Poveri noi
Vittorio Delmoro - 23-02-2004
A leggere di seguito i comunicati che il sito RETESCUOLE copia dai vari sindacati che il 19 febbraio si sono incontrati con la Moratti, si viene assaliti da un certo senso di nausea, se non prevalesse la comicità di fondo.

Con un bel copiaincolla appaiono uno dopo l’altro i comunicati di CGIL, CISL, GILDA, SNALS e UIL e se all’inizio leggi con un po’ di curiosità e una certa dose di attenzione, man mano che prosegui si sfascia tutto quanto e ti vien da pensare: ma sarà andata davvero così? Vale a dire che ciascun rappresentante sindacale ha ripetuto al ministro, con solo qualche variazione linguistica, lo stesso identico discorso?

E’ vero, c’è chi ha posto maggiormente l’accento sul tutor, chi sugli organici, chi sui docenti di educazione tecnica, chi sullo sciopero; ma tutti quanti a reclamare le stesse cose.

Quel che appare meno comprensibile è il giudizio finale che ciascuno dà di quell’incontro : per la CGIL un’inutile maquillage, per CISL e UIL insoddisfazione, per la Gilda sciopero generale, per lo SNALS passi avanti e buone prospettive.

Ecco, cara Claudia Fanti, dove va a sbattere il tuo accorato appello all’unità, ad iniziative comuni, alla convergenza sullo sciopero del primo marzo!

Si ha la netta sensazione che le logiche che muovono le nostre azioni, i nostri giudizi, le nostre iniziative, le nostre lotte (le nostre di noi della base), siano del tutto diverse da quelle che muovono le loro, di azioni, giudizi, iniziative e lotte.

Ognuno dei loro comunicati termina infatti con un preciso elenco di quello che ciascuno ha chiesto al ministro (tutti le stesse cose, sostanzialmente), ma l’immagine che se ne trae (che ne deve trarre il frequentatore del singolo sito) è che il merito va tutto alla propria organizzazione.

Cosa puoi attenderti, cara Claudia, da gente così? E’ una vita che agiscono e pensano con la logica dell’a chi giova? E’ una vita che piuttosto che accodarsi ad un sindacatino estremista preferirebbero la morte (che si accodino gli altri!). E’ una vita che in nome dell’unità hanno fatto dell’immobilismo il loro credo.

Sarò anche astioso in questi giudizi taglienti e la loro generalizzazione non è neanche corretta; ma quella che intravedo laggiù sullo sfondo di questa strana e ambigua contrattazione è una cosa che non mi piace affatto.

Intanto si sta perdendo per strada un pezzo (lo SNALS, così contento dell’apertura di nuovi tavoli) e la differenza di giudizio tra CISL e UIL da una parte e CGIL dall’altra fa presagire una rottura che non si manifesta ancora solo per l’esistenza di una manifestazione già convocata.

Le assemblee che ho tenuto in queste ultime settimane con colleghi CISL mi confermano in questa previsione : la CISL, dopo le elezioni RSU, per le quali bisognava fare un po’ la voce grossa e dopo il deludente risultato, apprestandosi ad estromettere (pensionare) la Culturani e a tornare nell’amato alveo della contrattazione a qualunque costo, abbandonerà la lotta (insieme all’inseparabile e inservibile UIL) con la scusa che la Moratti è diventata più malleabile e disponibile a trattare a oltranza; infatti i discorsi di questi colleghi tendono tutti a enfatizzare questi tavoli ministeriali e a prefigurare un futuro di cui non si sa nulla, nulla è certo, nulla è ancora deciso, tutto può essere contrattato e dunque fidatevi di noi.

Si prospetta dunque per la CGIL ciò che è successo sia sui metalmeccanici, sia sull’articolo 18 e che forse succederà sulle pensioni : mettersi alla testa delle lotte da sola, con la convinzione che la base sia con lei.

Forse sono andato troppo oltre e forse i confederali faranno un altro pezzetto di strada assieme, diciamo fino alle elezioni (e vediamo come andranno); ed è, paradossalmente, questo il rischio maggiore : che si lascino le cose a galleggiare in vista di un settembre incerto.

Cosa prevedo infatti? Che Moratti conceda a parole (e in parte coi fatti) quello che non ha concesso col Decreto.

