Intelligenza Artificiale, discipline e apprendimento
Alberto Biuso - 24-01-2002
L’intervento di Paolo Manzelli dal titolo «Cervello, informazione, apprendimento» (Fuoriregistro del 19/1/2002) propone l’organizzazione di un corso di e.learning e ne illustra –con un linguaggio non esente dal didattichese- i fondamenti epistemologici. Si tratta di posizioni decisamente discutibili, già a partire dalla premessa che individua la necessità di un «cambiamento epocale della Scuola», come se negli ultimi decenni la scuola italiana non fosse mutata in moltissime sue pratiche e presupposti e si dovesse ripartire ogni volta da zero. Un secondo postulato di questo intervento è la necessità di sostituire alle discipline/materie le competenze/abilità. «Rinnovamento epocale e superamento del sapere disciplinare», ecco due dei principi di fondo che molti esperti di didattica vanno diffondendo da anni. Si tratta di due principi sbagliati e anche funzionali alla vittoria di uno stile di vita nel quale la densità del passato, la nostra benefica dipendenza da esso, la soggettività e difficoltà dell’imparare vengono sostituiti dalla glorificazione del presente, dalla riduzione dell’apprendimento a un gioco disneyano e dagli apparati globalizzati di produzione e consumo. Non a caso si parla di un’«economia della conoscenza» rivolta ad «acquisire rapidamente, e in modo efficace, concetti e abilità nuove favorendo la flessibilità cerebrale dell’individuo», la flessibilità di quelle “risorse umane” alle quali l’economia postfordista ha ridotto le persone umane. Un segnale lessicale molto significativo è, ad esempio, l'espressione «la scelta dei contenuti suddivisibili in moduli e le unità di formazione, ed infine il target di riferimento». Comunque, non intendo qui approfondire il tema della funzionalità di questi progetti cognitivi agli sviluppi del capitalismo trionfante ma solo muovere qualche osservazione sul tema dei rapporti fra l’Intelligenza Artificiale e l’insegnamento/apprendimento.

L’Interconnected network è uno strumento assai potente di comunicazione ma non è altro che il più avanzato dei dispositivi – pietra, papiro, carta…- che rendono possibile quello scambio infinito fra le menti in cui consiste edificio della socialità e della cultura. Il Web, la ragnatela di dati, di testi, di immagini, di bit che corre sui supporti telematici è uno dei modi nei quali opera e pensa la mente universale. Le sue potenzialità sono enormi ma si tratta pur sempre di abilità strumentali. La forma della comunicazione rimane totalmente dipendente dal suo contenuto. In questo senso, entusiasmi e timori –nei confronti del nuovo mezzo- sono entrambi ingiustificati. Nell’era di Internet, come in quella dell’Atene classica, delle Accademie rinascimentali o delle università moderne, la comunicazione più efficace fra allievo e maestro, la più vera delle strategie conoscitive rimane quella socratica: «in realtà, il docente può fare tutto e il contrario di tutto, ma alla fine se lo studente impara è perché a capire un determinato concetto c’è arrivato lui, proprio lui, nessun altro lo ha potuto fare al posto suo (1)» .
Per chiarire i complessi rapporti tra insegnamento/apprendimento e Intelligenza Artificiale è quindi di primaria importanza comprendere che le menti umane e i computer ragionano in modo differente poiché sono ambienti differenti. Ne segue che se le macchine saranno davvero in grado di elaborare pensieri lo faranno in un modo diverso da come ci saremmo aspettati all’inizio e in un modo forse difficilmente comprensibile a noi. Postulare che l’intelligenza deve somigliare in ogni caso a quella umana, pena il non essere intelligenza, è probabilmente un residuo di quell’atteggiamento antropomorfico e antropocentrico che già Senofane aveva colto e che si esprime, ad esempio, nella pretesa di trovare nell’universo forme aliene di vita che non siano però troppo aliene da ciò che l’umanità ha inteso come vita a partire dalla vita del suo stesso corpo. Avrebbe pertanto poco senso stabilire delle gerarchie fra diversi – i terrestri e gli alieni, i computer e gli umani- e sarebbe più razionale accettare questa differenza come un esempio della ricchezza del mondo rispetto alle categorie nelle quali cerchiamo di rinchiuderlo.
Sarebbe in ogni caso immotivata ogni riflessione sulla natura umana che assuma ciò che nel presente siamo come un modello inoltrepassabile, come un paradigma dato per sempre, come un valore indiscutibile. Veniamo certamente da molto lontano e altrettanto lungo è il cammino che possiamo ancora percorrere. Se si accetta tale presupposto, le due ipotesi sull’Intelligenza Artificiale -che si sono progressivamente diversificate a partire dalla conferenza di Dartmouth del 1956- potranno essere analizzate e discusse ciascuna nella propria fattibilità e nel diverso significato che assumono in una prospettiva evolutiva. Il programma dell’IA debole guarda a questa prospettiva in modo sostanzialmente operativo e strumentale, come a una maniera particolarmente efficiente di dotare l’umanità di congegni in grado di svolgere con efficacia lavori non solo di routine e molto pesanti –cosa che le macchine hanno fatto egregiamente almeno a partire dalla Rivoluzione Industriale- ma anche di simulare attività intelligenti in quei settori nei quali non basta la semplice forza meccanica. L’IA forte rappresenta un programma assai diverso rispetto al primo, ritenendo che, anche se molto difficile –almeno per ora- non sia per principio impossibile la creazione di menti artificiali, dotate di una qualche forma di coscienza separata dalla struttura biologica attuale del corpo.
A chi si interroga su che cosa di esclusivo possieda la specie umana, si dà di solito una risposta tanto immediata quanto antica: l’intelligenza, la comprensione non solo degli oggetti ma anche dello strumento che su di essi indaga; l’intelligenza come autocoscienza e non soltanto come coscienza dell’ambiente nel quale un organismo è immerso e nel cui metabolismo la vita consiste. Intelligenza come capacità di trovare soluzioni anche diverse a problemi ricorrenti. Intelligenza, infine, come facoltà di apprendimento rispetto a ciò che si vive e di infinita autocorrezione. La prospettiva più affascinante dell’IA forte consiste nella possibilità che l’evoluzione della specie umana sia in grado di far transitare tutte queste caratteristiche in un supporto fisico diverso –o meglio trasformato- rispetto a quello che nel presente caratterizza gli umani, in una forma altra di corporeità. È questo, probabilmente, il significato più rigoroso della cosiddetta cyberfilosofia.

