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Yonathan
Fori Sociali - 10-02-2004
IL GOVERNO DIVENTA OGNI GIORNO PIU' DITTATORIALE.

Parla un pilota israeliano

DI YONATHAN SHAPIRA


Sono Yonathan, uno dei promotori e firmatari della lettera dei piloti israeliani. Qualche settimana fa ero ancora un pilota attivo e capo di una squadra d'elicotteri dell'aeronautica israeliana. La vigilia dell'ultimo Yom Kippour, il Comandante mi ha convocato per annunciarmi che ero stato dimesso dalle mie funzioni per avere annunciato che non avrei più obbedito ad ordini illegali e immorali.

Negli ultimi mesi, il Comandante dell'aeronautica ha fatto il giro delle basi e delle squadre di volo per annunciare che una grande e potente organizzazione sostiene il nostro gruppo e che l'esercito ha tutte le intenzioni di scoprirla e denunciarla al mondo intero.

Voglio rivelare l'identità di quest'organizzazione potente: è un'organizzazione praticamente in ginocchio nella quale siamo cresciuti e dalla quale siamo stati educati. Voglio anche elencare due dei valori fondamentali cui s'ispirano le Forze Israeliane della Difesa (FID)

1) Dignità umana: le FID e i suoi soldati devono rispettare la dignità umana. Ogni essere umano dev'essere rispettato indipendentemente dalla sua razza, dalla sua religione, dalla sua nazionalità, dal suo genere, dal suo statuto o rango sociale.

2) Purezza delle armi: Il soldato non utilizzerà le proprie armi né il proprio potere se non per raggiungere l'obiettivo, secondo l'importanza di tal fine e deve conservare la propria umanità anche durante la battaglia. Il soldato non utilizzerà le proprie armi né il proprio potere per far del male a persone che non sono soldati, combattenti o prigionieri e farà tutto ciò' che è in suo potere per impedire un'aggressione alle loro vite, ai loro corpi o alle loro proprietà.


La notte tra il 22 e il 23 luglio 2002.

Era tardi, la squadra F-16 era alla base. La squadra mobilitata è composta da un pilota e un navigatore. Rotta su Gaza. Attesa dell'ordine d'attacco. L'ordine arriva. Le bombe vengono lanciate. Atterraggio. Rapporto e ritorno. La routine.
In quella specifica missione è stata lanciata una bomba di una tonnellata (ciò equivale a cento bombe suicide) su una casa nel quartiere Al-Daraj di Gaza, uno dei quartieri più popolati. In quest'azione 14 persone sono state uccise e 150 ferite. Quattro famiglie, 9 bambini, 2 donne e due uomini sono stati ammazzati dalla squadra dell'aviazione che ha eseguito la missione e centrato il segno in pieno, credendo di difendere gli Israeliani.

Ecco, invece, cosa ha detto Dan Halutz (il Comandante delle Forze Aeree) parlando della suddetta missione: "Dichiaro che tutto quanto è stato fatto in questa missione, secondo la mia morale è giustificato. Rivolgendosi ai piloti ha ribadito dormite bene questa notte, avete eseguito la missione alla perfezione".

Quella notte, pero', non abbiamo dormito bene, come non abbiamo dormito bene il 31 agosto 2002 quando Daraghmeh è stata annientata e 4 bambini sono rimasti uccisi. Oppure l'8 aprile 2003 quando Al-Arabib e Al-Halabi sono state sterminate e con coloro 2 bambini e 5 adulti. O il 10 giugno 2003, durante un tentativo di annientare Rantissi, una bambina, una donna e 5 uomini sono stati ammazzati. Non abbiamo dormito bene nemmeno l'11 giugno 2003 quando Abou Nahel è stata rasa al suolo e altre 2 donne e 5 uomini hanno perso la vita e nemmeno il 12 giugno 2003, dopo l'attacco a Yasser Taha dove un bambino di un anno, una donna e 5 uomini sono morti.
Tre mesi prima, dopo un blitz di cinque attacchi, due persone ricercate sono state uccise ma con loro sono state annientate anche altre 12 persone innocenti. Il Ministro Effi Eitam e gli ufficiali altolocati dell'aviazione non amano l'espressione Palestinesi innocenti, preferiscono chiamarli dei passanti. In quell'azione sono state uccise 211 persone e circa la metà erano dei passanti.
Quale genere di sicurezza abbiamo avuto in cambio? Attacchi su attacchi, noi con i nostri Apache e loro con i loro attacchi suicida. Una danza folle. Nemmeno quella notte abbiamo dormito e abbiamo deciso di scrivere questa lettera:

