Il fantaccino
Giuseppe Aragno - 07-02-2004
Fiduciosi partiamo per la guerra. Chi più chi meno, tutti sinceramente presi dal furore sacro, ci riscaldiamo il cuore, davanti al fuoco nell’accampamento: l’unità è un valore e sapere di avere davvero un nemico comune è un valore aggiunto. Può fare - ci diciamo - farà la differenza.
I proclami si moltiplicano, le adesioni aumentano, c’è il clima delle svolte e la sensazione precisa di fare la storia.
Sarà tutto vero?
In guerra la censura è attivissima e l’accusa più frequente si sa bene qual è: sabotatore. Chi denuncia la fatica è al soldo del nemico, chi si lagna del cibo e dei turni massacranti è di sicuro un furfante; chi prova a ragionare poi - e nel furore della mischia produce magari pensieri indipendenti - sa bene qual è il rischio che corre: il plotone d’esecuzione spara, al fronte, più colpi della prima linea.
Ieri, un fantaccino l’han portato via di peso, poveraccio, perché s’era azzardato a dire a un compagno che i capi hanno comportamenti sospetti: ti sanno dire contro cosa lottare, ma stanno zitti, ostinati come muli, non appena domandi del mondo che vogliamo.
Ta pum, s’è sentito poco fuori dal campo, come nella canzone della Grande Guerra, e il fantaccino non è più tornato.
Io però l’ho capito ciò che voleva dire e lo ripeto zitto zitto a me stesso, senza farmi sentire, senza rischiare troppo. Rifondazione Comunista – pensava il fantaccino - è all’opposizione come sono i DS, com’è la Margherita. All’opposizione, certo, e però non assieme e, se al governo ci fosse Rutelli, farebbe l’opposizione anche all’Ulivo. Fassino, dei DS, non vuole la riforma delle pensioni, questo è vero, ma non accetta quella fatta da Berlusconi. Una però – sostiene – ce ne vuole, va fatta e la faremo, ma non sarà quella che vuole Rutelli: occorrerà parlarne con i sindacati. Sulle pensioni, però, la Cgil ha idee completamente diverse da quelle di Cisl e Uil. C'è poi la guerra, che pacificamente scateniamo, ma non si sa bene chi la voglia e chi no, chi ci ritenga soldati della pace e chi alleati degli americani, chi alzi la bandiera a Nassyiria e chi invece la veda come il fumo negli occhi. C’è il terrorismo, che unisce tutti i generali: amici e nemici, avversari e compagni, i generali di ogni colore. Le guerre di liberazione, si sa, sono state concordemente bandite dalla storia del nostro paese.
Questo pensava, credo, il fantaccino, ieri, davanti al plotone d’esecuzione.
Ta pum, come nell’antica canzone.
Dietro il fumo dei colpi sparati, la guerra ha il volto di sempre. E i pescecani sono in agguato.
Che mondo vogliamo? E quale scuola davvero è quella per cui combattiamo?


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