Consultazione referendaria
Francesco Mele - 02-02-2004
Sarò brevissimo.

Monica Battini in risposta ad un mio intervento ha avanzato una proposta che da allora mi frulla nella testa e allora ve la rifaccio e la estendo ai sindacati che potrebbero darle il respiro nazionale che la cosa richiede.
Il ministro nei suoi spot dice di aver consultato tutti prima di far partire la sua “scuola che cresce”, tra gli altri i docenti. Bene, consultiamoli noi e per davvero i lavoratori della scuola, con un quesito del tipo:

CONDIVIDI L’IDEA DI SCUOLA CHE HA ISPIRATO IL GOVERNO NEL PROGETTARE E REALIZZARE, ANCHE SE ANCORA PARZIALMENTE, LA RIFORMA DELLA SCUOLA PUBBLICA ITALIANA?

Un quesito secco, a cui rispondere SI' o NO, che centra l’attenzione sull’idea di scuola di questo governo, al di là dei singoli provvedimenti. Chiediamolo a tappeto a tutto il personale della scuola, proprio come si fa per un accordo sindacale da firmare, e poi sui risultati facciamo politica.
Ovvio che il quesito potrebbe essere un altro, ma dell’idea cosa ne pensate?


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 Riccardo Velletri    - 04-02-2004
Assolutamente non condivido il modello di scuola proposto dal governo. Non condivido gli interventi compiuti dal ministro dell'economia, che si arroga la decisione di portare le cattedre a 18 ore, automaticamente, ben sapendo che questo comporta la soppressione di posti per docenti. Non condivido il modello di riforma proposto dal ministro dell'istruzione (non più pubblica), che confonde le idee alle famiglie prospettando una scuola funzionante, ma realizzandone una priva di mezzi, alla mercé di sponsor e di elargizioni private. Non è la scuola che vogliamo!

 Teresa Bencetti    - 08-02-2004
No,penso sia solo una manovra economica

 Falluto Salvatore    - 09-02-2004
La signora Ministro spende il denaro pubblico per la pubblicità della scuola, per i convegni e manifestazioni varie in "Strutture private", togliendo risorse alla scuola pubblica. Lo sfascio della scuola è cominciato con l'abolizione dei commissari esterni nelle commissioni di esami di stato e continuando poi con l'attuale "riforma" .
P.S. Grazie poi al gioco dell'equiparazione del puteggio nelle scuole private, il lavoro dell'insegnante è stato completamente svalutato e la professionalità annullata. Gli insegnanti nelle private valgono 1€ l'ora, ma c'è anche di peggio.
Grazie per il suo onorevole impegno Signor Ministro !

 Roberto    - 09-02-2004
Ritengo il "referendum" uno strumento da mettere in campo, forse piuttosto utile, sicuramente lento.
Non darei per scontato un risultato sfavorevole alla riforma Moratti: qui a Padova molte colleghe e molti colleghi sono assolutamente indifferenti se non compiacenti verso questa proposta. Bisognerebbe poi verificare quanti dei "no" alla riforma sono autentici.
Qui ho i miei dubbi.
Credo sia comunque un'azione da promiovere, e non solo dalle sigle sindacali confederali o meno.
E' ora che i genitori si muovano più apertamente e massicciamente.

 Giuliano Galiardi    - 10-02-2004
Sono pienamente d'accordo con questa idea
però non mi fermerei al Si e al NO ma ne approfitterei
per chiedere ai cittadini in genere, ai docenti soprattutto quale scuola vogliono !!

 Ghita Campolo    - 10-02-2004
Assolutamente NO!
E non penso, come suggerisce Roberto, che bisogna sperare nei movimenti dei genitori per tentare di contrastare questa assurda riforma della scuola!

 rosanna    - 10-02-2004
NO ! NO! ed ancora NO!
Sono una insegnante di scuola media, sono una madre di un ragazzo che entrerà in pieno nella riforma Moratti della Scuola Media.
E' ingiurioso sostenere che si migliorerà la qualità della Scuola con il piano presentato da questa legge.
Se voglio offrire a mio figlio una buona istruzione sarò costretta mio malgrado ad iscriverlo ad una Scuola privata in cui, pagando, potrò ottenere quello che una volta era di diritto.
Faccio notare che ciò che è più grave è che il "bonus" per l'iscrizione a scuole paritarie - di fatto - va a vantaggio di liberi professionisti, imprenditori o altre categorie che possono evadere il fisco facendo dichiarazioni dei redditi fasulle. Non certo per gli "stipendiati" che pagano le tasse prima di percepire la retribuzione. ( Affermazione basata su esperienza personale e vissuta )
L'iniquità e la "icredibilità" delle affermazioni/obiettivi di questa legge sono talmente evidenti da non lasciare dubbi.

