breve di cronaca
V I A L I B E R A
Istruzione.it - 24-01-2004
Dopo i pareri delle Regioni, degli Enti locali e delle Commissioni parlamentari

Inglese, informatica e tempo pieno gratuito alle Elementari, seconda lingua europea e tempo prolungato gratuito alle Medie, docente tutor per un percorso educativo più qualificato.


(Roma, 23 gennaio 2004). Il Consiglio dei Ministri ha approvato oggi in via definitiva, dopo il parere della Conferenza unificata e delle Commissioni parlamentari competenti e su proposta del Ministro Letizia Moratti, il decreto legislativo riguardante la definizione delle norme generali relative alla scuola dell'infanzia e al primo ciclo dell'istruzione.

Il testo definitivo approvato dal Consiglio dei Ministri recepisce tutte le indicazioni dei pareri espressi da questi organismi. In particolare:

1.è stata chiarita la possibilità, per le scuole dell'infanzia e per quelle del primo ciclo esistenti sullo stesso territorio, di aggregarsi in istituti comprensivi;

2.è chiarito che il tempo pieno nella scuola primaria e prolungato nella scuola secondaria di primo grado è pari a quello attuale ed è totalmente gratuito;

3. l'organico dell'anno scolastico 2003/2004 nelle scuole secondarie di primo grado viene confermato per l'anno scolastico 2004-2005 e fino alla messa a regime della riforma, per garantire il graduale passaggio al nuovo ordinamento;

4al fine di realizzare la continuità educativa tra il complesso dei servizi all'infanzia, la scuola dell'infanzia e la scuola primaria verranno realizzati appositi accordi con le Regioni e con gli Enti locali;

5viene chiarito che, in attesa della definizione del diritto-dovere all'istruzione con apposito decreto legislativo, restano in vigore le sanzioni previste dalle norme vigenti per la mancata frequenza.

La Riforma della Scuola, con il via libera definitivo del Consiglio dei Ministri, parte così regolarmente con l'inizio del prossimo anno scolastico nelle cinque classi della scuola primaria e nella prima classe della scuola secondaria di primo grado.

"Tra gli strumenti introdotti per l'attuazione della riforma nel primo segmento dell'istruzione", ha detto il Ministro Letizia Moratti, "vi è l'arricchimento delle offerte formative, con un ventaglio di scelte più ampie e personalizzate, come l'insegnamento della lingua inglese e dell'informatica nella scuola primaria e di una seconda lingua comunitaria nella scuola media. Viene inoltre garantito il tempo pieno nella scuola primaria e prolungato nella scuola secondaria di primo grado secondo nuove e più flessibili modalità, per venire incontro alle esigenze delle famiglie. Si tratta", ha ribadito il Ministro, "di opportunità formative offerte dalle scuole di tutta Italia in maniera assolutamente gratuita".

Il decreto legislativo approvato oggi costituisce la prima attuazione della delega legislativa prevista dalla legge 53/2003. Queste le principali novità:

1. l'anticipo graduale delle iscrizioni alla scuola dell'infanzia delle bambine e dei bambini che compiono i tre anni, e alla scuola primaria dei bambini e delle bambine che compiono i sei anni entro il 30 aprile dell'anno scolastico di riferimento. Per il prossimo anno scolastico, come è avvenuto per quello in corso, possono iscriversi le bambine e i bambini che compiono rispettivamente i tre e i sei anni entro il 28 febbraio 2005;

2.l'introduzione di più libertà di scelta per le famiglie e di più autonomia didattica e organizzativa per le scuole, in relazione a piani di studio personalizzati, al fine di realizzare l'obiettivo della legge di favorire la crescita e la valorizzazione degli allievi, nel rispetto dell'identità e delle aspirazioni di ciascuno di essi. A questo fine, l'orario scolastico viene così riorganizzato:

- per la scuola dell'infanzia da un minimo di 24 a un massimo di 50 ore settimanali a scelta delle famiglie;

