breve di cronaca
Comunicato
Di.S.A.L. - 14-02-2004

Di.S.A.L.
Dirigenti Scuole Autonome e Libere
Associazione professionale dirigenti scuole statali e paritarie
Ente qualificato dal Miur alla formazione


Milano, 13 febbraio 2004

Alla presenza delle massime autorità scolastiche regionali del Piemonte si è svolto,oggi 13 febbraio, il primo seminario DiSAL per dirigenti e vicari delle scuole statali e non statali, nell’aula magna dello storico Liceo Classico “D’Azeglio” del centro di Torino. La partecipazione imprevista di un centinaio colleghi e vicari di varie province e l'interessante livello di relazioni e dibattito hanno realizzato un avvenimento di solidarietà professionale e di amicizia imprevisto. Sotto la guida di Ezio Delfino, dirigente scolastico di Dronero, all’inizio del seminario ha portato il proprio saluto l'Assessore Regionale Giampiero Leo che ha dichiarato il sostegno della Regione ad iniziative professionali capaci di collaborare costruttivamente al processo di riforma. Il dott. Catalano, Direttore Scolastico Regionale, con la simpatia che lo caratterizza, ha ricordato come l’autonomia delle scuole sia la grande sfida e occasione della riforma. Il dott. Giovanni Desco, dell’Ufficio del Sottosegretario all’Istruzione on. Aprea, ha fatto il punto del lavoro del Miur sui decreti, indicando scadenze, chiarendo l’importante partita del ciclo secondario come vera grande novità del processo riformatore. Il prof. Ermanno Puricelli, del gruppo di ricerca sulla riforma che opera col prof. Bertagna, ha offerto con lucidità ed completezza gli elementi pedagogici che caratterizzano i piani di studio personalizzati ed ha esemplificato come la novità pedagogica spinga dirigenti e docenti a “pensare” in modo nuovo la realtà della propria scuola. Il prof. Aldo Rizza, preside di liceo, ha descritto i problemi che la riforma pone alle scuole paritarie suggerendo il compito di direzione culturale che il preside deve assumersi. Nel dibattito si sono approfonditi aspetti organizzativi del quadro orario, degli organici, della figura del docente tutor, della corretta modalità con cui guardare al dialogo con le famiglie. Roberto Pellegatta, presidente nazionale DiSAL ha concluso i lavori indicando l’associazione professionale come ambito concreto di aiuto per i dirigenti nell’assumersi le proprie responsabilità di guida educativa ed organizzativa delle scuole, guardando al percorso della riforma come grande occasione di professionalità e rivendicando per questo l’importanza di seri e razionali investimenti. A rendere ancor più rappresentativa la realtà scolastica regionale al seminario erano presenti anche il presidente e consiglieri dell’Irre, diversi ispettori tecnici e rappresentanti di associazioni professionali e di scuole autonome.

Il presidente Roberto Pellegatta

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 red    - 14-02-2004
Altre voci dalle Dirigenze

Dal sito Cgilscuola il testo di una “Lettera aperta” ai colleghi da parte dei Responsabili Nazionali dei Dirigenti Scolastici CGIL CISL UIL Scuola in cui si affrontano i temi oggi all’attenzione dei Dirigenti Scolastici: il Decreto attuativo della legge 53/2003 nel primo ciclo; la mobilitazione dei Dirigenti Scolastici a tutela della loro autonomia gestionale e dei loro livelli retributivi

Per l'Autonomia, contro il decreto attuativo della legge 53, per la dirigenza scolastica

Cara/o Collega,

con la presente lettera aperta vorremmo insieme a te fare il punto su due grandi questioni che in questo momento ci riguardano assai da vicino:
- il Decreto attuativo della legge 53/2003 con i connessi problemi gestionali e organizzativi;
- la mobilitazione dei Dirigenti Scolastici per la salvaguardia e la valorizzazione della loro autonomia professionale e della loro condizione retributiva.

