breve di cronaca
C'era una volta ed or non c'è più
L'Unità - 05-02-2004

La signora Moratti ci ruba le fiabe
Saranno dotti linguisti, si destreggeranno bene tra fonemi e grafemi, sapranno fare di conto e si perderanno in chiacchiere - grammaticalmente impeccabili - con amici stranieri. Ma per i nostri piccoli scolari del primo ciclo d’istruzione la fantasia e l’immaginario sono stati messi al bando. La letteratura dell’infanzia è stata estromessa dalle Indicazioni Nazionali dei piani di studio personalizzati della scuola primaria, proprio da quella scuola in cui sono sedimentate le sue origini. Non ci saranno più fiabe, racconti o poesie che alimenteranno i sogni, le emozioni o che accompagneranno la crescita di milioni di bambini. Chi non ricorda, con la dovuta nostalgia, i pomeriggi passati a rincorrere tra le righe le peripezie dell’eterno fanciullo di Peter Pan o le magnifiche avventure del marinaio di Ventimila Leghe sotto i mari?

Fantasia, vade retro

Il ministro Moratti nel redigere il regolamento (inserito nel decreto) di programmazione scolastica sembra essersi scordata di quanto le fiabe siano, da sempre e universalmente, considerate significative per la formazione delle nuove generazioni. Per non parlare poi della stimolazione del rapporto tra il bambino e il piacere alla lettura. «Le indicazioni nazionali, che non sono la versione ufficiale, ma una sorta di legge preludio - afferma Emy Beseghi, docente di Letteratura per l’infanzia dell’Università di Bologna - , sono proposte già operative in quelle scuole che hanno già attuato la sperimentazione e in quelle private. Ci troviamo di fronte a una stridentissima contraddizione tra il modello di istruzione “proposta Moratti” e quello adottato dagli altri paesi europei. In Francia, ad esempio, Henriette Zoughehi (consigliere del ministro dell’educazione) pioniera coraggiosa e appassionata del libro per l’infanzia ha contribuito a introdurre la letteratura giovanile a livello curriculare nelle scuole, mentre da noi si sta assistendo all’apertura di una pagina amara dove il libro esce dalle aule».

Bambino macchina

L'intellighenzia nazionale è sconcertata e ha espresso tutto il suo stupore per la mossa sinistra del ministro sottoscrivendo un appello firmato dai maggiori autori di narrativa per ragazzi e dai «grandi» del mondo accademico. Ci sono tutti. Da Umberto Eco a Maria Luisa Altieri Biagi, da Antonio Faeti a Fernando Savater a Roberto Piumini... e altri ancora, altrettanto prestigiosi per il quale sarebbe impossibile fare una selezione. L’eco del documento è arrivata Montecitorio e ha raggiunto le aule parlamentari con in interrogazione sottoposta al Ministro da alcuni componenti della Commissione Cultura alla Camera che intravedono, nell’eliminazione del libro dalle scuole, il rischio concreto di un’istruzione sempre più tecnica e nozionistica. «Contestiamo i programmi sia nel metodo che nei contenuti - afferma Piera Capitelli, rappresentante Ds in Commissione Cultura alla Camera - Con l’interrogazione abbiamo voluto segnalare il nostro dissenso e la nostra volontà di essere messi a conoscenza del perché di tanta voglia di discostarsi dal passato. La Moratti ha in mente un bambino astratto, avulso dal suo contesto e rispetto al quale la scuola deve solo sviluppare l’aspetto cognitivo non curandosi della crescita personale nel suo complesso».
Suoni di sogni
Negli ultimi vent’anni si è assistito ad un diffondersi della letteratura nei ragazzi incrementata sia dall’istituzione di piccole biblioteche negli edifici scolastici che dalla grande varietà dei generi narrativi diffusi (gialli, umoristici, viaggi, avventura, rosa, ecc.) «Se la narrativa teoricamente può essere sostituita da una pellicola cinematografica - spiega Bianca Pitztorno, scrittrice e firmataria dell’appello - la poesia non ha altro supporto che il libro. Se un bambino non ha avuto da piccolo un testo di filastrocche poi di poesie, non potrà apprezzare la lingua e sarà poverissimo: sia dal punto di vista lessicale che personale. La poesia è parola disincarnata che è viva solo sulla carta».

Chiara Martelli


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 Alba Sasso    - 06-02-2004
Trasmettiamo il testo di un'interrogazione a risposta immediata in commissione, depositata dal Gruppo dei Democratici di Sinistra nella VII Commissione della Camera, sulla vicenda dell'esclusione della letteratura per l'infanzia dai piani di studio personalizzati per la scuola primaria.

L'Ufficio Stampa dell'on. Alba Sasso



GRIGNAFFINI, CAPITELLI, CARLI, CHIAROMONTE, LOLLI, MARTELLA, SASSO e TOCCI<(b>. - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. - Per sapere - premesso che:

  • organi di stampa riferiscono di un appello firmato dai più importanti autori per l'infanzia, relativo alla abolizione, dalle «Indicazioni nazionali per i piani di studio personalizzati nella scuola primaria» di ogni riferimento, per la scuola elementare, alla letteratura per l'infanzia ed alla narrativa per ragazzi;

  • la letteratura per l'infanzia è da sempre e universalmente considerato fattore essenziale della crescita e della formazione delle bambine e dei bambini, oltre ad essere un supporto essenziale per l'approccio e per la maturazione dell'amore per la lettura;

  • il rischio concreto è che, in mancanza di indicazioni precise e vincolanti, e di tempi di scuola sempre più ristretti, si verifichi la progressiva scomparsa della trasmissione di conoscenze attraverso la narrativa per l'infanzia;

  • la cancellazione di questo settore, rischia di privare gli insegnanti degli strumenti didattici necessari alla trasmissione delle conoscenze, alla stimolazione della creatività e allo sviluppo delle capacità critiche della bambine e dei bambini;

  • gli studenti, d'altro canto, corrono il serio pericolo di ritrovarsi in una scuola tutta tecnica e nozionistica e sempre più lontana da loro e dai loro bisogni -:


quali siano le ragioni di tale decisione e se non ritenga, anche alla luce dell'appello di tanti intellettuali competenti in materia, di correggere le previsioni e di reintrodurre la letteratura per l'infanzia, quale essenziale risorsa per la crescita dei nostri bambini. (5-02837)