* Noi, piloti di riserva dell'aviazione che siamo stati educati nei valori del sionismo, del sacrificio e del contributo allo stato d'Israele, abbiamo sempre servito in prima linea, pronti a compiere qualsiasi missione difficile o facile al fine di proteggere lo stato d'Israele e di rafforzarlo.

* Noi piloti veterani e attivi che abbiamo servito e serviamo lo stato d'Israele per lunghe settimane ogni anno, rifiutiamo d'obbedire ad ordine d'attacchi immorali e illegali che lo Stato d'Israele sferra nei territori occupati.

* Noi che siamo educati ad amare lo Stato israeliano e a contribuire all'impresa sionista, noi rifiutiamo di prendere parte ad attacchi dell'aviazione su concentrazioni popolate da civili.

* Noi, per i quali le FID e l'aviazione sono parti integranti di noi stessi, rifiutiamo di continuare a fare del male a civili innocenti.

* Questi attacchi sono illegali e immorali e sono il risultato diretto dell'occupazione attuale che corrompe tutta la società israeliana

* La continuazione dell'occupazione sferra un colpo mortale alla sicurezza d'Israele e alla sua forza morale

* Noi che serviamo in qualità di piloti attivi - combattenti, istruttori per la prossima generazione di piloti - dichiariamo che continueremo a servire nelle FID e nell'aviazione per qualsiasi missione che servirà a difendere lo Stato d'Israele.


Abbiamo parlato a più di un centinaio di piloti, tra i quali comandanti veterani dell'aviazione, molti hanno avuto paura di firmare ma hanno sostenuto la nostra idea e, come previsto, non c'è stata nessuna fuga di notizie sulla lettera. E' importante dire chi ha firmato la lettera, è il momento di conoscere i traditori che hanno aiutato i terroristi

Inizio con i piloti attivi: il Maggiore Yotam; il Capitano Tomer, pilota attivo d'Apache; il Capitano Ran, pilota attivo di F-16; il Capitano Zur, navigatore combattente attivo; il Capitato Alon, navigatore attivo di F-16; il Capitano Amnon, pilota attivo di Blackhawk; il Capitano Yonathan, pilota attivo di Blackhawk; il Capitano Asaf, pilota attivo di Blackhawk; il Tenente Colonnello Eli, pilota attivo di F-15 e istruttore di combattimento alla scuola di volo; il Brigadiere Generale Yiphtah Spector, pilota di combattimento e istruttore attivo alla scuola di volo.
Altri venti veterani hanno sottoscritto l'iniziativa, combattenti che hanno prestato servizio durante le guerre d'Israele, di cui certe erano più o meno giustificate. Tra questi piloti il Colonnello e Dottore Yigal Shohat, pilota di combattimento, già fatto prigioniero in Siria, destinato in seguito all'aviazione in qualità di medico capo; il Tenente Colonnello Yonathan Shahar, pilota di combattimento e comandante di volo durante la guerra dei Sei giorni; il Tenente Colonnello Abner Raanan, pilota di combattimento che ha ricevuto il Premio Israel per la sicurezza e per avere sviluppato dei sistemi di armi intelligenti; il Professor Motti Peri, pilota d'elicottero, oggi Direttore della Facoltà d'Economia dell'Università d'Ebraico; Il Professor Nahum Karlinski, pilota di combattimento e storico all'Università Ben Gourion; il Tenente Yoel Pieterberg, pilota di prova superiore nell'aviazione, uno dei fondatori della prima squadra Apache, leader della squadra Cobra durante la guerra del Libano, ha ricevuto una medaglia dal Capo di Stato Maggiore, è uno dei pianificatori ed esecutori della missione Karin; il Capitano Moshe Bukeyi, pilota di trasporto, citato per il suo coraggio durante la guerra del Sinae; il Maggiore Hagai Tamir, pilota di combattimento e architetto, eminente stagiaire durante i corsi di formazione dei piloti di Dan Halutz.

Due settimane dopo la pubblicazione della lettera dei piloti è apparso un rapporto nel supplemento del giornale Yedioth Aharonoth, Seven Days, supplemento nel quale apparivano cinque comandanti di brigata e colonnelli dell'esercito, fotografati in uniforme e armati, che hanno espresso il loro sostegno a Sharon, ai coloni e alla politica d'annientamento. In questa occasione, Yuval Steinitz, membro della Knesset e i suoi amici, non hanno sollevato alcuna obiezione. Il Ministro della Difesa non li ha chiamati sostenitori del terrorismo e non ha decretato sul fatto ch'essi si esprimessero in uniforme. Perché ? Perché rappresentano il consenso. Perché sostengono il Governo. Un governo che ogni giorno diventa sempre meno democratico e sempre più dittatoriale. Se si chiede ad un cittadino che vive in uno Stato che è diventato una dittatura in quale momento è successo, non potrà rispondere poiché è un processo che cresce senza rendersene veramente conto. Certi elementi pero' non si possono nascondere, ad esempio, qualche mese fa il Capo di Stato Maggiore ha dichiarato che ogni membro del Hamas è da annientare.

Vorrei riportarvi la risposta del Portavoce del Procuratore dell'esercito in merito alle denunce contro le FID dieci anni fa. Nel 1993, quando dichiaro' che il ruolo dell'Unità Mista 'Aravim non era quello di sterminare : le FID escludono totalmente questa rivendicazione. Le FID non hanno mai praticato né praticheranno mai una politica d'annientamento intenzionale nei confronti dei ricercati. Il principio di riconoscere che la vita è sacra è un valore fondamentale delle FID. E' sempre stato cosi' e non ci saranno cambiamenti in merito.
Se ci basiamo su questa dichiarazione non abbiamo forse già oltrepassato la linea rossa ? oppure si può' ancora continuare un po' ? Molte persone sostengono che non abbiamo oltrepassato la linea e che per il momento non possiamo rifiutarci ….dobbiamo continuare ad obbedire. Questa situazione mi ricorda la linea rossa dell'acqua del mare di Galilea: ogni volta che l'acqua oltrepassa la linea rossa del lago dobbiamo intervenire per abbassarne il livello.

Quando il mio paese si trova in una situazione simile ad un aereo che scende in picchiata, ho tre opzioni : posso lanciarmi e lasciare Israele, posso anche continuare e lasciare l'aereo precipitare provocando la morte di più persone, oppure posso tirare la manipola, con tutte le mie forze, per ristabilire la rotta dell'aereo. Noi abbiamo scelto la terza opzione e la gente ci chiede come abbiamo potuto farlo…… bisogna combattere il terrorismo che dilaga nelle strade. A costoro rispondo che hanno ragione e che conosco il terrorismo da vicino. Questi ultimi anni ho fatto volontariato in un'organizzazione che aiuta i nuovi immigrati, vittime del terrorismo. Ho aiutato i feriti durante la loro degenza, ho sorretto gruppi d'orfani e membri di famiglie in lutto. Ogni persona è un mondo a parte e ogni lutto provoca cerchi di dolori e ferite, proprio come un sasso gettato nell'acqua che forma una serie di cerchi che si allargano sempre più. Il dolore, la collera, la speranza ……..Si, bisogna combattere questo terrorismo criminale.
Se devo uccidere un Kamikaze che sta compiendo una missione terroristica rischiando la mia vita, sapendo che sto salvando altre vite umane, lo faccio con tutto il cuore; ma nessuno degli annientamenti, cosiddetti selettivi, sono stati diretti contro un terrorista in atto (le FID appoggiano questa tesi). Dobbiamo combattere i terroristi ma dobbiamo anche combattere per non diventare sempre più uguali a loro. Le esplosioni degli autobus non giustificano le decisioni di Sharon, Mofaz e del Capo dell'Aeronautica, Dan Halutz, di uccidere involontariamente nove bambini nel sonno e di seminare terrore tra un popolo di milioni di persone che vivono sotto il regno degli accerchiamenti, del copri fuoco, dei check-point. Un popolo chiuso in delle mura, in dei campi, sotto il mirino di fucili di un enorme e spaventoso esercito armato fino ai denti, con aerei a reazione che attraversano il cielo in continuazione ed elicotteri d'attacco che lanciano uno dopo l'altro missili sulle automobili, contro le finestre di case in città sovrappopolate e prive di tutto. Ho detto che sacrificherei di tutto cuore la mia vita per fermare, anche con il mio corpo, un kamikaze terrorista, ma credo sia il momento di parlare della coscienza.
Abbiamo perso la fiducia in un sistema che ci chiede di applicare una politica scandalosa e dubbia. Non crediamo ai dirigenti dello Stato, al Ministro della Difesa e ai nostri comandanti altolocati quando ci ordinano di lanciare missili in luoghi dove, questo lo scopriamo sempre dopo, uccideremo donne e bambini. Quando il Capo dell'Aviazione mente alla stampa, la stampa pubblica falsità; ma quando Dan Halutz mente ai piloti, cittadini innocenti vengono uccisi, oggi si usa chiamarli "persone non implicate "(termine tratto da Terminator)

Un esercito composto da combattenti che non sono convinti delle ragioni delle loro azioni è un esercito indebolito. Un pilota in missione deve poter avere fiducia nel sistema e dev'essere sicuro al 100% che l'esercito ha preso seriamente esaminato gli aspetti morali, strategici e tattici più giusti. Il pilota non ha modo di sapere ciò' che si cela dietro il bersaglio che sta mirando e non gli si può' certo chiedere di valutare, in tempo reale, se l'ordine che ha ricevuto è appropriato o no. E' estremamente difficile, al momento dell'esecuzione, considerare la situazione.
In più, oggi, i piloti hanno l'obbligo di conoscere le statistiche nauseanti delle missioni che compiono. 50% delle vittime delle missioni di sterminio selettivo sono dei civili innocenti. Quando si elimina, intenzionalmente, dal planning e dalle esecuzioni, la cifra, quasi certa, del 50% di vittime civili, mi dico che le candide intenzioni dei pianificatori non sono più cosi' candide ma sono piuttosto macchiate.

Voglio citare un articolo recente del portavoce dell'aviazione in cui dei piloti d'Apache vengono intervistati sul dilemma interiore. Un pilota, di lunga esperienza, ha dichiarato : E' probabile che fra un paio d'anni mi riterrò' un idiota per avere oltrepassato la linea rossa.
Un altro ha parlato di un insieme di valori che sono cambiati negli ultimi anni : Non avrei mai creduto di poter lanciare dei missili su Jenine, Gaza e Tulkarem pero' l'ho fatto. Mi potrebbero inviare a lanciare missili su Umm El-Fahm (una città israeliana)…. Oggi sembra inverosimile ma potrebbe capitare. Forse lanceremo dei missili sugli uffici d'Arafat o forse dei missili sulle case arabe di Jaffa…Sono tutte cose che penso che non farei mai, pero' oggi ho lanciato missili a cento metri dalle persone solo per disperderle, eppure due anni fa non mi sfiorava nemmeno il pensiero di poter fare cose simili …. Siamo diventati indifferenti.