Notevole è il possibile impatto di queste prospettive sull’insegnamento. Insieme alle grandi potenzialità, non bisogna nascondere i possibili rischi. Nella interazione tra informatica e apprendimento è opportuno distinguere tra i semplici «chioschi informativi (testi, antologie di testi, enciclopedie, lezioni)» dal livello di interattività piuttosto ridotto e i «CBL (Computer-Based Learning), applicazioni costruite avendo come obiettivo principale l’interattività», da non confondersi -in ogni caso- con la semplice multimedialità; «il computer (…) va considerato, a livello, didattico, essenzialmente come uno strumento e nessuno strumento può sostituire l’insegnante e la sua opera» (2). La macchina da sola non produce nessun miracolo virtuale, nessuna rivoluzione epistemologica, proprio perché non è possibile un insegnamento separato dalla concreta e viva soggettività del docente. Ciò non significa, naturalmente, che strutture scolastiche e programmi formativi non debbano essere pensati attentamente ma solo che debbano essere pensati in funzione del vivo rapporto educativo con gli allievi e delle rigorose competenze disciplinari di chi sta in cattedra. Nessuna riforma e nessuna novità metodologica produrranno degli effetti positivi se prima di tutto chi insegna non conosce a fondo la propria disciplina. Nessuna riforma che voglia avere successo può permettersi di trascurare le competenze e l’esperienza professionale di maestri e professori. La tecnologia del Web da sola non dà valore aggiunto all’insegnamento se questo non ha alla sua base una pedagogia matura e consapevole. Dall’equivoco –ingenuo ma diffuso- della autonomia del mezzo rispetto al fine nasce quella realtà ben sintetizzata da Barnette: «le attività dell’insegnamento della filosofia nel cyberspazio ispirano e gratificano così come spesso deludono e creano dubbi» (3) . Chi sta ogni giorno a scuola e cerca di utilizzare nella propria didattica i laboratori informatici sa che le cose stanno proprio in questo modo. Nessuna chiusura quindi nei confronti dell’e.learning ma anche nessun acritico entusiasmo.
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(1) - D.Massaro-A.Grotti, Il filo di Sofia. Etica, comunicazione e strategie conoscitive nell’epoca di Internet, Bollati Boringhieri, Torino 2000, pag. 193.
(2) - G.Stelli-D.Lanari, Modelli di insegnamento della filosofia. Modello teoretico, modello storico, filosofia al computer, Armando editore, Roma 2001, pagg. 81-82.
(3) - R. Barnette, «L’insegnamento della filosofia nel cyberspazio», in La fenice digitale. Come i computer stanno cambiando la filosofia, Apogeo, Milano 2000, .pag. 367.

Alberto Giovanni Biuso
biusoal@mclink.it
http://web.tiscali.it/Filosofia/



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 Paolo Manzelli    - 28-01-2002
NET-Learning : Strategie e Scenari di Sviluppo della Formazione/Lavoro


La rivoluzione digitale, potenziando le possibilita' e la estensione delle relazioni interattive, mediante le tecnologie di comuncazione della informazione (ITC), favorisce uno spirito impreditoriale innovativo, che si associa alla riconversione progressiva dell' intero assetto economico e produttivo.

Inoltre la crisi del sistema centrato sulla fabbrica, conduce anch'essa verso una progressiva ricomposizione, tra il settore della costruzione del sapere e della ricerca & sviluppo e quello della produzione e del mercato, mediante la attuazione di relazioni organizzate di "partenariato di impresa " (1),(2).


In questo contesto proprio della "Networked Digital Economy" (NDE), che ha il fulcro nello sviluppo di modalita' innovative in rete telematica, va' modificandosi la percezione economica della formazione da " costo" ad "investimento".


