La mozione di Lastra a Signa
Docenti del Circolo Didattico - 18-02-2004

Al Presidente della Repubblica
Al Presidente del Consiglio
Al Ministro della Istruzione, Università e Ricerca.
All’Ufficio Scolastico Regionale
Al Presidente della Regione Toscana
Al Presidente della Provincia di Firenze
Al Sindaco del Comune di Lastra a Signa
Al Consiglio Comunale di Lastra a Signa
Ai Sindaci e ai Consigli Comunali dei Comuni di Scandicci, Montelupo F.no, Montespertoli, Campi Bisenzio, Empoli, Signa
Ai Sindacati Confederali C.G.I.L – C.I.S.L – U.I.L
Al Sindacato S.N.A.L.S
Al Consiglio di Circolo della Direzione Didattica di Lastra a S.
Al Consiglio d’Istituto della Scuola Media Statale di Lastra a S.
All’Albo Sindacale delle Scuole del Circolo
Al Comitato dei Genitori di Lastra a Signa
Ai Genitori degli alunni frequentanti le scuole del Circolo Didattico di Lastra a Signa
Ai Cittadini del Comune di Lastra a Signa




Il Collegio dei Docenti

della Scuola dell’Infanzia e della Scuola Primaria del Circolo Didattico di Lastra a Signa, riunitosi in data 21 e 28 gennaio 2004, in merito alla scuola delineata dalla riforma Moratti,

esprime dissenso


· sul metodo seguito dal MIUR che, nonostante ciò che viene affermato negli spot di propaganda della riforma, non ha cercato alcun confronto con la scuola reale, non essendo stata avviata alcuna seria consultazione;
· nei confronti di una scuola che, trascurando il patto costituzionale nega e non si fa garante del principio dell’insegnamento uguale per tutti, ma trasforma il diritto di tutti all’educazione in un servizio a domanda individuale;
· nei confronti di un tempo frazionato in segmenti giustapposti che non possono essere integrati in un progetto educativo che, al contrario, necessita di tempi distesi in cui ciascuno possa trovare il proprio stile di crescita, potenziando le positive esperienze di continuità in verticale con i diversi ordini di scuola;
· allo stravolgimento del concetto di tempo pieno che non è solo “una quantità oraria” (C.M. 2/2004), ma anche e soprattutto una modalità di lavoro: si rischia così di annullare trenta anni di valida ricerca e attività delle scuole a tempo pieno e di privare le famiglie di un modello organizzativo che coniuga il soddisfacimento di un bisogno sociale con un’offerta di elevata qualità culturale e formativa;
· nei confronti dell’anticipo che impone all’interno di una stessa classe fasce di età eccessivamente disomogenee, controproducenti al fine di realizzare percorsi educativi efficaci e validi per tutti. La scelta dell’anticipo è del tutto estranea alla scienza psicopedagogica che considera pericoloso accelerare i tempi del naturale sviluppo cognitivo del bambino;
· alla frequenza anticipata a due anni e mezzo nella scuola dell’infanzia che risponde più ad una domanda sociale nata dalla carenza dei nidi, luoghi istituzionalmente preposti ad accogliere i bambini minori di tre anni. In questo modo verrà a prevalere il carattere assistenziale su quello formativo, snaturandone il modello educativo e rendendo difficilmente perseguibili le finalità peculiari di questo ordine di scuola;
· per il divario esistente tra tempo minimo (5 ore giornaliere) e tempo massimo (10 ore giornaliere) di funzionamento della scuola dell’Infanzia, determinato dalla scelta delle famiglie. Questa diversità di modelli orari, che potrebbe essere presente all’interno di una stessa scuola,non permette un progetto educativo unitario e squalifica il senso stesso della scuola;
· rispetto alla regolamentazione dettagliata degli aspetti organizzativi che attraverso un eccesso di delega riduce il valore dell’autonomia scolastica. La configurazione del team docente, l’assegnazione delle 18 ore al “tutor”, l’articolazione delle funzioni, la definizione degli ambiti disciplinari introducono all’interno delle discipline gerarchie pedagogicamente ingiustificate;
· nei confronti della poca chiarezza circa i parametri per la determinazione degli organici da cui non si evince la possibilità di poter ancora fruire di tempi di compresenza per la realizzazione di attività veramente laboratoriali. Non essendo gli organici materia di contrattazione sindacale, le politiche reali della scuola vengono, di fatto, realizzate al di fuori della scuola stessa (legge finanziaria, provvedimenti collegati e decreti conseguenti);
· nei confronti dell’attribuzione ad un solo docente di molteplici funzioni (tutoraggio, coordinamento, orientamento, valutazione, rapporti con i genitori) che svilisce una professionalità cresciuta, da oltre vent’anni, intorno ai principi di pari responsabilità, effettiva contitolarità, collegialità, specializzazione disciplinare;
· per una riforma non supportata dalle necessarie risorse finanziarie per garantirne l’effettuazione.

Per i motivi sopra elencati il Collegio dei Docenti della Scuola dell’Infanzia e della Scuola Primaria del Circolo Didattico di Lastra a Signa

CHIEDE

che lo schema di decreto applicativo del Legge 53 venga ritirato, dando reale ascolto alla voce dei docenti che lavorano per una scuola pubblica di qualità e rispondente ai bisogni di crescita del paese

INVITA

I genitori degli alunni, che della scuola sono un’importante componente, e i cittadini tutti, a mobilitarsi perchè non vengano meno gli standard di qualità offerti dall’attuale scuola pubblica.


La presente mozione è stata approvata all’unanimità dal Collegio Docenti della Scuola dell’Infanzia e della Scuola Primaria, riunitosi in data 21.01.2004 e 28.01.2004.


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