Gli uomini di plastilina
Nico d'Aria - 24-02-2004
E-mail n° 5 da Nico d’Aria a Pianeta Terra

Oggetto: Primo viaggio, tra gli uomini di plastilina

Ciao, terrestri, grandi notizie!

Sono appena tornato dalla mia prima esplorazione ho già fatto una scoperta formidabile. Sono eccitatissimo!
Scusate, con tutta questa emozione faccio fatica a videodire tutto quello che mi è successo. Adesso mi calmo e comincio a raccontare le cose in modo ordinato, così che voi le possiate capire.
Prima dovrei descrivere il viaggio: tutto solo per ore e ore in mezzo alle stelle… ho provato tante emozioni bellissime, è una cosa meravigliosa, ma ora non ne parlo perché ho troppo voglia di raccontare cosa ho trovato sul pianeta.
Dopo la lunga attraversata finalmente l’ho visto. Sembrava una pallina tra le stelle che si avvicinava.
Sono atterrato, ho aperto lo sportello, sono uscito dall’astronave… e sapete cosa ho visto ?
Tanti uomini che sembravano fatti di plastilina.
Credo che non avessero mai visto uno straniero: si vedeva che avevano paura di me, ma anche tanta curiosità. Si tenevano lontani, poi lentamente qualcuno di loro si è avvicinato un po’.
Non avevano sulla fronte nessun video display digitale, il mio traduttore automatico non funzionava… però i loro gesti erano eloquenti e anche gli sguardi. Qualcuno mi guardava terrorizzato, stava ad una certa distanza, appena mi muovevo faceva un salto di paura. Qualcuno si faceva coraggio, cercava di salutarmi facendo ciao con le mani.
Certi avevano l’aria cattiva, ostile: stavano in gruppo, mi guardavano storto e gesticolavano tra di loro.
La mia scoperta riguarda una cosa stranissima che usciva dalla loro bocca. Non me ne sono accorto subito, perché è difficile da vedere. Quando aprivano la bocca ne usciva qualcosa, qualcosa quasi trasparente. Da lontano non si vedeva bene. Sembravano lunghe lingue trasparenti che si agitavano nell’aria, poi mi sono avvicinato e le ho viste bene.
Giuro, lo so che è difficile crederci, ma quello che sto per dire è la verità: dalle bocche uscivano delle mani di carta velina, che volavano fuori e poi sparivano sciogliendosi nell’aria.
Queste mani leggere uscivano con il respiro e nell’aria volavano verso un’altra persona.
La toccavano e poi puf, sparivano nel nulla.
Ho fatto un cenno di saluto. Alcuni mi hanno risposto e si sono avvicinati. Ho ripetuto lo stesso cenno e dalla bocca di una signora è uscita la mano di carta velina, che mi è venuta vicino alla faccia e mi ha dato una carezza, una carezza educata, lenta, sfiorante ma tenera. Poi: puf, la mano non c’era più.
Ho guardato negli occhi quella signora, le ho sorriso, le ho fatto capire che venivo in pace.
Anche lei mi ha sorriso, non aveva più paura di me. Ma subito dopo i suoi occhi sono diventati spaventati: il gruppetto degli uomini ostili le è andato vicino e ha cominciato a farle gesti minacciosi. Le mani di carta velina uscivano dalle loro bocche e la toccavano in modo sempre più brusco e maleducato. Sicuramente erano arrabbiati con lei perché aveva comunicato con me. Anche dalla bocca di lei uscivano tante mani, che si aprivano per parare i colpi coi palmi. Alla fine però uno di quegli uomini ha urlato un pugno forte forte, che è andato sulla faccia della donna e le lasciato un segno tremendo sulla faccia. L’ho vista cadere a terra.
L’impronta del pugno era stampata sulla guancia e sulla tempia, in modo orribile.

Tutte le altre persone le sono corse intorno, gli uomini ostili si sono allontanati. I soccorritori vicino alla donna sospiravano con quei loro respiri a forma di mano: hanno cominciato a carezzarla col loro strano fiato, con la punta delicata di quelle dita trasparenti, a massaggiarle la faccia di plastilina. Piano piano, con i massaggi e le carezze che uscivano da quei sospiri, la faccia lentamente tornava normale.

Ero così triste per quella dolce signora così maltrattata che mi sono distratto, non mi sono accorto del pericolo. Il gruppo delle persone ostili si era avvicinato a me; ormai ero già circondato.
Cominciarono a uscire dalle loro bocche dei pugni, tanti che mi colpivano tutti insieme. La mia faccia non è di plastilina, quei pugni mi facevano un pochino male, ma non tanto. Però cercavano di mettermi le dita negli occhi, mi tiravano i capelli e quando ho provato a spostarmi cercavano di farmi inciampare.
Per fortuna invece di arrabbiarmi, ho saputo mantenere la calma. Mi sono chiesto: “e io col fiato cosa posso fare?” Così m’è successa una cosa stranissima. Ho preso fiato, ho stretto la gola e improvvisamente dalla mia bocca sono uscite delle scintille, tantissime scintille. I pugni di cartavelina hanno preso fuoco. Non so come ho fatto, ma è successo. L’ho rifatto, forte forte, milioni di scintille… e gli uomini ostili si sono allontanati da me, spaventatissimi.
Finalmente libero, sono andato in mezzo a quel popolo e mi sono inginocchiato davanti alla dolce signora, che stava un po’ meglio; la faccia era tornata normale, ma era molto triste e addolorata.
Allora le ho dato sul volto una carezza come so darla io, cioè con le mani vere, nel modo più delicato possibile. Lei ha sorriso. Tutti hanno sorriso. Lentamente decine di mani di carta velina mi sono venute sulla faccia e hanno cominciato a carezzarmi il volto, la testa, la schiena, le braccia, in modo tenero, morbido. Era bellissimo, anche se mi facevano un po’ solletico. Sentivo che tutti mi volevano bene.
Sono stato un po’ con loro, ho preso delle fotografie, delle misurazioni, degli appunti. Poi sono dovuto ripartire. Mi è dispiaciuto andare via, è un pianeta bellissimo.
Ora sono tornato qui sul nostro asteroide. Sono stato ricevuto dall’assemblea degli scienziati, per fare una relazione sulle mie incredibili scoperte; è un grande onore, per un ragazzino come me.

Adesso, cari terrestri, vi saluto.
Penso che gli scienziati vi chiederanno di aiutarli, ho sentito che parlavano di una certa “missione n° 1” da affidare ai terrestri. Fatemi sapere.

Saluti cari
Nico



PS. Due domande:
1. Mi aiutate a dare un nome a questo pianeta?
2. Quella cosa che chiamate “
voce” con cui fate i “suoni”, somiglia a queste mani di cartavelina, oppure no? Ad esempio, con la vostra “voce” si possono dare i pugni e le carezze? Con la voce terrestre si possono muovere le cose? La voce si può vedere, oppure è trasparente?

PPS. Suggerimenti per missione terrestre n° 1



continua

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 Gualby    - 07-03-2004
Ciao Nico. Mi sono divertita a leggere la storia degli uomini di plastilina e la leggerò ai bambini,chiederò loro di rispondere alle domande chissà... forse fra qualche giorno... Gualby