- per la scuola primaria, 27 ore settimanali obbligatorie e 3 ore di attività e insegnamenti opzionali (obbligatori per la scuola e facoltativi e gratuiti per gli allievi), per un totale massimo di 30 ore settimanali. Il tempo pieno (27 ore + 3 + 10) sarà offerto a tutti i bambini della scuola primaria gratuitamente come in passato e fino a 40 ore settimanali, comprensive del tempo mensa, sulla base delle scelte che i genitori esprimeranno al momento dell'iscrizione dei figli;

- per la scuola secondaria di primo grado, 27 ore settimanali obbligatorie e 6 ore di attività e insegnamenti opzionali (obbligatori per la scuola e facoltativi e gratuiti per gli allievi), per un totale massimo di 33 ore settimanali. Il tempo prolungato viene garantito gratuitamente fino a 40 ore settimanali (27 ore + 6 + 7).
Vengono inoltre potenziate le attività di laboratorio, al fine di consentire l'effettiva formazione personalizzata e di ampliare l'offerta formativa, nelle singole scuole o in rete;

3.l'affidamento, per l'intera durata del corso sia della scuola primaria, sia della scuola secondaria di primo grado, al docente "tutor", delle funzioni di orientamento per la scelta delle attività opzionali, di coordinamento delle attività educative e didattiche, di cura delle relazioni con le famiglie e di cura della documentazione del percorso formativo compiuto dall'allievo;

4.l'introduzione del portfolio delle competenze, che dovrà documentare il percorso formativo seguito da ogni allievo fin dalla scuola dell'infanzia;

5.l'introduzione dell'insegnamento della lingua inglese e dell'alfabetizzazione informatica fin dal primo anno della scuola primaria;

6.l'introduzione della seconda lingua europea e il potenziamento dell'alfabetizzazione informatica a partire dalla prima classe della scuola secondaria di primo grado;

7.la frequenza di almeno tre quarti dell'orario annuale per ciascun studente ai fini della validità dell'anno, a partire dalla scuola secondaria di primo grado;

8.la valutazione, periodica e annuale, a partire dalla scuola secondaria di primo grado, affidata ai docenti, dovrà accertare il raggiungimento di tutti gli obiettivi formativi ai fini del passaggio al periodo didattico annuale o biennale successivo, valutando anche il comportamento degli alunni, e ferma restando la possibilità di non ammettere all'anno successivo dello stesso biennio in caso di accertate gravi carenze;

9.l'abolizione dell'esame di Stato alla fine della 5° classe della scuola primaria, per favorire la continuità didattica.


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 Grazia Perrone    - 24-01-2004
SCIOPERO GENERALE


La Gilda, esprime un giudizio fortemente negativo sul decreto approvato oggi.

Annuncia l’intento di continuare nella sua azione di denuncia nelle scuole, nelle sedi istituzionali, ovunque, dei limiti della riforma. Chiamerà i docenti ad opporsi con tutti gli strumenti di contrasto consentiti.

La Gilda rivolge un appello a tutte le Associazioni professionali e sindacali affinché si arrivi ad azioni unitarie di protesta sul tema della riforma fino allo sciopero generale della scuola.

Il decreto emanato dal Consiglio dei ministri non ha modificato nella sostanza l’impianto già noto, limitandosi ad introdurre elementi di flessibilità e di graduazione nella gestione degli anticipi con l’intento di attenuare solo gli effetti negativi di un progetto senza coperture economiche ed alcune temporanee misure sugli organici.

La riforma agisce pesantemente sull’organizzazione scolastica destrutturando l’attuale assetto, finendo per essere decisamente dannosa; la prevista riduzione oraria delle discipline obbligatorie, infatti, produrrà un abbassamento della qualità degli studi, e le riduzioni, a regime, degli organici avrà ulteriori effetti negativi sulla qualità complessiva del sistema.