Volete un tempo scuola maggiore di 27 ore? E io ve lo concedo, con un bilanciamento di organici che taglierà un po’ qua per dare un po’ là.

Volete un tutor più soft? E io ve lo concedo all’interno dell’autonomia scolastica, così svicolo anche dalla spada della corte costituzionale.

Volete per di più qualche soldino? Si vedrà d’accontentarvi, se l’economia riprende un po’.


Ed ecco promossa a pieni voti la riforma strisciante da cui mettevo in guardia fin dall’anno scorso : le scuole applicheranno alla bell’e meglio la riforma fin da settembre, senza troppi sconvolgimenti e man mano ci si abituerà al nuovo regime, che si prenderà la propria rivincita sulla lunga distanza, quando le lotte avranno perso fiato cammin facendo.

E’ una prospettiva che preoccupa solo la mia mente malata di pregiudizio e spaventata dal vecchio che avanza, oppure trova riscontro nell’analisi di qualcun altro?

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 claudia fanti    - 22-02-2004
No, preoccupa grandemente anche me.
Tuttavia mi spiacerebbe che avessimo ragione, non so cosa darei perché così non fosse (come nella favoletta che ho scritto oggi per retescuole), vorrei che tutto fosse soltanto un brutto sogno!
Ancora mi faccio sorprendere dai "giochi" e dai "tranelli" sia della politica sia del sindacalismo, sia dell'associazionismo, che ci consiglia di far buon uso dell'autonomia per risolvere i problemi...

Ancora mi sembra impossibile che prevalgano logiche (?) tanto lontane dalla base, soprattutto da una base che si mostra tanto appassionata.
Ma la storia é zeppa di basi appassionate assolutamente trasparenti agli occhi di chi ha anche soltanto uno straccio di potere (sia questo qualcuno partito, sindacato, associazione professionale!), quindi forse é ridicolo sperare in un qualche cambiamento, in un ravvedimento, in un'attenzione anche minima ai nostri discorsi e alle nostre ansie premurose verso un lavoro che vorremmo poter amare ancora per il cammino che ci resta da percorrere, un lavoro che vorremmo limpido, razionale, senza essere costretti a perdere tempo prezioso (se pur grazie a quel po' della tanto citata AUTONOMIA che ci resta) in elucubrazioni salvifiche (nel senso del fare il meno danno possibile) su organizzazione, tutor, valutazione, orari...
Il tempo nella scuola é un valore prezioso anche fuori delle classi, quando si programma insieme e si parla di quel o quella bambina...perché mai, mi chiedo, dovremmo perderlo per porre rimedi a un decreto senza senso?! Tutto è molto grave; invece si ha l'impressione che tale gravità venga avvertita soltanto da una base che tra l'altro sembra venir considerata con sufficienza, o con una certa benevolenza distaccata verso "donne e bambini" manifestanti, oppure come una manica di scalmanati rivoltosi.

 grandecuore    - 23-02-2004
Continuo a ribadire che è ora di smetterla di fare polemiche sterili verso questo o quel sindacato.
E' ora di smetterla di rivendicare ciò che non è stato puntualmente a suo tempo rivendicato.
E' ora di smetterla di sottolineare chi è stato il migliore.
Se i sindacati non ci soddisfano è anche perchè diversi tra noi, da bravi qualunquisti, hanno preferito e preferiscono delegare agli altri ciò che poi non gradiscono.
E' ora di smetterla di fare propaganda ad un sindacato, sempre quello, che a quanto mi risulta non è e non è stato molto gradito dalla base (vedere per questo elezioni RSU, in cui la tanto odiata CGIL , non si sa come, si è affermata alla grande) e che sta cercando di proporsi con forza ogni volta che ci sono delle difficoltà. Se i nostri sindacati non ci soddisfano, scendiamo in piazza come hanno fatto i ferrotranvieri o altre categorie di lavoratori che non si limitano a blaterare, ma ad agire!
Il titolo di questo articolo è proprio azzeccato: "Poveri noi!" e poveri alunni aggiungo io.

 Consiglia Casciaro    - 27-02-2004
Sono un'insegnante di E. T. e vorrei solamente sapere in cosa devo riciclarmi, ma nessuno sa niente. Perchè eliminare i docenti di E. T. quando si deve proprio a loro, prevalentemente, l'innovazione tecnologica nella scuola "secondaria di 1° grado"?