La memoria, il nulla, la speranza
Gianni Mereghetti - 28-01-2004
Il nostro angusto orizzonte è stato, nel giorno della memoria, invaso da tante immagini di morte, quelle tragiche dei campi di sterminio. Siamo stati portati dentro gli abissi del nulla, quello che ha lacerato la carne di uomini colpevoli solo di essere nati, quello che ha sradicato un popolo che dopo essere rimasto senza patria doveva diventare estraneo alla storia. Il nulla si è infiltrato nella vita quotidiana, e ne abbiamo provato ancora una volta orrore. Di fronte a tanto impietoso annichilimento è però ugualmente nulla il tentativo di liberarsene da soli, lo sforzo titanico di sconfiggerlo con le nostre energie.

Dal nulla ci toglie solo l’essere, e l’essere che fu presente soffrendo, morendo, sopravvivendo ad Auschwitz. E’ perché si aggirava barcollando tra le baracche di Auschwitz e venne raccolto da un soldato ateo dell’Armata Rossa che l’Essere anche oggi ci riempie di speranza. Altrimenti la memoria è l’ultimo modalità con cui l’ideologia si prende gioco di noi!


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