E' interessante, in tale dinamica di sviluppo (NDE), porre a confronto due diverse strategie di sviluppo delle tecnologie multimediali, che stanno evolvendosi, da un sistema di Formazione a Distanza (FaD) ad un sistema di Formazione Permanente "Senza Distanza", denominato "NET-Learning"; quest' ultimo e' detto cosi', proprio in quanto e' basato sulla realizzazione di "Comunita' Virtuali" interattive di autori (Corporate e.DUCATION), capaci di attuare una condivisione di intenti e competenze nella gestione di conoscenze su temi specifici e quindi di tradurre il prodotto educativo integrato, in "editoria elettronica multimendiale" (e.books) al fine di rispondere alla domanda di nuove professionalita' necessarie allo sviluppo della "Societa' della Economia della Conoscenza".

L' organizazione di "NET-Learning" e' sostanzialmente il risultato di una integrazione tra un sistema di formazione ed un sistema di consulenza specifica su domanda per la formazione/lavoro, ed e' fortemente interattivo, in quantto non e' finalizzato alla trasmissione di conoscenze pregresse, come la FaD, ma piuttosto alla elaborazione integrata di conoscenze "on line", orientata a rispondere a specifiche richieste di gestione delle conoscenze, per vari livelli di domanda, organizzando la produzione elettronica per la formazione e la rigualificazione del lavoro intellettuale di specifici " target " , sia nell' ambito di nuove professionalita' emergenti ( Skills Building) sia nel quadro del rinnovo delle competenze professionali in vari settori lavorativi ( Competence Leveraging) (3)

Il "Net-learning" pertanto, e' a volte indicato come "e.Learning on Demand"; normalmente si preferisce questa seconda dizione, quando la interattivita e' focalizata tra la docenza ed i discenti, mentre si preferisce la dizione "NET-Learning", quando la interattivita' include la comunita virtuale di autori ed editori (Grouping of digital partnership) ed inoltre e' maggiormente caratterizzata dalla elaborazione di tematiche specialistiche riguardanti la formazione multidisciplinare . (4)

L' approccio "on-demand" fornisce comunque una sperimentazione delle strategie piu ' avanzate tra i sistemi di "e.learning", proprio in quanto focalizza le proprie attivita'formative (normalmente nel settore del: "knowledge management") a riguardo della conoscenza delle problematiche emergenti tra formazione e lavoro, nel quadro della crescita della economia della conoscenza .

Pertanto con il "NET-Learning", ( co-organizzato sulla base di una forte interattivita' nell' ambito di una comunita' professionale di differenti capacita e competenze "extended enterprise") , si vuol rendere piu' efficace possibile la relazione tra domanda ed offerta formativa, su tematiche specifiche di rinnovamento delle conoscenze finalizzate allo sviluppo della innovazione della formazione/lavoro, attuando la necessaria elaborazione ed integrazione cognitiva, entro un "Laboratorio Virtuale di Ricerca e Sviluppo", impegnato a produrre un sistema di editoria elettronica dei materiali di innovativi di apprendimento.

E' pertanto utile capire come la Formazione a Distanza (FaD), venga invece impiegata per la utilizzazione le tecnologie telematiche della comunicazione finalizzata al trasferimento di conoscenze, anziche' alla elaborazione condivisa di saperi provenienti da sistemi di partenariato includenti, Universita', Scuola ed Impresa, progettati in modo tale da essere capaci di rapportare la formazione alle esigenze della dinamica di cambiamento dello sviluppo contemporaneo.

Inoltre e' utile considerare che le strategie di "e.learning" del tipo FaD, sono state normalmente promosse da imprese High-tech, pensando ad una prospettiva "macro-economica" di ritorno degli investimenti, allo scopo di realizzare la vendita di sofisticate piattaforme tecnologiche, in cambio di un beneficio ottenibile dal miglioramento della efficienza e flessibilita' dell' apprendimento tradizionale.
Pertanto l' implementazione "e.learning" nella strategia FaD, e' stata prevalentemente intesa in termini di trasferimento telematico di conoscenze disciplinari, in quanto essa persegue una logica centrata sulla riduzione dei costi della scuola tradizionale, allo scopo di migliorare il ritorno di investimento (RoI) complessivo delle scuola, tramite una strategia complementare di educazione a distanza, appropriata ad attuare gradualmente una parziale sostituzione della educazione tradizionale (vis-a- vis) con la formazione a distanza.

Le strategie di "NET-Learning" ed anche di "e.Learning on Demand" rappresentano invece le modalita' piu' appropriate alla dimensione della formazione permanente ("On the Job Learning") finalizzante ad attuare un rinnovamento ricorrente delle conoscenze, sia per l'aggiornamento dello sviluppo professionale in molteplici settori lavorativi, ed anche per la formazione di professioni innovative di cui la dinamica del cambiamento e' carente (skills shortage) (5)
In tale prospettiva il "Net-.learning" si sviluppa proponendosi come sistema generatore di nuove strategie di investimento produttivo per la formazione del "capitale umano" piu' appropriata alla dimensione del cambiamento dello sviluppo socio-economico contemporaneo, che transea dalla "societa' industriale" alla "societa della economia della conoscenza".

