La qualità totale (o totalitaria?) a scuola
Luigi Giove - 21-02-2004
OVVERO LAVORATORI «ALWAYS ON THE MOVE»: SPUNTI PER UNA DISCUSSIONE *

Queste note nascono essenzialmente come «contributo al dibattito» interno allo Sraffa. Dovrebbero servire a rendere più consapevoli i colleghi sul futuro, immediato e a lungo termine, del nostro Istituto, ma non solo. Si tratta in effetti di un testo abbastanza lungo, la cui lettura può portare via un po’ di tempo.
Visto che è già zeppo di citazioni, ne aggiungo un’altra introduttiva, breve breve:
«… leggilo, che meno/ leggerlo a te, che a me scriverlo, costa» (L. Ariosto, Satira III, A Messer Annibale Malaguccio)






*Luigi Giove, è RSU per CUB Scuola presso l' ITC “P. Sraffa” di Orbassano (Torino)

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Collegio Sraffa    - 21-02-2004

MOZIONE APPROVATA DAL COLLEGIO DOCENTI DELL’ITC «P. SRAFFA» DI ORBASSANO(TO) IL 19 FEBBRAIO 2004

(approvata all’unanimità dall’Assemblea Sindacale nella stessa data con 38 voti a favore, 0 contrari e 0 astenuti)


Premesso che le figure del «Progetto Qualità» non hanno alcuna valenza giuridica nel sistema scolastico, né possono assumere il ruolo di figura di controllo nei confronti dei docenti e del personale ATA, e che la certificazione ha durata limitata e può anche non essere rinnovata dal voto collegiale, il Collegio Docenti dell’ITC «P. Sraffa» di Orbassano approva la mozione dell’Assemblea Sindacale dei docenti che invita a:

1) rifiutare, per il Collegio, il ruolo di cinghia di trasmissione di eventuali decisioni assunte dallo «staff» dirigenziale;
2) pretendere prima di ogni voto collegiale un’informazione chiara, precisa e documentata chiedendo in ogni caso pubblicità di ogni atto;
3) salvaguardare assolutamente l’ambito didattico da ogni illegittima interferenza;
4) non accettare ogni forma di pressione/coercizione relativa al libero esercizio della propria attività didattica;
5) garantire, per le Commissioni o le mansioni individuali eventualmente necessarie per l’introduzione di qualsivoglia innovazione o progetto, la rispondenza alle norme in vigore sulla nomina e la distribuzione degli incarichi e i criteri di trasparenza, così come per ogni altra attività all’interno dell’Istituto.

Il «MANUALE DELLA QUALITÀ» introdotto nell’Istituto vede un adattamento arbitrario e contra legem della qualità del settore servizi alla didattica, attraverso l’imposizione di una standardizzazione di prove che, oltre a non tener conto della specificità delle classi, impone tempi e tende ad imporre schemi mentali e metodologie, limitando così la libertà d’insegnamento.
IL D. Lgs. 30/7/99 n° 286, che all’art.11 «Qualità dei servizi pubblici» recita: «I servizi pubblici nazionali e locali sono erogati con modalità che promuovono il miglioramento della qualità e assicurano la tutela dei cittadini e degli utenti e la loro partecipazione, nelle forme, anche associative, riconosciute dalla legge, alle inerenti procedure di valutazione e definizione degli standard qualitativi» esclude espressamente, all’articolo 4, l’applicabilità delle norme del controllo interno e di valutazione alla «attività didattica del personale della scuola»: «Il presente decreto non si applica alla valutazione dell’attività didattica e di ricerca dei professori e ricercatori delle università, all’attività didattica del personale della scuola, all’attività di ricerca dei ricercatori e tecnologi degli enti di ricerca».
Per ulteriore precisazione: la mancanza del controllo di «qualità» sulla didattica non impedisce di ottenere la certificazione e di accedere ai fondi in quanto anche i requisiti richiesti ai formatori sono “sospesi”.
Nel sollevare questioni gravi di merito, di metodo e di diritto, si conferma l’impegno nell’adempimento dell’attività didattica e di quanto previsto dal contratto di lavoro. Si respinge ogni forma di coercizione nell’esercizio della libera attività d’insegnamento.
Si ritiene illegittima la delega di autorità del capo d’Istituto al «pool» della «Qualità».

Per quanto attiene l’intera PROGRAMMAZIONE per l’anno scolastico in corso, risultata non rispondente alle esigenze didattiche dei docenti e non votata dal alcun organo collegiale, si propone di rimettere in discussione la struttura e i contenuti della Programmazione di Dipartimento, dei Consigli di Classe e individuale, pur prendendo atto dei chiarimenti del Dirigente Scolastico.

APPROVATA CON 47 VOTI A FAVORE, 4 CONTRARI E 5 ASTENUTI

Orbassano, 19 febbraio 2004