breve di cronaca
Il decreto legislativo è inaccettabile
Cgilscuola - 05-02-2004

Comunicato stampa di Enrico Panini

Nell’ incontro di oggi con il ministro Moratti non abbiamo avuto alcuna risposta sulle questioni di fondo da noi poste.

Con il Ministro abbiamo sostenuto che:

- sono le scuole, alle quali la Costituzione ha riconosciuto l’autonomia, a definire la qualità dell’offerta formativa e non può essere imposta loro alcuna riduzione del servizio garantito fino ad ora;

- gli organici dei docenti vanno confermati nella stessa quantità e composizione anche per gli anni successivi al 2004/’05, come condizione irrinunciabile per garantire l’attuale offerta di istruzione;

- la riduzione di oltre 12.000 posti di insegnamento dal 1 settembre 2004, decisa con la Finanziaria 2002, non deve essere attuata dando così risposta con fatti, e non con vuote parole, all’obiettivo della generalizzazione della scuola dell’infanzia e alla necessità di dare copertura all’incremento di iscrizioni nel tempo pieno e nel tempo prolungato;

- l’introduzione del tutor è inaccettabile perché rompe la cooperazione fra docenti che tanti risultati positivi ha dato in questi anni.

Nessuna risposta di merito è stata fornita dal Ministro a queste nostre richieste e questo non può che portarci ad accentuare ulteriormente il nostro netto dissenso sul Decreto legislativo.

Conseguentemente non esiste alcuna condizione, per quanto riguarda la Cgil Scuola, per partecipare a tavoli tecnici presso il Ministero relativi al Decreto stesso.

Roma, 5 febbraio 2004


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 Redazione    - 07-02-2004
Riportiamo dalla ML Gilda una dichiarazione del vicecoordinatore nazionale in risposta ad una esplicita domanda circa il, presunto, coinvolgimento della Gilda nella "gestione" della riforma Moratti.

(...)"La CGIL, che ha firmato il contratto, che non ha risposto al nostro appello per uno sciopero unitario, che non ha accettato di farci partecipare alla manifestazione del 28, ora fa la trovata di non partecipare ai tavoli tecnici sulla riforma. Ma che vuol dire ? Quali tavoli tecnici ? E quali sono quelli politici ai quali la CGIL parteciperà ?
Significa che se c'è il ministro la CGIL partecipa, se c'è un dirigente del Ministero che ti illustra una circolare non ci vai.
Ti sembra che siano questioni di grande rilevanza politica ? (...)".

 red    - 09-02-2004
FONTE: Tuttoscuola

Non c'è stata rottura, ma il personale resta in mobilitazione

Moratti - sindacati: è tregua armata

L’esito dell’incontro del ministro Moratti con le organizzazioni sindacali della scuola registra un elemento politicamente significativo: non vi è stata rottura.

Il confronto sulle problematiche più calde continua su tavoli tecnici di confronto in vista di tavoli politici di concertazione, anche se il fronte sindacale conferma le riserve sul primo provvedimento di attuazione della riforma e non smobilita per niente la categoria chiamata a manifestare contro la politica governativa.

Dal punto di vista del ministro il confronto non è andato male, perché ha evitato (per il momento) la rottura con i rappresentanti del personale scolastico, ha riattivato le relazioni sindacali di confronto operativo, ha, in qualche misura, scalfito la compattezza del fronte sindacale (la Cgil-scuola, a differenza degli altri sindacati confederali e autonomi, non parteciperà ai tavoli tecnici, ma soltanto a quelli politici).

Secondo i sindacati il confronto è stato deludente ed elusivo anche per la "totale assenza di un progetto per la tutela del personale della scuola" (Snals) e l’inaccettabilità dell’intero decreto legislativo (Cgil-scuola) e l’inadeguatezza delle misure di sostegno (organici del personale e risorse finanziarie soprattutto). Per la Cisl-scuola l’incontro ha rappresentato soltanto un primo momento di confronto a cui dovranno seguire fatti concreti, perché tutti i problemi sollevati sono ancora tutti senza soluzione.

Tutti i sindacati hanno confermato la mobilitazione della categoria e le iniziative di protesta già avviate.

Una tregua armata, dunque, mentre le scuole sono in attesa di conoscere cosa dovranno fare per il prossimo anno.