 glspano    - 10-02-2004
Condividere???!!!
Ma siamo scemi?
La scuola è per tutti e tutti hanno diritto alla scuola
(Pubblica Naturalmente).
glspano

 Antonio Budruni    - 10-02-2004
Ritengo interessante ed utile il referendum tra tutto il personale della scuola. Poi si vedrà se e come la Ministra Moratti aveva tenuto conto dell'opinione degli insegnanti e del personale ATA nell'impostare e attuare la sua riforma della scuola.
Anche se non fosse possibile, per questioni tecniche, interpellare proprio tutto il personale, individuiamo e suggeriamo soluzioni percorribili in tempi brevi.
Nell'attesa del risultato referendario, mi viene in mente, intanto, un bel sondaggio, da affidare ad una società leader nel settore. Avremo, in tempi brevissimi, dei dati che, se hanno avuto un senso per la discesa in campo del leader di F.I. perché non dovrebbero valere per la riforma della scuola?

 Sergio Picollo    - 11-02-2004
Ottima idea. In questo modo si potrebbe capire e far capire se gli addetti ai lavori (insegnanti) sono stati realmente coinvolti e ascoltati prima di procedere a colpi di controriforma.

 Malupo    - 11-02-2004
Non condivido naturalmente! Ma purtroppo mi rendo conto che molti colleghi si faranno passare tutto sulla testa senza prendere nessuna posizione, senza uscire allo scoperto, nè con il Dirigente , nè con i colleghi....Allora cosa fare???

 Giaco    - 13-02-2004
Ho fatto una proposta analoga nel corso di una assemblea sindacale unitaria l'anno scorso. La mia proposta è caduta nel vuoto. Ho avuto l'impressione, rafforzata in questo ultimo periodo, che da parte dei sindacati non ci sia una reale convinzione nel "misurare il dissenso" e nell'opporsi alla riforma. Confidando sulla loro buona fede ho fatto alcune ipotesi benevole:
1) Rispondono con i sistemi della ragione e con gli strumenti tradizionali della contrattazione ad un governo che utilizza metodi diversi
2) Guardano alla reazione in termini emotivamente diversi dai nostri, analizzandone aspetti formali e politici in coerenza con le proprie scelte di concertazione e con il metodo classico delle relazioni sindacali
3) Hanno presente una complessità della questione che a noi insegnanti sfugge.

Ma mi sono scappate anche alcune ipotesi meno benevole:
1) hanno paura che dalla consultazione esca un parere favorevole da parte degli insegnanti (i tanti che stanno zitti, magari, vedono di buon occhio l'idea di diventare tutor: più soldi, più punti, meno alunni e, soprattutto, meno colleghi).
2) hanno paura di un parere favorevole da parte dell'opinione pubblica e ciò, nelle dinamiche confederali di ogni sigla, può avere peso
3) non hanno capito che il governo attuale non costruisce le proprie finalità sulla base di una scelta coerente di idee ma in risposta a bisogni (o comodi) di parte e in riferimento agli andamenti dei sondaggi di opinione. Non si sono accorti che il Ministero ha impostato la campagna sulla riforma non spiegandola (che c'è da spiegare davanti al niente totale?) ma promuovendola come se si trattasse di un prodotto commerciale (pubblicità, inserti sui giornali, agende, libri per gli alunni, ...). Non sanno che nella comunicazione di massa il messaggio pubblicitario non vende contenuti e verità ma "emozioni" e bisogni. Non hanno capito che a pubblicità si risponde con pubblicità. Ma se così fosse dovremmo proprio impegnarci a mandarli tutti a casa, perchè sarebbe una distrazione macroscopica.
4) hanno capito perfettamente tutto, ma hanno concertato di mandar giù il boccone amaro della riforma in cambio di qualcos'altro che ad oggi non ci è ancora dato di sapere (garanzie sull'occupazione? Qualche spicciolo in più sul contratto? Si vergognano delle compresenze?)
5) hanno ben chiaro il quadro a cui la riforma porterà e sperano di guadagnarci qualcosa (tessere AIMC? Agenzie educative di integrazione del servizio scolastico con appalto esterno di alcuni servizi o momenti formativi? Seggiole?)

Atteso questo immobilismo mi vien da chiedere: visto che i partiti non si muovono, visto che i sindacati nicchiano, non sarà il caso di fare in modo che una consultazione referendaria in materia parta da altrove, ad esempio direttamente dalle RSU (che formalmente dovrebbero essere indipendenti a riguardo). In questo caso come convincere le rsu delle diverse scuole ad attivare la consultazione in modo unitario, contemporaneo e su quesiti simili e a diffonderne pesantemente i risultati in seguito?

Unico neo della situazione: e se poi vien fuori, grazie alla famosa area del popolo silente, che gli insegnanti sono favorevoli alla riforma saremo dispositi a piegare la testa e continuare a tirare il carretto?