La scuola ai tempi della Moratti
Francesco Di Lorenzo - 20-02-2004
Ehi, Teacher!
Svegliati, che stai facendo?
Non dormire su allori che non sono allori; non sono niente.
La scuola ti sta scivolando via tra le mani e tu non te ne accorgi.
…………………………………………………………
………………………(silenzio)……………………….
…………………………………………………………..
Beh, se te ne accorgi, fa qualcosa!
Per esempio, che ne dici se si cominciasse con un po’ di sana autocritica?
(A.L.)



Esemplare.
In un tempo tanto lontano da apparire mitico, ci eravamo illusi che mettere i rapporti sui registri di classe servisse a poco, anzi a nulla. Dopo anni ti accorgi che oggi, in questo momento, i registri sono pieni di rapporti scritti sia dal dirigente che dai cari docenti. Beh, come la mettiamo?

Sentite questa sequenza da film comico presa dal registro di classe di una scuola media.

rapporto: L’alunno Parisi non si trova. (Il docente)
II°rapporto: L’alunno Parisi va ricercato e una volta trovato non entrerà in classe, domani, se non accompagnato da uno dei genitori. (il dirigente)
III° rapporto: Parisi non è stato accompagnato da nessuno dei genitori (il docente)
IV rapporto: L’alunno Parisi si impegna a farsi accompagnare domani da uno dei genitori, pertanto oggi è autorizzato a rimanere in classe. (il dirigente)

E se qualcuno ( il problema è che non si sa chi) avesse provato a instaurare una qualche forma di dialogo con l’alunno, con il docente, finanche con il dirigente? Si chiede troppo? Chi lo sa?

Intanto, fermiamoci a pensare in quale tremendo baratro siamo riusciti a finire.


La scuola: studenti e docenti


Il professore è scoppiato. È un po’ un dato di fatto che il professore sia scoppiato. Negli anni scorsi, quando si chiedeva una visita psicologica o di neuropsichiatria per un alunno, sia perché sembrava depresso o per situazioni conflittuali, c’è sempre stato chi, tra i colleghi e tra il personale sanitario, invocava una visita psicologica prima per l’insegnante che faceva la richiesta. “Ci vorrebbe una visita, ma per l’insegnante”. Era quello che si sentiva. Bene, ora ci siamo! È talmente scoppiato l’insegnante che ormai non sa più bene che cosa fare per il presente e per il futuro, per sé e per gli altri.
Ha perso la bussola?
Forse sì, forse no.

continua


La Riforma Moratti


Continuare a dire che quella della signora Moratti sia una riforma è ridicolo. C’è il fondato sospetto che si sia ispirata a qualcosa di ottocentesco e c’è anche una persona reale a cui fare riferimento: il conte Camillo Benso di Cavour. Sulla rivista che aveva fondato e dirigeva, “Il Risorgimento”, il grande piemontese in un suo articolo parlò anche di scuola. Egli diceva che la scuola aveva un ruolo fondamentale nella costruzione dell’Italia ma che bisognava far sì che accanto agli studi umanistici, propri della nostra tradizione, si ponesse attenzione, egli ammoniva, anche agli studi tecnici e professionali.

continua


Piccole e grandi ambiguità di una legge senza capo né coda


Ma qual è la scansione delle date di questa riforma?
Ecco la sequenza.
Il governo di cui è ministro la signora Moratti giura l’11 giugno del 2001. Il 18 luglio la Moratti insedia un gruppo ristretto di lavoro con il preciso compito di bloccare la riforma Berlinguer. Già in campagna elettorale era stato annunciato che uno dei primi atti, in caso di vittoria, sarebbe stato quello di non far partire la riforma della scuola voluta dal centro-sinistra. Il compito del gruppo ristretto è quello di procedere ad una “complessiva riflessione” e fare una ipotesi di “ un nuovo piano di attuazione della riforma degli ordinamenti scolastici”

continua


Per finire


Sul fatto, rilevato un po’ da tutti, che la legge Moratti sia stata scritta male, mi sembra che non ci siano dubbi. Il fatto che chi pensa male, parla male e scrive ancora peggio, è il CUN (Consiglio Universitario Nazionale) a dirlo. Il CUN appunto, richiesto del parere sui documenti ministeriali, alcuni dei quali sarebbero diventati il Decreto Legge della scuola dell’infanzia e della scuola primaria, tra le altre non poche e non lievi rilevazioni, dice questo:
“Si indicano i seguenti [errori] , rilevati nelle Indicazioni nazionali per i piani personalizzati delle attività educative nelle scuole dell'infanzia: a p. 3 l. 3 anziché "quelle" si scriva "quelli"; l. 14 anziché "impegnano" si scriva "impegna"; a p. 4 l. 7 anziché "loro" si scriva "i loro"; l. 9 anziché "mostrano" si scriva "mostrino"; a p. 7 l. 34 anziché "oscilla" si scriva "oscilli".
Nel Profilo educativo, culturale e professionale dello studente alla fine del primo ciclo di istruzione (6-14 anni), p. 9, il quartultimo periodo è sospeso, perché il gerundio "conoscendo" è coordinato in polisindeto con l'indicativo "si comporta"; per correggere, si può forse sostituire "conoscendo" con "conosce", ma il contenuto dell'intera frase è così involuto da rendere incerta questa ipotesi emendativa."
Forzando un po’ l’ultima parte, viene naturale chiudere così: IL CONTENUTO DELL’INTERA RIFORMA MORATTI È COSÌ INVOLUTO DA RENDERE INUTILE OGNI IPOTESI EMENDATIVA.



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