Storia di una giornata particolare
Aldo Ettore Quagliozzi - 06-02-2004

“Tra il momento in cui ho smesso di scrivere, nel maggio scorso, e ora, 6 febbraio ’91, il previsto conflitto tra l’Irak e la coalizione occidentale è scoppiato.

Una guerra “pulita “ secondo la propaganda, benché siano già cadute sull’Irak “più bombe che sulla Germania durante tutta la durata della seconda guerra mondiale “ ( Le Monde di stasera ) e testimoni dicano d’aver veduto a Bagdad dei bambini, resi sordi dalle deflagrazioni, camminare per le vie come ubriachi.

Non si fa altro che aspettare avvenimenti annunciati che non arrivano, l’offensiva terrestre degli “ alleati “, un attacco chimico da parte di Saddam Hussein, un attentato alle Galeries Lafayette.

E’ la stessa angoscia del tempo della passione, lo stesso desiderio – e l’impossibilità – di sapere la verità.

L’affinità si ferma qui. Non v’è sogno né immaginazione.”



Se le nostre coscienze di occidentali non si sono addormentate o peggio, se quelle coscienze non ritengano essere i fatti che ci riguardano solo fatti di cronaca già passata ed il tutto perdersi nelle nebbie del tempo che inarrestabile scorre, la lettura del brano di Annie Ernaux tratto dal suo “ Passione semplice “ non può non scuoterci ed indurci all’amara riflessione della ripetitività della storia, della impossibilità allora, 6 febbraio 1991, come oggi 6 febbraio 2004, di conoscere “ la verità “ sulle scelte più tragiche del vecchio come del nuovo millennio.
E le vicende politiche dei massimi rappresentanti degli Stati Uniti d’America e della Gran Bretagna sono la rappresentazione mediatica di quelle tragiche scelte fatte in nome dell’occidente e della sua civiltà.
Le bugie di allora come le bugie di oggi: a quando il prossimo attacco chimico della famosa “ pistola fumante? “ Quante vite sono state sacrificate alle bugie devastanti di quei signori che quelle bugie hanno sacralizzato per il compimento di quegli atti che pur sono condotti contro una parte del genere umano, il più indifeso, il meno rappresentativo sui media di tutto il mondo.
Non dimenticare, poiché anche questo è potuto accadere nel nostro occidente democratico e cristiano.

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf