breve di cronaca
Scuole in piazza
Giornale di Brescia - 31-01-2004
Giornale di Brescia

Sabato mattina la protesta in centro
Scuole in piazza per ribadire il «no» alla riforma Moratti


Giovanni Spinoni

Dopo Roma, anche Brescia scende in piazza per dire no al primo decreto attuativo della Riforma Moratti che riorganizza, dal prossimo settembre, le scuole materne ed elementari e il primo anno delle medie. E per chiederne l’immediato ritiro perché «penalizza il diritto allo studio e la scuola pubblica (statale, perché anche quella paritaria è pubblica, ndr.), dequalifica l’attuale offerta formativa ed educativa, smantella il tempo pieno e prolungato e riduce gli organici del personale». Alla manifestazione di sabato pomeriggio in piazza Loggia, con successivo corteo, indetta dai Comitati genitori e Rappresentanze sindacali unitarie del 2° Istituto comprensivo del centro storico (elementari Manzoni e Calini e media Mompiani), hanno dato la loro adesione i sindacati della scuola Cgil, Cisl, Uil, Snals, Gilda e Cobas, genitori di altre scuole, studenti delle medie superiori, Arciragazzi. Ci sarà anche l’accompagnamento musicale del complessino del «Gambara» e del Canzoniere bresciano, con performance degli alunni del Liceo artistico Olivieri. I motivi della protesta sono stati illustrati ieri mattina nel corso di una conferenza stampa alla elementare Calini di via Bixio. Ha introdutto l’insegnante Maurizio Bresciani che, dopo aver criticato il Governo «che non ha voluto utilizzare gli spazi esistenti per una verifica e aggiustamento del provvedimento», ha ricordato che nelle elementari saranno penalizzati sia il tempo pieno sia quello normale, perché sono previste attività opzionali, mentre «la materna sarà ridotta a semplice parcheggio». Marina Crotti, genitore, si è detta poi contraria all’insegnante preminente (tutor) «che crea - ha affermato - differenze tra gli alunni». Per Pino Giampietro (Cobas) «una forte mobilitazione può far ritirare il decreto». Giovanna Mantelli (Cisl-Scuola) ha ricordato che da lunedì i sindacati confederali terranno assemblee unitarie in tutte le scuole, evidenziando che «le attività facoltative sono una violazione della didattica». Anche lo Snals - ha detto Luca Volontè - terrà assemblee nelle scuole e sta valutando le iniziative da adottare «per far dichiarare illegittimi alcuni punti del decreto, come la figura del docente tutor, non prevista nel contratto».


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