breve di cronaca
Sassolini
Pavone risorse - 21-02-2004

A pochi giorni dalla doppia scadenza (manifestazione del 28 febbraio indetta dai sindacati confederali e sciopero generale della scuola del 1° marzo indetto dal sindacalismo di base) finalizzata alla richiesta del ritiro immediato del primo decreto delegato alcuni sindaci - tra i quali quello della città che dovrà ospitare la, già citata, manifestazione di dissenso sociale) "aprono" alla Moratti dichiarandosi disponibili ad accogliere - negli istituti d'infanzia comunali - i/le bimbi/e di due anni e mezzo.
La notizia non è ancora ufficiale ... i Sindaci interessati, pertanto, possono confermarla.
O smentirla.
(Fuoriregistro)




Micro-editoriale del 19 febbraio 2004 di Reginaldo Palermo

La notizia, ancora da verificare meglio e da approfondire, è di quelle da lasciare senza parole.
Questa mattina un importante sito WEB specializzato ci fa sapere che i Comuni di Roma, Milano e Torino avrebbero deciso di accogliere nelle loro scuole dell'infanzia comunali anche i bambini nati entro il 31 gennaio 2002.

A Torino si parla addirittura dei bambini nati entro il 31 marzo.

C'è da non crederci: solo fino a pochi giorni il sindaco di Roma sfilava a fianco dei genitori e degli insegnanti sventolando la bandiera anti-riforma.

E così mentre l'ANCI continua a proclamare il proprio dissenso nei confronti della riforma, i Sindaci di 3 importanti Comuni (che - non dimentichiamolo - rappresentano 7 milioni di abitanti, quasi 15% della popolazione) stanno lavorando per applicare la riforma Moratti alla scuola dell'infanzia.

Uno splendido esempio di italica (in)coerenza .....


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 red    - 20-02-2004
Da Tuttoscuola


Roma: anticipi no, anzi sì. Quei 28 giorni di differenza

"L’orientamento dell’Amministrazione è di non applicare l’anticipo perché non supportato da un adeguato progetto educativo". Parola dell’assessore del comune di Roma Maria Coscia a proposito degli anticipi di iscrizione alle scuole dell’infanzia dei bambini di due anni e mezzo.
Nelle scuole comunali dell’infanzia di Roma (che con Milano è una delle città con il maggior numero di strutture di servizi comunali del settore) non saranno accolte, dunque, domande di iscrizione di bambini che compiono tre anni entro il 28 febbraio 2005 (e probabilmente il Comune di Roma non darà il suo benestare per analoghe iscrizioni a scuole statali).
Non è una questione di posti o di disponibilità di strutture, perché Roma aprirà almeno 10 nuove sezioni per le proprie scuole dell’infanzia. È evidentemente una questione di principio (pedagogico o politico).
Lo stesso comune di Roma, però, prevede anche quest’anno, come ha sempre fatto, l’iscrizione alle proprie scuole di bambini che compiono tre anni di età entro il 31 gennaio 2005.
No, dunque, al 28 febbraio, ma sì al 31 gennaio...


 Red    - 22-02-2004

Da Tuttoscuola

Le iscrizioni anticipate nelle scuole materne comunali
Anticipi, comune di Torino e deregulation


L’assessore al sistema educativo della città sabauda Paola Pozzi spiega che il comune di Torino rispetta le regole per gli anticipi. E indica dove va cercata la deregulation di cui aveva parlato Tuttoscuola

Gli anticipi di iscrizione al prossimo anno scolastico continuano a far discutere. Un tema che è stato oggetto sin da prima dell’approvazione della legge 53/2003 di polemiche, spesso esagerate rispetto alla portata dell’innovazione. E il ritardo con il quale sono arrivati il decreto attuativo e la circolare sulle iscrizioni rispetto all’avvio del prossimo anno scolastico non ha favorito una linea di condotta comune tra i soggetti chiamati a darvi applicazione.

