Una proposta per resistere
Arturo Ghinelli - 24-02-2004
ALTERNATIVA

Nella mia scuola,una elementare a tempo pieno,quest’anno non adotteremo i libri di testo, in alternativa sceglieremo tanti libri diversi per poter utilizzare la biblioteca di classe. Non è, la nostra, una forma di protesta contro la legge Moratti, ma è una buona pratica che caratterizza la mia scuola.
Infatti vi si pratica l’alternativa al libro di testo sicuramente dal 1980 quando io sono arrivato per trasferimento. Si tratta di una scelta didattica di esclusiva competenza dell’insegnante a cui spetta adottare il l.d.t. Infatti nessuno può opporsi: né il dirigente, né i genitori, né i colleghi, cui non resta che prendere atto di questa scelta metodologico-didattica. Si tratta di una scelta flessibile, in quanto si può decidere di non adottare entrambi i l.d.t.(lettura e sussidiario) oppure uno solo dei due. Sostituire, ad esempio, il libro di lettura con diversi libri di narrativa è sicuramente la scelta più rassicurante e non mette in difficoltà neanche i giovani colleghi, ancora privi di lunga esperienza. Ma anche la sostituzione del sussidiario può essere attenuata dall’acquisto di eserciziari per tutti gli alunni, evitando di farli acquistare alle famiglie ”in aggiunta” al sussidiario, come spesso accade. La flessibilità di questo strumento è tale che permette di procedere all’acquisto di testi in modo individualizzato. Infatti mentre l’adozione devo farla un anno per l’altro,solo per comodità delle case editrici, l’alternativa mi permette di modificare le mie scelte a settembre, dopo che ho conosciuto il gruppo classe e gli eventuali alunni nuovi arrivati. L’elenco di libri che io sono tenuto ad allegare a giugno può essere tranquillamente modificato nei primi mesi del nuovo anno, mettendosi d’accordo con la libreria, che nel frattempo è stata autorizzata dal Comune ad effettuare gli acquisti. Per cui , se ho cambiato classe o collega, posso tranquillamente conoscerla e programmare le attività a ragion veduta, prima di procedere agli acquisti effettivi. Non solo, se l’alternativa al l.d.t., è fatta da tutto il gruppo insegnante che opera sulle stesse classi parallele, posso sommare la cifra della mia classe a quella delle altre e ottenere dalla libreria uno sconto maggiore e perciò acquistare più libri. Infine se poi si fa un contratto con le famiglie, che non preveda la proprietà privata dei libri acquistati, ma solo il loro uso; al termine dell’anno scolastico, i libri andranno ad incrementare la biblioteca del plesso e potranno essere riutilizzati negli anni seguenti da altri alunni.
Quest’ultimo aspetto, protrattosi per tanti anni, ha permesso alla mia scuola di avere oggi una biblioteca dotata di oltre 10.000 volumi.
Ho cercato di esporre tutti i possibili aspetti (e resto disponibile per ulteriori chiarimenti) perché vorrei proporre l’alternativa al libro di testo a tutti gli insegnanti, convinto come sono che quest’anno tale scelta abbia una valenza politica maggiore degli anni precedenti. Infatti al Decreto sono allegate “Le Indicazioni nazionali”, ma ancora una volta si tratta di una procedura irregolare. Il governo ha chiesto si possano allegare ”in via sperimentale”, ma si è impegnato a scrivere delle nuove “Indicazioni”, da promulgare tramite un regolamento come prevede la stessa legge 53. Perciò, perché noi maestri dovremmo adottare dei libri di testo che,s e va bene, sono stati redatti sulla base delle più vecchie versioni delle “Indicazioni” (agosto 2002)? "In via sperimentale”s arà concesso a tutti noi maestri di non adottare alcun libro di testo e di lavorare con la biblioteca alternativa.
Anzi non si tratterà di una concessione governativa. Saremo noi insegnanti ad assumerci la responsabilità piena di questa scelta, in base all’autonomia didattico-organizzativa che la legge affida a noi e a noi soltanto. In occasione dell'altra Riforma della scuola elementare c’era chi, per sminuire il profondo dibattito che allora ci fu nella categoria sul testo di legge, affermava che tanto poi la vera riforma l’avrebbero fatta i libri di testo. Mi piacerebbe che questa volta riuscissimo a far capire a lor signori che LA RIFORMA LA FANNO GLI INSEGNANTI e pertanto quelli da convincere della bontà di una riforma siamo noi insegnanti, non gli editori. Ai quali rinnovo il mio appello affinché la prossima Fiera del Libro per ragazzi di Bologna diventi un momenti importante di confronto con gli insegnanti sul futuro della scuola.

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Vittorio Delmoro    - 24-02-2004
Sono fondamentalmente d'accordo con te, Arturo; ma mi sembra una proposta d'elite, destinata ad affascinare la solitita minoranza, che forse lo fa già da anni (come te).
Il problema è più immediato e più superficiale: tutta la scuola italiana dovrebbe non adottare i libri di testo come forma di protesta contro la riforma, al di là delle opportunità didattiche.
Questa dev'essere una delle tanta iniziative UNITARIE E NAZIONALI che dovrebbe coinvolgere tutta la scuola, con il solo scopo di fare più casino possibile soprattutto sui media.
Non mi pare questo infatti il momento di disquisire sulle opportunità didattiche : ciò che preme ora è mettere in campo tutta la nostra forza per il ritiro del Decreto.

 Emanuela    - 25-02-2004
Credo invece che Arturo abbia colto nel segno. Le alternative non si costruiscono nelle piazze o nei documenti, ma nelle pratiche didattiche. E nessuna pratica è d'élite, a meno che con questo termine tu Vittorio intenda quella parte di docenti che la scuola la costruisce e non la subisce, che lotta "contro" in nome di un "per" definito e chiaro.
Le piazze o i documenti sono l'espressione di quanto accade dentro le scuole, un quanto che si difende perchè lo si sperimenta giorno dopo giorno e se ne coglie il valore e l'efficacia.
Se non fosse per queste pratiche non ci sarebbe oggi il movimento di opposizione alla Riforma dentro i collegi, prima che nei palazzi. E sono queste pratiche che, domani, sapranno opporsi a chi non avrà saputo coglierne il peso.

 patrizia Livorno    - 22-03-2004
sono un insegnante elementare, nel mio circolo non vogliamo adottare libri di testo, ma testi alternativi, ci stiamo preoccupando di trovare case editrici che non pubblichino libri di testo ma ci troviamo in difficoltà puoi darci qualche indicazione? grazie in attesa di risposta ti saluto.
Patrizia