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Ad Alberto Sordi maschera italiana

E’ il 25 di febbraio dell’anno del signore 2004 e voglio rendere omaggio a quel grande, ad un anno esatto dalla sua scomparsa, che nella sua vita artistica seppe coraggiosamente rappresentare l’ambivalenza, il pressappochismo e la prontezza scaltra con cui un popolo tutto riesce sempre a trovare una soluzione qualsiasi, e la più conveniente sempre al proprio personale o familiare tornaconto, a tutti i problemi grandi o piccoli della storia patria.


“ ( … ) Il mattino del 25 febbraio 1848, si sparse a Chavignolles la notizia, portata da uno che veniva da Falaise, che Parigi era coperta di barricate; e l’indomani sull’ingresso del municipio comparve l’avviso che era stata proclamata la Repubblica.

Questo grande avvenimento impressionò i benestanti. Ma quando si apprese che la Corte di Cassazione, la Corte d’appello, la Corte dei conti, la Camera di Commercio, l’Ordine dei notai, quello degli avvocati, il Consiglio di stato, l’Università, i generali e persino il signor de la Rochejacquelein avevano dato la loro adesione al governo provvisorio, le fronti si spianarono; e, visto che nella capitale si piantavano alberi della libertà, il consiglio municipale decise che anche a Chavignolles bisognava piantarne.

Nella sua esultanza per il trionfo del popolo, Bouvard ne offrì uno; quanto a Pécuchet la caduta della monarchia confermava a puntino le sue previsioni: non poteva che rallegrarsene.

Felice di riceverne l’ordine, Gorju s’affretto a sradicare uno dei pioppi che costeggiavano il prato altre la Montagnetta,; e lo trasportò sino al Pas de la Vaque, all’entrata del borgo, dove lo si doveva piantare. ( … ) “ ( da “ Bouvard e Pécuchet “ di Gustave Flaubert )

Giustamente afferma Giovanni Sartori, in una recente intervista a “ la Repubblica “, a proposito di questa propensione degli abitanti di questo derelitto Paese ai più incredibili compromessi ed ai facilissimi e repentini ribaltamenti delle posizioni :

“ ( … ) Il nostro è un paese disossato, storicamente senza vertebre. Nel 1922 Ortega y Gasset scriveva della Spagna invertebrata. Ho sempre pensato che quel titolo fosse più calzante per l’Italia.

( … ) … al momento della prova, gli italiani non reagiscono, subiscono.

( … ) Siamo il paese forse più invaso e conquistato d’Europa. E con tutti i conquistatori siamo riusciti sempre a trovare un accordo, nel segno della sopravvivenza.

( … ) … anche ai tempi delle invasioni barbariche siamo stati capaci di soluzioni accomodanti. Con potenti e prepotenti possiamo esibire uno straordinario mestiere di navigazione. Che è anche rassegnazione e sottomissione. ( … ) “




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