breve di cronaca
Dove andrà a finire la vecchia scuola media?

La Riforma Moratti ridimensiona la scuola media, in termini di riduzione di risorse, tempo scuola, progetti e posti di lavoro di docenti e collaboratori. È questo il pesante monito espresso, ieri pomeriggio, nella scuola media Lozer di Torre, dal sindacalista Luciano Lijoi, della segreteria nazionale Cgil Scuola, su iniziativa della segreteria provinciale.

Dove andrà a finire la vecchia scuola media? "Il ministro Moratti intende ridimensionarla - ha detto tra l'altro Luciano Lijoi alla folta platea di insegnanti - senza comprenderne a pieno il rischio. Le medie inferiori rappresentano un segmento formativo fondamentale per uno studente, poiché collega le elementari alle superiori, incidendo profondamente sulla fase della crescita, dunque, a lungo termine, sulla società. Il primo taglio riguarderà gli organici che saranno decurtati del 20%. I docenti più a rischio sono quelle di educazione tecnica, perché questa disciplina, già dal prossimo anno scolastico, sparirà completamente, assorbita da tecnologia, che sarà di competenza degli insegnanti di scienze". Incerta la posizione di altre materie, quali educazione artistica, musicale, fisica, che potrebbero diventare facoltative, ossia a richiesta delle famiglie. Non è tutto. "Scomparirà il tempo prolungato - ha aggiunto Lijoi - perché il previsto tempo lungo, con attività aggiuntive pomeridiane, opzionali, mensa inclusa, è un modello di scuola più simile al vecchio doposcuola, una ludoteca dove i genitori potranno lasciare i propri figli mentre sono al lavoro. Il tempo scuola in generale sarà ridotto e svanirà il modello a 33 ore con l'insegnamento ordinamentale dello strumento musicale". Quali conseguenze? "Migliaia di docenti in soprannumero, la dequalificazione delle scuole medie, un danno alla società. La soluzione? Continuare con la protesta e, se possibile, uno sciopero nazionale indetto da tutte le sigle sindacali". L'obiettivo è il ritiro del primo decreto e l'annullamento della "controriforma", perché si temono pesanti ripercussioni sul funzionamento degli istituti scolastici, sulle famiglie e sul personale. Nello stesso pomeriggio la Cgil Scuola provinciale ha dato vita a una nuova petizione, specifica per le scuole medie, con la quale si chiede che "la fase di transizione sia gestita con l'intero organico, attraverso un progetto complessivo (Piano dell'offerta formativa) che risponda alle esigenze degli alunni e determini un utilizzo dignitoso del personale in soprannumero".

Alessandra Betto



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 ilaria ricciotti    - 03-02-2004
Tutti uniti a scioperare,
contro chi vuol tagliare.
Contro chi la scuola vuol devastare,
in nome di un'idea che non si deve confutare.
Pertanto scendiamo in piazza senza incertezze,
ma convinti di cancellare certe nefandezze.