Un altro pilota ancora dice : Certe volte, ritornando dal briefing, dopo uno sterminio riuscito, penso che comincia il conto alla rovescia per un altro attacco. Ultimante, ho visto molto sangue durante il mio servizio. Nell'intervallo ho disposto truppe di comando nelle periferie delle città in Cisgiordania, ho dovuto evacuare dozzine di feriti, ivi compresi soldati delle FID e dei civili, tra cui dei bambini che riportavano delle orribili ferite. A volte, portiamo i feriti all'ospedale, puliamo il sangue sul fondo dell'elicottero e ripartiamo per andare a prenderne altri.

Mi chiedo se siamo veramente tanto ottusi ed ingenui fino al punto di credere che possiamo reprimere un milione e mezzo di persone che non hanno più nessuna paura di morire. Mi chiedo se non stiamo diventando matti anche noi….Apparentemente si. Mi sembra di far parte di una società in stato di psicosi avanzato, una sorta di personalità divisa e che il solo modo per sopravvivere sia quello di rinchiudersi e di sparire nella nostra propria sfera e, se c'è qualcosa che dovremmo far saltare in aria, è proprio questa sfera. Come fare per far saltare la sfera ? Semplice, bisogna conoscere i fatti :

Esaminiamo, in breve, che cosa ci è successo negli ultimi tre anni.

Nei Territori 2.289 Palestinesi sono stati uccisi dalle forze di sicurezza israeliane, tra cui 439 minori di 18 anni; almeno 128 Palestinesi sono stati condannati a morte senza processo; 32 Palestinesi sono stati uccisi da civili Israeliani; 9 stranieri sono stati uccisi dalle forze di sicurezza israeliane; 196 civili Israeliani sono stati uccisi dai Palestinesi; 180 persone delle forze di sicurezza israeliane sono stati ammazzata dai Palestinesi; 86 Palestinesi sospettati di collaborazione con Israele sono stati uccisi dagli stessi Palestinesi; 29 palestinesi sono stati uccisi dalle forze di sicurezza palestinesi.

In Israele 377 civili, 80 membri delle forze di sicurezza e 32 civili stranieri sono stati ammazzati dai Palestinesi dei Territori; 48 palestinesi sono stati uccisi dalle forze di sicurezza. Le FID confermano che tra i 2.289 Palestinesi uccisi dalle nostre forze di sicurezza, solo 550 erano armati o combattenti. Che cosa è capitato agli altri 1.739 Palestinesi ?

Prima di concludere vorrei descrivervi alcuni momenti, vissuti negli ultimi due mesi, che fanno venire i brividi . Durante l'intervista relativa al mio rinvio dall'aviazione ero seduto di fronte al Comandante delle forze armate dell'aeronautica, l'ho sentito dire e ripetere che tutte le missione effettuate da noi, ivi comprese le più difficili, erano e sono altamente morali tanto che anche il professore Asa Kasher è d'accordo.

Poco dopo, di sua iniziativa, Dan Halutz, il Comandante delle forze dell'aviazione, candidato al posto di Vice Capo di Stato Maggiore, ha declamato, davanti a me, come lui considerava il valore del sangue : in ordine discendente, partendo dal sangue ebreo fino al sangue palestinese.
Ho sentito molti soldati di fanteria dire, e per mio dispiacere, l'ho letto anche in una lettera inviata da uno dei piloti che si oppongono alla nostra azione, che il nostro eroismo, nell'esercito aeronautico d'oggi, del 2003, non è quello di mettere le nostre vite a rischio sotto il fuoco delle antiaeree o combattere un aereo nemico. Il nostro eroismo oggi è quello di sormontare il sentimento catastrofico che nasce in noi e che ci fa sentire degli assassini professionisti al servizio dello stato d'Israele. Il nostro eroismo è di alzarsi ogni mattina con la scelta rinnovata di essere un buon soldato, pronto ad accettare qualsiasi missione.

Una scrollata di spalle per sostituire le responsabilità che pesano con il sentimento di aver compiuto un gesto di valore per essere riuscito a portare a termine una difficile impresa : è questo che permette ai piloti di compiere i peggiori crimini contro l'umanità.

(Traduzione italiana a cura di Gabriella Pozzobon)

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