Libri di testo e portfolio
Claudia Fanti - 12-02-2004
E passiamo a un ennesimo argomento sulla riforma: libri di testo e portfolio

Argomento che passa in sordina, purtroppo!

Dio non voglia che la riforma (per quale motivo però, nonostante la ribellione generale, tutto è filato liscio come l’olio?) vada a rimpinguare le finanze di qualcuno!

Per caso, assolutamente per caso, in uno dei soliti giri a cercare materiale didattico di facile consumo rigorosamente a spese nostre (ormai da anni), siamo capitate in un grande centro di libri e articoli per la scuola…e cosa troviamo? Troviamo l’opuscolo pubblicitario di una grande editrice (non è il solo) in cui compaiono le novità editoriali per le adozioni prossime venture.

Ebbene, i libri proposti per il prossimo anno (delle elementari) sono già belli e impostati (da quanto?) nell’ottica del tutor che sceglie per tutte le materie della "sua" classe: al libro di lettura si affiancano, in un modo che viene detto “multidisciplinare”, altri libri di matematica, informatica, storia, geografia, scienze e tecnologia, informatica…, addirittura schede per il portfolio (belle e confezionate, così non si dovrà fare neppure la fatica di pensare!). Ovviamente chi adotterà un libro di lettura (ci è stato spiegato così) sarà condizionato alla scelta dell’intero “pacchetto”.

Siamo poi rimaste a bocca aperta nella nostra dolce ingenuità di maestre pronte a esaminare e a riebolare di tutto e di più sulle novità: non dovremo più avere nessuna paura, perchè c'è chi ha studiato per noi. Sul mercato ci saranno le guide per l’insegnante per la compilazione del portfolio (all’inizio del prossimo anno,così assicura l'opuscolo informativo, usciranno anche materiali per realizzare i piani di studio personalizzati e dei veri e propri portfolii già pronti: non sappiamo nulla dei contenuti, perché abbiamo potuto “vedere” soltanto le illustrazioni delle copertine, dalle quali si desume che saranno fatti a schede già belle e pronte! !). Il tutto è coordinato con il contributo di grandi nomi della pedagogia. Vuoi vedere che, zitti zitti, già sapevano da molto tempo che la riforma comunque sarebbe passata così, lotte o non lotte!

Una maestra un po’ arrabbiata ha subito esclamato:
- Be’, io cercherò di comprare la guida e il portfolio che costano meno! Le case editrici si faranno pure concorrenza !- (si veda come siamo state rese insicure: subito pensiamo ad acquistare i prodotti di menti che ormai siamo certe essere senza dubbio migliori delle nostre!)

Se qualche collega fosse qui a leggermi, la/lo pregherei di verificare di persona quanto ho scritto andando a sua volta a fare un giro in qualche centro libri per la scuola e di riferire ciò che verrà a sapere dal libraio: gliene sarò infinitamente grata.

Magari mi sbaglio su tutto, allora chiederò scusa.


interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Isa Cuoghi    - 12-02-2004
No, non sbagli, cara Claudia.
Nella mia scuola elementare è arrivata, senza peraltro essere stata invitata, una rappresentante di una casa editrice abbastanza nota, che ha gentilmente comunicato alle insegnanti delle classi quinte che :
- la scelta del libro di testo si farà per le classi fino alla terza (così per caso.. visto che il tutor deve garantire non meno di 18 ore nella stessa classe fino alla terza..)
- i testi sono già aggiornati ai nuovi programmi e sono rivoulzionati.. ( peccato che NOI ancora non li conosciamo quei nuovi programmi)
- a maggio conosceremo anche noi le nuove disposizioni (bontà loro che ce le hanno proposte in anticipo..)

Ecco come va, nella nuova scuola pubblica italiana.
Gli insegnanti saranno solo tappezzeria in un ambiente in cui le famiglie sceglieranno tutto, dall'orario alle programmazioni , dalle attività alla valutazione.. in alcuni casi si sceglierà anche il docente, come ad es. succederà per le attività opzionali.
Noi saremo informati delle novità solo dagli addetti ai lavori, in primis, ovviamente, l'EDITORIA..
E se ci facessimo tutti la sperimentazione dei libri di testo?
Non si adottano libri di testo, ma ogni team insegnante utilizza gli stessi soldi per materiale librario di tutta la classe.

Comunque, ci avviamo ad una fase di altissima conflittualità, nelle scuole saremo chiamati a scegliere, e a decidere, criteri per l'assegnazione del tutor, facile prevedere le difficoltà e i problemi che si creeranno all'interno della classe docente.
E tutto questo nel silenzio, una manifestazione, quella del 28 febbraio, che sarà solo un rituale da cui usciremo caricati .. per subito dopo essere frustrati dalle parole che già conosciamo, e che saranno ancora ripetute da tutti i media..
Ci vuole lo sciopero, questa è l'arma per sfiduciare il ministro, a questo, unitariamente, dovrebbero concorrere sindacati ed associazioni di insegnanti.
Hanno scioperato tutti, per la riforma della sanità, per la riforma del lavoro, per la riforma delle pensioni..ora addirittura la giustizia.. solo quella della scuola è una riforma senza scioperi.. e dire che i motivi ci sono.. è da tanto che lo diciamo e lo motiviamo.. ma noi, si sa, non facciamo audience, nemmeno per i sindacati.

 gp    - 12-02-2004
Inoltro - sul tema sciopero introdotto da Isa - una lettera di Mirco Pieralisi che condivido totalmente.