Infine una distinzione tangibile tra il modello di "e.learning" di tipo FaD , e di "NET-Learning" si rileva proprio in proposito della utilizzazione del "Software ITC", che nel caso delle FaD, comporta una forte spesa per la utilizzazione di sofisticate piattaforme tecnologiche, valutate in una prospettiva di investimento di tipo "Macro-economico"; mentre il "NET -Learning", finalizzando le proprie attivita' dalla quantita di istruzione verso la qualita della formazione professionale, necessita di evitare alti livelli di spesa e quindi di rischio imprenditoriale e pertanto di preferenza si uniforma allo slogan : "Small Business for Big Ideas" , passando alla utilizzazione di tecnologie di formazione interattiva a basso costo, nell' ambito di una prospettiva "micro-economica", piu' aderente ai ritmi del cambiamento della domanda di rinnovata elaborazione delle conoscenze manageriali.

Tale distinzione tra le stategie di "e.learning" per la formazione a distanza e le piu' avanzate soluzioni di "NET-learning" di formazione "senza distanza", illustra pertanto il profilo critico/competitivo della fase attuale del rinnovo della gestione delle conoscenze , la quale prelude alla riconversione progressiva dell' intero assetto economico e produttivo nella societa' post-industriale contemporanea.
La fase in cui viviamo infatti conduce a privilegiare la formazione del "capitale umano", vista in relazione al cambiamento dei sistemi di produzione, e cio' comporta un dispoporzionalemto del valore economico tra capitale intellettuale e capitale materiale, che rende progressivamente obsoleta la civilta' della produzione di macchine, rispetto alla prospettiva di nuove strategie di creazione del valore dei network di impresa, che si impegnano nell' assicurare uno sviluppo eco-sostenibile in vari settori strategici, i quali richiedono un approccio multidisciplinare e una capacita' formativa e di apprendimento fortemente correlata alla innovazione ed alla creativita'; tra essi citiamo: la sicurezza alimentare, l' inquinamento urbano, la produzione bio-tecnologica…la valorizzazione dei beni culturali e scientifici ecc.ecc ) tutte tematiche che indubbiamente impongono un cambiamento profondo delle relazioni tra formazione ed apprendimento, proprio per il fatto che debbono essere correlate all' insieme dello sviluppo socio-economico dell' era digitale e della globalizzazione dei mercati.


In questa ottica e' necessario individuare sia le risorse umane che quelle finanziarie ("intangible and tangible assets") di cui dotarsi per studiare e sperimentare le modalita' di formazione piu' specificatamente adeguate ai trend evolutivi della trasformazione socio-economica contemporanea, in modo da costruire punti nodali significativi della rete, tali che aggregazioni di partenariato tra Universita', Scuola ed Impresa interagenti entro sistemi di "NET-Learning", siano in grado di assicurare la crescita della conoscenze innovative necessarie per garantire una nuova dimensione epocale della generazione del valore aggiunto per un rinnovato sistema socio-economico.

Proprio al fine di individuare una strategia ed i necessari "assets " per la realizzazione di un sistema di "NET-Learning" a basso costo, il "Dipartimento delle Intelligenze Multiple" dell'Università di Firenze (8), ha focalizzato la sua attenzione sui temi della pluralità di rappresentazione della conoscenza e delle strategie di formazione ed apprendimento in rete telematica interattiva, proponendo la realizzazione di un circuito di riflessione, predisposto alla realizzazione di un MASTER ON LINE (da gestire in rete in modo asincrono e sincrono), sulla tematica delle relazioni tra "Cervello, Informazione ed Apprendimento".
Tale MASTER ON LINE sara' finalizzato per dare le basi cognitive essenziali per attuare una vasta collaborazione tesa verso a realizzazione diffusione ed utilizzazione di strategie di "NET-Learning", riflettendo responsabilmente sul loro impatto, sia sulla formazione cerebrale dei giovani, che sullo svluppo socio-economico contemporaneo, in modo che la progettazione sia funzionale alla acquisizione di consapevolezza sulle nuove potenzialita' di apprendimento nel contesto evolutivo delle nuove esigenze di creazione di nuove possibilita' di lavoro intellettuale emergenti dallo sviluppo della "Societa' Europea della Conoscenza".



Relazione scritta per il Ted 2002 -Genova


Biblioweb:


(1) Dalla catena del valore alla ragnatela del valore
(2)La cultura e la gestione del rischio
(3) Net Learning - The ultimate e.learning system
(4) Categories of e-learning - Glossary of e-learning Terms

(5) Skill Shortage

(6) Business Labor University
(7) Learning . Net :
(8) Dipartimento Intelligenze Multiple

 PAOLO MANZELLI    - 09-02-2002
ECONOMI@ ON LINE (Knowledge-Intensive Economy )
Caratteristiche distintive della trasformazione della economia di mercato.
Paolo Manzelli LRE@unifi.it ;
Http://www.Chim1.Unifi.IT/group/education/index.html
- RELAZIONE al CORSO SCUOLA dell’ INNOVAZIONE :
http://www.fita.it/aiscris/si/si.html

