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Gli Stati generali della comunicazione
Anna Pizzuti - 31-01-2004
''L'informazione e la cultura rappresentano beni fondamentali dei cittadini''. Si apre cosi' il ''Manifesto per la liberta' dell'informazione e della cultura'', che propone in 13 punti un ''progetto complessivo'' e alternativo ''che guardi alle esigenze dei cittadini''.

Presentato oggi nell'ambito degli Stati Generali della comunicazione e promosso dal Comitato per la liberta' dell'informazione e della cultura cui aderiscono Fnsi, Arci, Slc-Cgil, Articolo 21, Megachip e molte altre associazioni, il Manifesto si apre ricordando che ''la Costituzione italiana garantisce la piu' ampia pluralita' di opinioni e indirettamente il diritto dei cittadini ad avere un'informazione completa''. ''In Italia invece -si sottolinea- stanno diventando costanti l'omologazione, la rappresentazione a voce unica, l'intolleranza verso le opinion critiche di ogni voce fuori dal coro, verso la satira e la pluralita' di modelli culturali''.

Non è più tempo solo di resistere, ma è ora – prima che sia troppo tardi – di cominciare a reagire.

Come ha fatto uno dei vicedirettori del Tg1, Daniela Tagliafico, con una lettera inviata al direttore della testata. Lettera che, affissa nella bacheca del corridoio dei piani alti della RAI, si è trasformata ben presto in un appello, che è stato sottoscritto, da molti altri, conduttori, operatori, che stanno avvertendo l’insostenibile pesantezza di questa situazione.

Di questi tempi dire le cose come stanno diventa - parola di Berlusconi che, evidentemente se ne intende - seguire il principio di Goebbels, secondo il quale una menzogna ripetuta diventa verità.

Basta leggere il testo della lettera e poi guardare il telegiornale, per capire chi è che sta imitando Goebbels.







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 Redazione    - 31-01-2004

A proposito di comunicazione corretta: Intervista a Sabina Guzzanti

Da Articolo21


La Procura di Milano ti ha dato ragione chiedendo l’archiviazione della denuncia presentata da Mediaset. Sei soddisfatta?
Sono molto contenta anche se è una prima vittoria perché dal punto di vista giuridico non è finita qui. Ma le motivazioni che ha dato il procuratore sono molto convincenti e dimostrano che la querela di Mediaset era pretestuosa ed aveva l’unico scopo di far chiudere il programma. E le accuse che ci rivolgono sono assolutamente infondate. E la Rai è stata complice nel chiudere il programma con l’unica motivazione che esponeva l’azienda al rischio di ripercussioni legali senza preoccuparsi minimamente di verificare se questa querela conteneva elementi seri. E non li contiene.


Quindi la sentenza non riconosce solo il diritto di satira ma anche la fondatezza della tue dichiarazioni…
A parte la satira (che poi secondo loro è solo quella che fanno al Bagaglino e non la nostra), quello che sostiene il magistrato è che anche a volerla vedere solo sotto l ‘aspetto dei contenuti si tratta di cose vere, risapute, e radicate nell’opinione pubblica. La diffamazione quindi non sussiste.


Pensi che RaiOt possa tornare in onda?
Se alla Rai ci fossero persone serie non ci avrebbero mai chiuso. Tutti i programmi ricevono querele e non si chiudono per questo. Semmai viene fatto in seguito ad una condanna, quando una trasmissione ha procurato concretamente dei danni, non quando si riceve una querela.


Berlusconi ieri ha affermato che i giornalisti di Rai3 sono reporter dei "Soviet"; poi ha sottolineato che “per fortuna in Italia non c’è una mediacrazia”, intendendo che la stampa è tutta in mano alla sinistra. Un premier in formissima…
Io vorrei dire che Berlusconi è un ignorante, un disgraziato, un uomo privo di gusto, un bugiardo, un… mi fermo qui ma potrei continuare..


In un Paese normale affermano in molti un Presidente che ha preso sonore batoste come la bocciatura del Ddl Gasparri o del Lodo Schifani dovrebbe dimettersi. Che ne pensi?
Intanto penso che non fosse eleggibile, che occupa un posto che non avrebbe dovuto occupare. Tutto il resto è consequenziale.


Ma se Berlusconi si dimettesse non soffriresti? Perderesti un elemento importante del tuo repertorio…
No non soffrirei affatto! Sono nauseata dall’eccesso di materiale…


Troveresti altri soggetti su cui lavorare?
Figuriamoci. Berlusconi è espressione di un Paese che gli somiglia, purtroppo.


Ieri agli Stati generali dell’Informazione è stata riformulata la proposta indirizzata a Ciampi affinchè Enzo Biagi, uno dei primi grandi censurati, sia eletto senatore a vita. La condividi?
Al cento per cento.