Qualche giorno fa tuttoscuola.com rilevava come i grandi Comuni - Roma, Milano, Torino - per le iscrizioni alle proprie scuole comunali, mettano in atto un anticipo secondo le vecchie regole (nati entro il 31 gennaio), contrariamente a quanto voluto e ottenuto dalla loro Associazione (ANCI) nel decreto legislativo di riforma, che per le scuole statali condiziona ad alcune regole restrittive le ammissioni anticipate dei bambini nati a tutto il 28 febbraio (riportiamo sotto la nostra notizia del 19 febbraio).

L’Assessore al sistema educativo e delle pari opportunità del Comune di Torino, Paola Pozzi, ci ha inviato un’interessante precisazione sul nostro servizio, che volentieri pubblichiamo.



(da tuttoscuola.com, 19 febbraio 2004):
Anticipi: deregulation nei più grandi comuni italiani


Oltre a quello di Roma, anche i grandi comuni di Milano e di Torino ammettono alle proprie scuole comunali per l’infanzia i bambini che compiono tre anni entro il 31 gennaio.
A Milano e a Torino vi sono anche convenzioni con le scuole statali, perché adottino la stessa linea di comportamento (anticipi limitati al 31 gennaio, come, peraltro, è sempre avvenuto prima della riforma Moratti).
A dire il vero il decreto legislativo 23 gennaio 2004 prevede che, a certe condizioni e con il benestare dei Comuni, gli anticipi possano essere consentiti anche nei riguardi dei nati a tutto il 28 febbraio. Un nulla-osta che l’Anci ha preteso, giustamente, nei confronti delle istituzioni scolastiche, tanto che la circolare sulle iscrizioni ha previsto un termine posticipato al 15 febbraio per gli anticipi di iscrizione alle scuole statali dell’infanzia, un accordo preventivo tra amministrazione scolastica e Comuni interessati e comunque l’ok comunale all’accoglimento nel caso in cui questo comporti servizi aggiuntivi.
La decisione dei grandi comuni di limitare gli anticipi al 31 gennaio sta diventando la scelta di molte istituzioni scolastiche di quei territori comunali.
In questo modo viene confermato l’esistente, e svuotato l’istituto morattiano dell’anticipo.
A Torino, su questa linea di autonomia istituzionale, il Comune ha previsto di accogliere nelle proprie scuole, entro il limite dei posti disponibili, anche i bambini nati entro febbraio ed entro marzo. Marzo? Sì, marzo, nonostante le sue scuole siano paritarie e, quindi vincolate a rispettare l’ordinamento statale, a cominciare, ad esempio, dal decreto legislativo del 23 gennaio 2004 che comprende norme generali che tutte le paritarie, come le statali, sono obbligate ad attuare e che, per il prossimo anno scolastico limita l’accesso anticipato alle scuole dell’infanzia ai nati entro il 28 febbraio. Una sfida politica o istituzionale?



 sandra    - 22-02-2004
Sassolini

da -pavone risorse

micro-editoriale del 22.02.04

La notizia lanciata qualche giorno fa da Tuttoscuola si è rivelata una mezza bufala. Gli assessori dei Comuni di Torino e Roma si sono affrettati a smentire quanto scritto dalla redazione dell'autorevole sito WEB in merito alle iscrizioni anticipate nella scuola dell'infanzia, anche se sarebbe comunque interessante capire cosa accade davvero nelle scuole dell'infanzia comunali. Certo è che se si legge attentamente fra la righe di tutta la vicenda, appare chiaro che qualche scheletro nell'armadio ce l'hanno un po' tutti. Da non sottovalutare poi la polemica che sta esplondendo anche all'interno del fronte degli Enti Locali. Scrivendo al direttore di Tuttoscuola, l'assessore torinese Paola Pozzi sottolinea come in Piemonte sia stato siglato dal Miur "e purtroppo anche dall'Anci" (il "purtroppo" sta proprio nel testo della lettera dell'assessore) un accordo che rimanda alle singole Istituzioni scolastiche ogni decisione in merito a possibili accordi con gli Enti Locali.
Al di là di ogni considerazione resta insomma il fatto che la questione delle iscrizioni anticipate nelle scuole dell'infanzia rappresenta un evidente "nervo scoperto" anche (e forse soprattutto) per gli Enti Locali.