La “Economia della Societa’ della Conoscenza”, ha attualmente una forte

potenzialita’ per decollare, che e’ ancora inespressa nella prassi
dello sviluppo contemporaneo. Infatti nei recenti anni trascorsi abbiamo

assistito ad un forte impatto speculativo, che ha accompagnato la
valutazione azionaria in Borsa dei titoli di aziende in Internet , gran

parte delle quali hanno poi subito un ridimensionamento se non
addirittura un tracollo.
Comunque un lento processo di evoluzione del lavoro (e.work) in ambiente

“Knowledge Intensive” si e’ innescato ed attualmente sta prendendo
consistenza sempre maggiore, fornendo la base per la organizzazione
delle risorse umane professionali , capaci di edificazione della
ECONOMI@ ON LINE, e cioe’ del fattore primario di sviluppo della
“Societa’ della Conoscenza”, che nasce con gli inizi di questo terzo
millennio in sostituzione della obsolescente “Societa’ Industriale”.
Si e’ creduto in un primo momento di euforia per la nascita della
“nuova economia”, che per istaurare un il nuovo corso ECONOMI@ ONLINE,
fosse in certo qual modo sufficiente una
, mentre e’ fuori da ogni dubbio il fatto che la nascente “Societa’
della Conoscenza”, dovra’ sviluppare e diffondere una sua propria
cultura economica innovativa, per innestarla profondamente nel terreno
delle vecchie concezioni economiche . (1)
La difficolta’ che sperimentano coloro che si prodigano nel fornire la
basi concettuali ed educative adeguate a favorire lo sviluppo della
ECONOMI@ ONLINE, sostanzialmente dipendono dal fatto che le culture non
possono essere innescate con modalita meccaniche, in quanto si formano e

si trasformano con un andamento biologico non lineare, a partire dalla
storia culturale della societa’ in cui vivono, sia a riguado degli Enti
Pubblici, ed anche a riguado di ciascuna singola Impresa . Pertanto i
processi di cambiamento debbono sapersi integrare al fine di sostituire
i processi economici preesistenti, in maniera tale che, l’ innovazione
concettuale, che corrisponde alla ECONOMI@ ON LINE, abbia la
possibilita’ di situarsi nell’ ambito di una significazione culturale
condivisa, in maniera tale da generare concrete capacita’ di gestione (

Knowledge Management Innovation).del nuovo corso di sviluppo, che
necessita di correlare in un sempre piu’ stretto rapporto: “Ricerca,
Innovazione e Competitivita’.
Quindi c’e bisogno di capire quale sia il fulcro del passaggio tra le
potenzialita’ ECONOMI@ ONLINE e le strategie di una prassi di sviluppo
della “Societa’ della Conoscenza” , in modo che si possa correlare
direttamente alla crescita della creativita’ per la produzione ed
integrazione di nuovi saperi, congiuntamente alla formazione di
competenze manageriali, capaci di competere per la trasformazione
socio-economica, la quale condurra’ al superamento definitivo delle
caratteristiche economiche e strutturali della produzione e della
organizzazione del lavoro che sono state proprie della “Societa’
Industriale”.
In questo comune sforzo di comprensione possiamo asserire che la
“Economia della Conosenza” proposta dalla conferenza di Lisbona del
marzo 2000 sul tema "eEurope" (2) sara’ sostanzialmente diversa dalla
“conoscenza della economia aziendalistica”, tradizionalmente
codificata, infatti la sfida della “Economia della Conoscenza”, consiste

nel rendere il sapere un fattore competitivo, ma, perche’ cio’ avvenga
e’ necessaria una elaborazione e condivisione organizzata di conoscenze

estraibili da un sistema di sviluppo senza frontiere, nell’ intento di

sviluppare nuove strategie di “management cognitivo” finalizzato a
creare “extendede enterprises” (3) catatterizzate da elevate relazioni
di fiducia, tra un vasto partenariato di impresa ( composto da
Universita’ , Centri di Ricerca , Enti pubblici e Privati e
Associazioni… ) , sostanzialmente basato su legami di solidarieta’ per
il comune sviluppo. Tale evoluzione verso la “Societa della Conoscenza”
e’ infatti potenziamente insita, in qualita’ di elemento fondante ,
nella appropriata utlizzazione di un sistema di rete interattiva nel
WORLD WIDE WEB .
Quanto sopra accennato diverra’ possibile, evitando ogni aspetto di
gerarchizzazione burocratica e coercitiva tesa al controllo di una
economia aziendalistica tradizionalemente intesa, per generare,
integrare ed utilizzare e comunicare nuove idee di sviluppo,
selezionando quelle condivisibili al fine di abbandonare quelle
sbagliate ed obsolete, nel quadro di legami di solidarieta’ e di
eco-sostenibilita’ nel confronti dell’ ambiente, attuando rapporti di
co-partnership nella progettazione economica per uno sviluppo della
ECONOMI@ ONLINE, sempre piu’ esente da palesi e gravi diseconomie
sociali.
Comunque sappiamo che proporre oggi con immediatezza tali criteri
realmente risolutivi dell'economia del sapere, per un superamento di una

economia aziendale esclusivamente basata su una imperante e rigida
logica del profitto, sarebbe come tentare di ….. alcolisti con incontri e libagioni in enoteca>.
Pertanto per favorire l’ evolvere dello sviluppo secondo la logica
intrinseca della rete verso la Societa’ della “Economi@ della Conoscenza