Il decreto attuativo della Legge 53/2003

Il varo del Decreto attuativo della legge 53/2003 avvenuto il 23 gennaio 2004 apre numerosi problemi di gestione e di organizzazione che metteranno a dura prova la tenuta delle istituzioni scolastiche quali luoghi di erogazione del servizio istituzionale scolastico.

Per la prima volta nella storia del Paese assistiamo alla produzione di misure per la scuola pubblica che si connotano per una logica di sottrazione: di tempo scolastico, di curriculum, di risorse professionali, di organico, di risorse finanziarie.

E tutto ciò avviene in un modo affrettato, forzato, senza un coinvolgimento dei soggetti professionali e dei protagonisti, a vario titolo, del fatto formativo: Dirigenti Scolastici, Genitori, Docenti e Ata, Enti Locali. Anzi, tutto ciò avviene in una situazione di forte protesta di quegli stessi soggetti e protagonisti che si sentono esclusi dalla partecipazione al processo decisionale.

Forzature dei tempi e delle decisioni mettono le scuole e i Dirigenti Scolastici nelle condizioni di non poter interloquire con argomentazioni certe e rassicuranti, fondate su di un chiaro ed esigibile impianto normativo, che deve essere proprio delle istituzioni scolastiche.
La stessa Circolare sulle iscrizioni, infatti, piuttosto che contenere e risolvere lo stato generale di incertezza e preoccupazioni dell’utenza e del personale, si è riservata di dare ulteriori istruzioni ed indicazioni riferite alle aree di attività opzionali/facoltative in attesa di definizione del quadro normativo. Le iscrizioni sono avvenute di fatto in base all’ ordinamento vigente e in base all’offerta formativa in corso nelle scuole, ma ordinamento e offerta formativa saranno fra breve cambiati.

La scuola e la Dirigenza vengono concepite come terminali ultimi esecutori di decisioni e di scelte che fanno capo ad altri soggetti: il MIUR, le Direzioni regionali, i CSA, gli Enti Locali. L’autonomia delle scuole è mortificata se non annullata dentro uno scenario che non le vede protagoniste: l’attivazione, ad esempio, dell’anticipo nella scuola dell’infanzia è affidata alla concertazione fra Uffici Scolastici e d Enti Locali, senza il coinvolgimento delle scuole.
La stessa offerta formativa, al di là del curriculum obbligatorio ridotto a 27 ore e la cui ridefinizione è ancora tutta da conoscere nelle sue conseguenze anche sulla dotazione professionale, è declassata nella quota facoltativa ad una scelta a domanda individuale da parte delle famiglie: l’attività propria dei Collegi e dei professionisti dell’insegnamento, che consiste nella capacità di lettura dei bisogni di formazione e nella loro traduzione in offerta formativa è di fatto annullata.

La Dirigenza Scolastica ha le sue radici nobili nell’ordinamento dell’autonomia, non è una Dirigenza esecutiva, ma fonda la sua specificità nell’essere espressione di una volontà collettiva di una particolare comunità educativa. E’ a tale comunità, ivi comprese le componenti professionali della scuola, che lo statuto dell’autonomia affida la responsabilità di scelte organizzative e didattiche finalizzate al pieno soddisfacimento del diritto all’istruzione e formazione.

In tale contesto la figura del tutor, ad esempio, non può essere introdotta per Decreto. Essa è questione di organizzazione didattica che attiene alla competenza dei Collegi, ed è questione di organizzazione del lavoro che attiene alla competenza della contrattazione sindacale.Per questo ogni determinazione in merito non può che essere assunta attraverso quei passaggi didattici e contrattuali, che il Decreto tende a conculcare.

In questo quadro, pensiamo che noi dobbiamo interpretare il nostro ruolo nell’ attuale contingenza, lavorando, nel rispetto delle Leggi e dei provvedimenti conseguenti, affinché sia offerto all’utenza il massimo del tempo consentito, affinché sia salvaguardato il massimo della dotazione organica e delle professionalità attualmente a disposizione, affinché l’offerta formativa sia il frutto della elaborazione collettiva dei professionisti della didattica e della cultura e non il casuale affastellarsi delle domande individualistiche e soggettive di una utenza segmentata difficilmente riconducibile ad una dimensione culturale senza l’intervento ordinatore della scuola.
Per affermare queste idee vi invitiamo a partecipare alla grande manifestazione nazionale indetta da CGIL CISL UIL e da CGIL CISL UIL Scuola in Piazza della Repubblica a Roma il 28 febbraio, ore14.

