supplenza” da noi, basterebbe avere uno psicologo che ci aiuti nelle difficili relazioni con alcuni ragazzi, ci vorrebbero poi i servizi sociali che ci aiutassero con le famiglie, e poi una più fitta collaborazione con il privato sociale, ma sono cose improponibili perché soldi non ce ne sono, e quello che c’è serve per organizzare megafeste di piazza, convegni, aumentare gli stipendi a poche categorie privilegiate e togliere alla Scuola la dignità istituzionale. Se poi la scuola è quella dei poveri allora è meglio che scompaia , che precipiti nell’ oblio perché il suo esistere così sgradevole e rumoroso infrange il senso di armonia rarefatta che la nuova scuola ipotizzata dalla Riforma vorrebbe imporre
Così noi docenti della scuola media San Nicola abbiamo deciso di denunciare lo Stato per disattenzione nei confronti

- dei ragazzi che subiscono il disagio socioculturale e l’indifferenza istituzionale
- delle famiglie che non hanno gli strumenti per aiutare i loro figli
- della scuola che viene deprivata anche di quel poco che può offrire IL TEMPO , perché con l’abolizione del tempo prolungato si riduce l’unica risorsa effettiva che noi avevamo per poterci sforzare di aiutare questi giovani
- delle educazioni che in realtà come la nostra sono essenziali per il recupero di soggetti a rischio di devianza
- dei docenti e degli ausiliari che a causa delle restrizioni e delle difficoltà in cui operano sono sottoposti a stress e ad un’usura fisica e mentale che non viene minimamente riconosciuta.


Questa lettera è stata scritta dai docenti della Scuola Media S. Nicola di Bari e viene promossa dal " Forum per la scuola pubblica".

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 Alba Sasso    - 26-02-2004
Condivido le motivazioni e le prese di posizione dei docenti della Scuola Media Statale San Nicola di Bari, che con il loro appello hanno richiamato l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni sul rischio di una possibile chiusura della scuola.

Gestire il sistema scolastico di una città con l’occhio rivolto unicamente ai numeri e alle cifre non è possibile: i costi e i benefici dell’istruzione non possono essere valutati con fredde logiche aritmetiche. Perciò è compito di chi governa la città e di chi governa il sistema dell’istruzione salvaguardare, anzi rafforzare, le strutture scolastiche che operano in aree marginali e a rischio.

Minacciare di chiusura una scuola come la Media San Nicola significa cancellare il patrimonio di esperienza di chi in quella struttura ha operato per anni con tenacia e anche con sacrificio personale; significa negare opportunità e diritti alle e ai ragazzi della città vecchia; significa sottrarre a quel territorio un presidio di democrazia.

E allora, cerchiamo insieme a tutte le forze che hanno a cuore questi problemi di trovare le forme e i modi per fare in modo che la Scuola Media San Nicola continui a esserci e continui a operare: mi pare che questo non sia un problema solo della città vecchia, ma dell’intera città.