“, sara’ necessario capire, per confronto, quali siano le tappe
salienti di tale ineludibile e progressiva trasformazione delle
caratteristiche distintive della transizione epocale della economia del
mercato (4)

Confronteremo quindi le caratteristiche di due fasi precedenti allo
sviluppo progressivo della ECONOMI@ ONLINE:

a) la fase finale della Economia Industriale ; b) la fase della
INTERNET-ECONOMY;
quest’ ultima determina le basi della complessa transizione economica ,
assumendo alcune caratteristiche fondanti della fase finale e stabile
della “Economi@online” . Infatti i processi gia’ innescati dalla fase
contemporanea della “net-economy,” hanno prodotto effetti di un
notevole cambiamento, sia a livello di produzione che di organizzazione

del lavoro.

- Per inciso dobbiamo purtroppo constatare che oggi si perpetra il
tentativo di inglobare tutti i rapporti sociali e culturali nella sola
attività mercantile, aumetando in tal guisa la instabilita’e la
incertezza del sistema economico complessivo, in conseguenza ad un forte

squilibrio di valore monetario, tra beni materiali e beni immateriali,
che, data la crescente produttivita’ dei beni immateriali , sara’
opportuno risolvere nella prospettiva stabilizzatrice della “Economi@
online”, per non passare direttamente ed irreversibilmente verso il
disastro di una cieca e sorda alla necessita di cambiamento proposte
dalle direttive di una “Economia Mercantile Globalizzata”. Quindi
proprio per comprendere meglio l’ andamento delle modalità di sviluppo
economico tra la “societa industriale” e la “societa’ della conoscenza”,

poniamo quindi a confronto gli elementi distintivi essenziali
caratterizzanti le suddete due fasi di sviluppo:

a) Le imprese organizzate secondo i dettami della economia classica
della societa industriale hanno come riferimenti essenziali :

a.1.) Struttura “Capital Intensive – Solid Resource Based” , cioe’ con
la prevalenza di risorse tangibili (Tangible assets) su le risorse
intangibili (Intangible Assets)
a.2.) Organizzazione gerarchica : basata sulla routine organizzativa,
fondata su procedure ripetibili; pertanto le Risorse Manageriali sono
prevalentemente istruite dalla esperienza acquisita con competenze
specifiche correlate a una precisa definizione di mansioni ed a livelli
decisionali gerarchizzati e da poca dimestichezza con l’ utilizzazione
delle tecnologie ITC ( Information Technology of Communication).
a.3.) Programmazione dello sviluppo di impresa cumulativo e lineare,
entro contesto sociale in cui la economia aziendale si impone come
branca determinante della scienza economica, e della economia politica.
a.4) Valutazione dello sviluppo di impresa considerata sostanzialmente
sulla base del reddito del Capitale Investito, mediante un calcolo del
profitto monetario ottenibile dalla differenza tra costi e ricavi.
(Cash Flow)
a.5) Pubblicita’: “Brand- marketing” , basato sulla reclamizzazione
della produzione e del marchio di Impresa su mass – media ( TV. radio,
giornali, Manifesti…)

b) La nuova imprenditorialita’ organizzata nel quadro contemporaneo
della “NET-Economy” non ha ancora un quadro di caratteri distintivi ben

definito, in quanto molto spesso l’ impulso imprenditoriale si e’
arrestato allo stadio di “START UP” di impresa , subendo recentemente un

ridimensionamento a causa degli investimenti specultativi in Borsa ;
comunque le imprese che hanno saputo imporsi nella nuova logica
economica, hanno sviluppato modelli di “Extended Enterprises” che
presentano le seguenti caratteristiche:

b.1.) Struttura “Capital Extensive” , basata su criteri di investimento
(Scalable Business) e risorse intangibili ( Intellectual Assets)
anch’esse estese in quanto fornite nel quadro di un partenariato di
distretto territoriale o di filiera produttiva e commerciale,
organizzato per accordi (Business to Business) o strutturati in termini
di “franchising”, spesso comprensiva di alleanze ( in outsoulcing) ,
per servizi di consulenza ( anche con Universita’ e Centri di
Ricerca&Sviluppo) e mediante convenzioni per la logistica dei trasporti
, programmi di formazione permanente (e.training programs) e di
marketing di insiemi di propaganda multi-marchio.
b.2 ) Organizzazione collaborativa , anche per tramite una elevata
utilizzazione di software e piattaforme tecnologiche di informazione
della comunicazione in Internet (ITC) quali sono i cosi’ detti “Portali”

orizzintali o verticali (Vortals).
- Punto di debolezza di tali sistemi di cooperazione organizzativa
risiede nella carenza di adeguate competenze di Knowledge Management (5)