Per il Contratto dell’Area V, per l’autonomia del Dirigente, per la sovranità del Contratto

CGIL CISL UIL Scuola hanno presentato dall’ormai lontano settembre 2002 la piattaforma unitaria per l’avvio del negoziato contrattuale dell’Area V della Dirigenza Scolastica.
Da quel momento si sono susseguite incessantemente le iniziative, anche congiuntamente allo Snals, per l’apertura delle trattative, per il bando di concorso ordinario per il reclutamento dei Dirigenti scolastici e, da ultimo, per il ritiro della C.M. 49/2003 con cui il Miur, estendendo arbitrariamente e contro la volontà parlamentare alla Dirigenza Scolastica la legge 145/2003 cosiddetta dello spoils system, ha colpito gravemente l’autonomia gestionale e professionale dei Dirigenti Scolastici.
Il punto più alto della nostra mobilitazione è stata la prima riuscitissima manifestazione pubblica dei Dirigenti Scolastici italiani davanti a Palazzo Madama il 21 ottobre 2003, giornata in cui si sono esauriti gli incontri richiesti e ottenuti con tutti i gruppi parlamentari, con il Presidente della Commissione cultura del Senato, con il Ministro della Funzione Pubblica, Dott. L. Mazzella. In quegli incontri tutti i nostri interlocutori hanno riconosciuto la fondatezza delle nostre ragioni alla base delle nostre rivendicazioni.
Il Ministro dell’Istruzione, che pure non aveva mancato di fornire in occasione del tavolo di conciliazione del 5 settembre, convocato a seguito della proclamazione dello stato di agitazione, tramite i vertici amministrativi del MIUR, promesse e assicurazioni, non ha dato seguito a nessuno dei suoi annunci: niente avvio delle trattative, niente indizione del bando di concorso ordinario per Dirigenti scolastici, e nessuna iniziativa tesa al ritiro della CM 49/2003 e ripristino della sovranità contrattuale in materia di rapporto di lavoro.
Oggi, anche gli altri Dirigenti delle Pubbliche Amministrazioni vengono chiamati alla mobilitazione dalle Confederazioni CGIL CISL UIL.
La nostra lotta così si inserisce in un fronte più vasto e più forte, dal momento che le grandi Confederazioni assumono su di sé la questione della Dirigenza come fondamentale condizione di difesa dell’efficienza e della qualità dei servizi pubblici. Ma, in questo contesto, la Dirigenza Scolastica, in accordo con le Confederazioni, manterrà le sue specificità rivendicative centrate sull’equiparazione retributiva alle altre dirigenze di stato e sulla salvaguardia dell’autonomia delle istituzioni scolastiche come fondamento dell’autonomia della Dirigenza Scolastica.
Saremo dentro le lotte più generali, parteciperemo all’Assemblea nazionale per il Contratto delle Dirigenze pubbliche e ci prepariamo ad una giornata di lotta con sciopero, ove non dovessero arrivare segnali positivi dalla controparte.

Cara/o collega,

ti chiediamo perciò di essere con noi e con le nostre lotte soprattutto in questo difficile momento per la scuola pubblica del nostro Paese.
Ti chiediamo di partecipare alle nostre assemblee che da due anni a questa parte stiamo svolgendo in tutte le Regioni e in tutte le Province, e ti diamo di nuovo appuntamento per la manifestazione nazionale del 28 febbraio 2004 a Roma contro il D.L.vo di attuazione della legge 53/2003, per la qualità della scuola pubblica, per la difesa del carattere nazionale dell’istruzione.

Un caro saluto e buon lavoro

I Coordinatori Nazionali dei Dirigenti Scolastici di CGIL Scuola CISL Scuola UIL Scuola