breve di cronaca
1° marzo sciopero
Cobas scuola - 07-02-2004
1 marzo 2004 : sciopero generale della scuola per il ritiro del "decretaccio" e la cancellazione della "riforma" Moratti

Comunicato- stampa



L’incontro di oggi (5 febbraio - ndr) tra Cgil/Cisl/Uil/Snals/Gilda e la ministra Moratti, sul quale tante attese si erano addensate da parte di tutti/e coloro che speravano in una convocazione unitaria dello sciopero della scuola per il ritiro del primo decreto attuativo della controriforma Moratti (il “decretaccio”) e per la cancellazione dell’intera “riforma”, ha partorito un “topolino”.

Lo Snals ha proclamato un generico “stato di agitazione” (quando da mesi genitori e lavoratori/trici sono abbondantemente “agitati”), Cigl/Cisl/Uil indicono una manifestazione senza sciopero, decisa peraltro unilateralmente, rompendo lo schieramento unitario che si era determinato con centinaia di coordinamenti e comitati il 17 gennaio scorso. Non era questo che volevano tutti/e coloro che in questi mesi hanno dato vita ad una possente mobilitazione per il ritiro del “decretaccio” e la cancellazione della “riforma”. La parola d’ordine era ed è SCIOPERO GENERALE DI TUTTA LA SCUOLA.

Abbiamo atteso fino ad oggi prima di rispondere positivamente a questa richiesta, perché auspicavamo, come tutti/e, la più ampia convergenza possibile sulla convocazione dello sciopero: ma ora è purtroppo chiaro che gli altri sindacati non intendono usare la forma di lotta più significativa dei lavoratori, lo sciopero. Non possiamo permettere che Berlusconi e Moratti approfittino ancora a lungo del “vuoto” in materia, e che continuino a dire che docenti ed Ata sono favorevoli alla “riforma”, altrimenti sciopererebbero. Dobbiamo mettere in campo rapidamente tutta la forza dei lavoratori/trici con un grande sciopero generale che – come è successo il 17 febbraio 2000 contro il “concorsaccio”- sia autorganizzato dal basso, dai coordinamenti e dalle strutture di base, e che blocchi la scuola coinvolgendo tutti/e al di là delle sigle.

Per questo i Cobas si accollano la responsabilità di convocare per il 1° marzo lo sciopero generale (per l’intera giornata) dei docenti ed Ata delle scuole di ogni ordine e grado, per il ritiro immediato del “decretaccio”, per la cancellazione della “riforma” Moratti, per la difesa della scuola pubblica, per impedirne la privatizzazione, la precarizzazione e la mercificazione.

Nei prossimi giorni, insieme ai coordinamenti, decideremo come manifestare durante la giornata di sciopero.


Piero Bernocchi

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 Cgilscuola    - 06-02-2004
Intanto le confederazioni ed i sindacati scuola hanno convocato una nuova manifestazione nazionale il 28 febbraio. Dal canto suo la Cgil Scuola nel Direttivo ha ribadito il proprio impegno a fianco dei genitori, degli insegnanti, delle associazioni che sul territorio sono mobilitati contro la politica scolastica di questo governo. La scuola pubblica è di tutti, per questo è molto importante che l’informazione, la discussione, la protesta, le occupazioni siano diffuse e capillari contro ogni riduzione della sua qualità. E’ così che si può efficacemente contrastare l’apparato mediatico del Ministro, che tanto più viene usato quanto più bisogna nascondere le macerie che produrrà l’applicazione di questo Decreto.


 Grazia Perrone    - 07-02-2004
E' altrettanto vero, però, che la frammentazione del "fronte" di lotta, unitamente alla "proliferazione" delle scadenze, induce alla sfiducia e - in ultima analisi - al disimpegno sociale.

Un sindacato dovrebbe far leva sugli elementi unificanti presenti nella società cercando di coinvolgere il maggior numero di forze possibili.

Non mi sembra che sia questa la strategia, fin qui, perseguita dalle OOSS "maggiori" con l'aggravante che - i dirigenti di codeste Organizzazioni - non hanno ritenuto eticamente corretto e politicamente opportuno fornire alcun cenno di riscontro alla proposta - proveniente dalle OOSS di base - di addivenire alla proclamazione unitaria di uno sciopero generale della scuola.

E' triste constatare che la scuola reale - quella che non è interessata a prebende, privilegi e "cadreghini" ... per interderci! - andrà allo scontro sociale divisa.

Come sempre.

 Emily    - 10-02-2004
Sono favorevole al'insegnamento della linua inglese nella scuola primaria fin dalla prima elementare, ma due ore sono poche, ci vorrebbero almeno tre e via via aumentare durante i cinque fino a un massimo di cinque ore se veramente vogliamo che i nostri bambini sappiano bene la lingua inglese.
Sono favorevole all'insegnamento dell'informatica se tutte le scuole avessero i computer., ritengo utile anche il portfolio, ma sono contraria al massimo all'insegnante tutor
Emily