ed anche di capacita di lavoro di operatori di rete (e.work skill
shortage) (6).
b.3.) Programmazione dello sviluppo finalizzata all’ estenzione e la
internazionalizzazione del mercato di filiera o del distretto
territoriale. Al fine di trovare compatibilita ‘ e promuovere un
vantaggio comparato per posizionare il sistema di sviluppo locale o la
particolare filiera nelle prospettive di internazionalizzazione della
economia globale.
b.4) Valutazione dello sviluppo di impresa : nel caso della
NET-Economy, essa assume una dimesione “sistemica” in quanto e’
relativa ad un complesso insieme di impresa in una rete di interessi
resi complementari. Questi ultimi , se non vengono ben assestati sulla
base di un rapporto di fiducia ben controllabile entro un “business &
working plan”, che non sia unicamente basato sul “Cash Flow” del
profitto, ma su la conquista e mantenimento di fette piu’ ampie di
mercato, rischiano di incanalarsi verso una sistematica tendenza di
perdita di controllo co-operativo, la quale degenera in entropia
organizzativa del sistema del NET-working di impresa , con il risultato
di aumentare e esponenzialmente il rischio di un continuo
reinvestimento, teso a riparare incomprensioni e presupposti errati, che

pertanto risulta incapace di seguire la dinamica del sistema
socio-economico in trasformazione.
- Un altro punto di debolezza consiste nel fatto che l’ identificazione
di nuove strategie trasformazione produttiva, economica e finanziaria
della gestione nella INTERNET –ECONOMY , ha sostanzialmente la
necessita’ impellente di riconvertire il contesto culturale nel quale ha

prosperato la classica economia aziendale, che in epoca industriale si

era imposta imposta come branca determinante della scienza economica, e

della economia politica.
b.5 ) Pubblicita’ : anche nel settore del “marketing on line” si denota
una ampia strategia finalizzata al passaggio da metodologie di
propaganda generaliste e di massa, verso la individuazione di strategie
di pubblicizzazione digitale interattiva ( WEB-Marketing), orientate a
mantenere l’ attenzione ed coinvolgimento personalizzato della
clientela (7) , ovvero correlate alle attivita’ di sostegno e di
pianificazione per il marketing culturale, sportivo ed anche
filantropico.

In definitiva la sfida alla conversione verso la stabilizzazione di
lungo termine della fase di sviluppo eco-sostenibile e solidale della
ECONOMI@ ONLINE (“Knowledge-Intensive Economy”) e’ attualmente,
estremamente aperta e quindi presenta fondati elementi di rischio di
fratture tra forze conservatrici e anticipatrici, spesso aggregantesi in

modo trasversale rispetto alle tradizionali distinzioni di politica
economica, proprio in quanto i caratteri distintivi delle varie fasi
economiche conviveranno, dispoponandosi gradualmente a netto vantaggio
della interazione cooperativa, come avviene in effetti in ogni dinamica
temporale evolutiva delle popolazioni in un sistema biologico di
interazione tra specie antagoniste. ( vedi ad es. la creazione di nuove

nicchie ecologiche nelle modificazioni ambiemtali degli eco-sistemi)

Comunque e’ possibile notare come siano evidenti le contraddizioni del
vecchio modello di economia aziendale proprio della societa’
industriale, in quanto esso non puo’ piu’ avere prospettive di crescita

illimitata , proprio perche’ fenomeni congiunti e congiunturali,
delineano la necessita’ di adeguare i sistemi economici a criteri di
salvaguardia dello sviluppo sociale della economia politica, tali che
abbiano il fulcro su modelli adeguati alla eco-sostenibilita’ e
solidarieta’ della crescita globale della ECONOMI@ ONLINE.

- 1) il modello Consumistico parametrato su rigidi criteri del profitto
di impresa, non riesce a delineare una strategie di creazione di nuovi
bisogni, ma viceversa tende a ridurre la sua capacita’ di espansione dei

consumi, in relazione ad una popolazione detentrice della ricchezza
monetaria, sempre piu’ concentrata a causa di evidenti sperequazioni
prodotte dal cosi detto “libero mercato”, che generano pesanti
problematiche di recessione , che amplificano la disoccupazione e la
sotto occupazione e cio’ colpisce, anche nei paesi piu’ avanzati,
principalmente le giovani generazioni.

- 2) il problema Ecologico dovra’ essere affrontato direttamente e con
forte determinazione , ed esso genera la necessita’ di una risposta per
un miglioramento qualitativo delle produzioni che determina la
definizione di quadro legislativo finalizzato al rispetto dell’
ambiente che certamente aumenta i costi di investimento ( … per la
modernizzazione telematica delle imprese , riorganizzazzione e
controllo di qualita’ della produzione , rilocalizzazione.degli impianti

ecc. ecc..) favorendo nel complesso le scelte di produzione e consumo
fortemente innovative.

Queste due principali problematiche, senza una prospettiva di un diffuso

cambiamento culturale e di intelligenza economica e sociale creativa,
genereranno a breve scadenza insostenibili condizioni di crisi
economica e sociale , il cui antidoto risiede nella crescita di
conoscenza e di innovazione tecnologica e scientifica e culturale .