Care colleghe e colleghi, è chiarissimo oggi che che solo una cosa non è stata fatta finora, dopo mesi di manifestazioni e centinaia di iniziative di
insegnanti e genitori: lo sciopero generale di coloro i quali la riforma dovrebbero applicarla.

Non un'ora del nostro salario è stata sacrificata per
tutelare la qualità, la dignità, del nostro lavoro. Una lettera del manifesto dei 500, richiamando giustamente la necessità e l'urgenza di uno
sciopero unitario proclamato da tutti i sindacati, fanno riferimento ad una presunta divisione tra due iniziative: uno sciopero della scuola indetto dai Cobas e una manifestazione nazionale, senza sciopero, dei 3 sindacati confederali. A me sembra chiaro che non stiamo confrontando due elementi commensurabili. Non ci sono due scioperi in due date diverse! Se da parte dei sindacati confederali ci fosse buona fede, potremmo dire che la manifestazione non esclude lo sciopero. In realtà tutti sappiamo bene che la
manifestazione romana (cui auguriamo comunque una buona riuscita), segna ancora la distanza delle direzioni sindacali dalla richiesta di sciopero che
emerge dal movimento di protesta delle scuole. Molti di noi, non iscritti ad alcun sindacato o indiferentemente iscritti un po' a tutti, si aspettavano
l'indizione dello sciopero il 24 gennaio, all'indomani dell'approvazione del decreto. Ora, dopo centinaia di appelli, di assemblee sindacali, attivi di
RSU, mozioni di scuole, l'appello per lo sciopero viene raccolto solo dai cobas.

Questo fa dello sciopero del 1° marzo lo sciopero dei cobas?

Sarebbe come dire che lo sciopero dei tranvieri era un sciopero dei cobas... Ognuno è padrone di dire quello che vuole, ma penso che quello che sta maturando
nelle scuole è innanzi tutto lo sciopero degli insegnanti, come lo fu quello del 2000 contro il concorsone, che nessuno, in buona fede, poteva
qualificare come "lo sciopero di cobas e Gilda".

Fare lo "sciopero degli insegnanti" significa sapere che da soli non lo possiamo indire, è necessaria una indizione formale e al momento c'è solo quella dei cobas. Se i sindacati confederali non risponderanno ai continui appelli che anche (e soprattutto!) al loro interno chiedono lo sciopero, cosa dobbiamo fare?
Aspettare ancora? Guardarli con disprezzo e scaricare su di loro la colpa del mancato sciopero?

No, noi sciopereremo comunque, indipendentemente dall'autobus che ci fornisce la copertura legale. Lo sciopero ci sarà
comunque
.


Noi ci prenderemo le nostre responsabilità, le direzioni sindacali sono disposte ad assumersi la responsabilità di non dare il loro contributo alla
riuscita dello sciopero anche nelle scuole dove il movimento di protesta dal basso non è ancora maturato?

Sappiamo tutti che per fermare la scuola tutta bisogna che siamo uniti.


Questa unità tra noi c'è. Non può essere compromessa da machiavellismi politici. La riforma non è questione sindacale, non è oggetto di
contrattazione sul mansionario. Stiamo parlando della scuola pubblica e del suo tentativo di distruggerla.
Fino all'ultimo continueremo con gli appelli di iscritti e non iscritti ai sindacati perchè insieme si vada allo sciopero. Aspettiamo ora e subito
l'indizione e una data sicura e ravvicinata.

Ma le direzioni sindacali devono sapere che lo sciopero ci sarà comunque.

E per ora c'è una sola data,
il 17 febbr (pardon) il 1° marzo.
Mirco Pieralisi, Bologna

 Monica    - 12-02-2004
da una parte si dice che la nomina del tutor aprirà contraddizioni nelle scuole, all'interno della calsse docente (??????) dall'altra si raffigura la stessa classe docente compatta nella richiesta dello sciopero.

E allora?

 Maria Teresa di Palma    - 21-02-2004
Sono assolutamente d'accordo. Questa riforma è passata con il beneplacito di Tutti gli attori istituzionali(anche dei sindacati che non hanno permesso che se ne discutesse, con la scusa che tanto non sarebbe passata!) e intanto la Moratti ha convocato tutte le case editrici imponendo di modificare i libri di testo. Così, anche quel poco di buono che nella riforma c'è (perchè non poteva fare a meno di rispettare la legge sull'autonomia scolastica) verrà manipolato in modo che "tutto cambi senza che nulla venga mutato".