Dal diritto all'assistenza
Alba Sasso - 11-02-2004

Buoni scuola alle famiglie pugliesi: il governo regionale trasforma i diritti in assistenza

Dopo tutte le belle dichiarazioni contenute nel Piano di sviluppo regionale della Regione Puglia, dopo tutte le petizioni di principio sulla scuola e sul sistema dell’istruzione come settori su cui investire e come fattori trainanti della crescita e dello sviluppo civile, economico e culturale per la Puglia, il primo intervento della Giunta Regionale in questa materia, annidato nella legge quadro della Regione per la famiglia, consiste nel bonus per le famiglie che scelgono di iscrivere i propri figli alle scuole private.

La scelta fatta dalla maggioranza di centrodestra e dalla Giunta Fitto è una scelta ideologica e “schierata”, è la scelta di incentivare con un marcato sostegno politico e finanziario il comparto delle scuole private, che in Puglia rappresenta una piccola parte di una realtà infinitamente sfaccettata e complessa come quella del mondo dell’istruzione.

Non ci sembra una priorità. È prioritario investire nel diritto a un’istruzione pubblica di qualità per tutte e per tutti, è urgente porre mano alla necessaria revisione del settore della formazione professionale.

Invece, nella linea del governo nazionale, anche il governo regionale fa un’altra scelta: quella di trasformare i diritti in assistenza (e solo per alcuni) e soprattutto quella di mortificare il carattere pubblico dell’istruzione, della ricerca, dell’innovazione.


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 grandecuore    - 11-02-2004
E ti meravigli, cara Alba!
Stiamo sperimentando sulla pelle dei ragazzi e della società civile lo scempio che si sta facendo della scuola pubblica. Ma questo alcuni italiani, SOPRATTUTTO DOCENTI E DIRIGENTI sembra ancora non l'abbiano ancora afferrato completamente.
Dalla scuola verifica, tanto odiata, si sta passando ad una scuola che discrimina, che si limita ad essere per alcuni soltanto una scuola assistenzialista, peraltro senza risorse, impoverita nella sua qualità e snaturata nei suoi principi.
Speriamo che i cittadini aprano finalmente gli occhi e non si lascino accecare o meglio abbagliare da false promesse e falsi obiettivi che non potranno mai essere raggiunti.

 Grazia Perrone    - 12-02-2004
Perdonami, Alba, ma questo tuo, ennesimo, comunicato stampa mi sembra particolarmente ... "floscio".

I cittadini pugliesi (e non solo di questa regione), così come la stragrande maggioranza degli insegnanti italiani sono completamente disinformati, e, come sempre, rassegnati: hanno sopportato tanto, sopporteranno anche questo!

E' perciò necessario che tu - che hai libero accesso ai media - scuota le coscienze mettendo capillarmente a conoscenza l'opinione pubblica delle gravi novità e delle numerose incertezze che la (contro)riforma Moratti comporta.

Perché tanti, troppi insegnanti (e tu lo eri ... una volta!) non sanno che:

- le famiglie avranno potere sulla durata della giornata scolastica;

- avranno possibilità di scegliere le attività facoltative (anche quelle svolte in altre scuole);

- avranno ingerenza nella stesura del percorso individualizzato e del portfolio;

- nessuno ha chiarito quando e come si redigeranno tali percorsi "individualizzati";

- nessuno ha ritenuto opportuno chiarire che cosa farà il docente tutor dopo le 18 ore e che non potrà chiedere il trasferimento (per due/tre anni?)

La stagrande maggioranza dei docenti italiani cioè non sa che la riforma affossa quel poco che rimaneva dell'autonomia professionale del docente..

E della libertà - costituzionalmente rilevante - di insegnamento.

Tu, ora, lo sai.

Che aspetti a dirlo e a farne una battaglia politica?