In riferimeto a tali aspetti la Unione Europea, ha riconosciuto che
uno dei piu’ importanti criteri di sviluppo emergenti dalla prospettiva

denominata “e.Europe” , i quali definiranno le linee di guida del VI°
programma quadro, risiede nel creare uno “SPAZIO EUROPEO PER LA
RICERCA”, il cui carattere fondamentale poggia sulla “Knowledge
Intensive Economy “, che a sua volta fonda la sua strategia di sviluppo,

tramite piu’ strette relazioni tra scienza e societa’ al fine di
realizzare una “diminuzione dei tempi “, che intercorrono tra la
crescita della ricerca ed innovazione tecnologica e cognitiva ed il
successivo impatto economico emergente dalle applicazioni scientifiche
e tecnologiche, collocate nell’ ambito delle capacita’ produttive e
della estensione internazionale dei mercati.
La normativa e le linee di guida del VI° programma Quadro della U.E.
dedicheranno particolare attenzione alla Piccola e Media Impresa , in
quanto piu’ attiva nel determinare aumento di impiego, e in tale
prospettiva decreteranno un notevole sostegno finanziario per creazione

di nuove imprese ad alto contenuto tecnologico e di qualita’ della
produzione. (8)

Un’ altra area chiave (Key Area) per innovazione finalizzata e produrre
un deciso rinnovamento della ECONOMI@ ONLINE , potra’ svilupparsi
progressivamente, mediante la ricerca di approcci di sviluppo economico

alternativi (9) , associati alla identificazione di nuove strategie e
processi di apprendimento on line, utili per per garantire la
trasparenza dei cicli e filiere produttive, sviluppare e migliorare le
capacita del lavoro intellettuale, applicare criteri di commercio equo
e solidale, fondando la forza di trasformazione cosciente, nella
capacita’ intelligente dei consumatori nell’ attuare un aperto
confronto sui reciproci interessi, specialmente a riguardo del profilo
di qualita’ delle attivita’ produttive.
I caratteri distintivi di tale strategia, tesa a rafforzare il potere

d’ acquisto dei consumatori, con modalita adeguate a creare una domanda

per una migliore offerta di prodotti all’ impresa, saranno orientati a
dare impulso ad iniziative di “e.learning on the job” , cioe’ di
formazione permanente in rete telamatica, il cui scopo principale sara’
la organizzazione di “comunita virtuali transnazionali”, le quali,
favorendo lo sviluppo del “commercio elettronico” aumenteranno la
interattivita’ tra produttori e consumatori , non solo per definire le
strategie basate sul prezzo, ma che , piu’ appropriatamente,
comporteranno la crescita della ECONOMI@ ONLINE, tramite l’
indentificazione sperimentazione e la validazione di nuove strategie e
processi di sviluppo commerciale, agenti sul mercato globale, fondati
sul binomio “qualita –innovazione”, con modalita’ di crescita economica

capaci di trovare compatibilita’ “sostenibilmente eque” , tra il sistema

di sviluppo locale e la economia globale.
Conseguentemente, il procedere speditamente verso la ECONOMI@ ONLINE ,
e’ in tale contesto ed in gran misura derteminato dalla capacita’ di
generare attivita’ di formazione collaborativa ( NET-Learning) (10),
finalizzate ad emancipare una cultura della innovazione tra scienza e
societa’, in maniera che le iniziative culturali e formative ,
perseguano il criterio di "CREATIVITA' OPERATIVA", mutuato dalla
integrazione tra arte e scienza , teso a proporre una traduzione
operativa delle scelte di sviluppo economico socialmente e storicamente
utili.

Concludendo sappiamo tutti che il vecchio saggio dice : “tra il dire ed

il fare c’ e’ di mezzo il mare”; questo mare e’ rappresentato dalla rete

del World Wide Web, che per quanto ancora oggi non abbia scovato le
capacita’ di una sua effettiva ed efficace utlilizzazione nei riguardi
della ECONOMI@ ONLINE, resta la sfida piu’ attuale da comprendere e
risolvere, proprio per non “affondare” a causa dell’ incapacita’ di
remare in un mare complesso e burrascoso di estensione globale, che
necessita di un cambiamento sostanziale delle ragioni del profitto e
della comunicazione tra uomini di buona volonta’.

BIBLIO – LINKS

(1) - Economia della Conoscenza :
http://www.edscuola.it/archivio/lre/eccon.html

http://www.edscuola.it/archivio/lre/nuoeco.html
(2) “e.Europe” : http://www.eussor.org/siee/ee.htm
(3) Extended Enterprises :
http://www.edscuola.it/archivio/lre/extend.html
(4) Business Labour :
http://www.egocreanet-campania.org/progetti/blues_university.htm
(5) “Net Economy: competenze per competere:
http://neteconomy.cuoa.it/obiettivi.html
(6) Il lavoro nella net economy? :
http://www.rassegna.it/2002/letture/ejob.htm
(7) Osservatorio Web Marketing :
http://helios.unive.it/webmarketing/Home.htm
(8) VI Progr. Quadro di R&S U.E. 2002-2006) -
http://www.unifi.it/ricerca/VIpq.html
(9) Carta Commercio equo-solidale :
http://www.citinv.it/equo/criteri/carta_criteri.htm
(10) NET-Learning : http://www.edscuola.it/archivio/lre/netlearning.html

ECONOMI@ INTERNET : http://www.edscuola.it/lre.html

http://www.nove.firenze.it/economia.htm