Grave responsabilità politica appare la scelta di procedere comunque nel portare avanti una riforma senza il coinvolgimento dei docenti, senza la loro condivisione, una scelta che provocherà ulteriori forme di malessere e di disaffezione verso l’insegnamento.

Irrisolte tutte le questioni di merito su cui la Gilda degli Insegnanti ha espresso giudizi negativi e chiesto una sostanziale revisione e modifica, in particolare sono stati mantenuti: una astratta e inattuabile personalizzazione dei piani di studio, l’introduzione surretizia di forme gerarchiche di carriera, l’assurda commistione di responsabilità e l’aumento di burocrazia del portfolio, l’attacco alla libertà di insegnamento attraverso l’ imposizione di metodologie didattiche confuse e impraticabili, l’invasione di spazi demandati alla contrattazione.

Il Coordinatore nazionale
Prof. Alessandro Ameli
Roma, 23 gennaio 2004



 Corrado Barachetti    - 24-01-2004
APPROVATO IL DECRETO


Il Consiglio dei Ministri approva il Decreto.
CGIL CISl e UIL scuola proclamano la mobilitazione del personale della scuola.
E’ prevedibile a breve la “chiamata” ad una grande mobilitazione e sciopero.



Il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto attuativo della Legge 53 sulla scuola dell’infanzia e sul primo ciclo dell’istruzione. E’ una decisione sbagliata, un decreto inaccettabile. La nostra lotta continua.
Tutto ciò è avvenuto senza alcun confronto con le Organizzazioni Sindacali, pur in presenza di precisi impegni formalmente assunti dal Governo e di reiterate richieste di incontro e di confronto delle Organizzazioni.
Non si sono ascoltati i pareri di illegittimità, il NO della Commissione Bilancio della Camera e Senato, le grandi mobilitazioni di questi ultimi due mesi.
Le ricadute del provvedimento sul funzionamento della scuola, sulle famiglie, sul personale e sull’organizzazione del lavoro saranno molto pesanti e negative.
Di fronte a questo quadro negativo Cgil Scuola, Cisl Scuola e Uil Scuola hanno proclamato da oggi, 23 gennaio 2004, l’immediato stato di mobilitazione di tutto il personale della scuola.
Se nei prossimi giorni non verrà aperto un confronto finalizzato a determinare rapidamente risultati in termini di impegni e di certezze i Sindacati scuola decideranno le ulteriori iniziative di lotta.

Barachetti Corrado Ezio
Segretario CGIL scuola Bergamo

 ilaria ricciotti    - 24-01-2004
Se "... busseremo alla porta del grande ed affidabile premier onorevole Silvio Berlusconi; se non crederemo più a quanto scritto da certa stampa; se non faremo scendere in piazza bambini indifesi; se ci affideremo a" lui", ci accorgeremo che le cose sono giuste, anzi giustisssime.
Siamo noi AD ESSERE prevenuti.
Questo decreto dà molto alla scuola pubblica - come ha affermato la ministra - anzi di più.


CREDIAMO, CREDIAMO,
LASCIAMO PRENDERCI PER MANO,
ESSI VOGLIONO IL BENE DELLA GENTE,
NON AGISCONO ANNEBBIANDOCI LA MENTE.
ESSI SONO BUONI E VOGLIONO ER PIU' PER I NOSTRI BAMBINI,
PERCIO' SMETTIAMOLA DI OSTACOLARLI, LASCIAMOLI FARE,
E NON COMPORTIAMOCI COME DEI CRETINI.
DELLE CASSANDRE NEGATIVE E PREVENUTE,
ABITUATE A NON FARE, E A RIMANERE SORDE E MUTE.
I SOLDI CI SONO, QUESTA SCUOLA ANDRA'...
PAROLA DI PREMIER E DI MINISTRO CHE LA DIRIGERA'.

 Alba Sasso    - 24-01-2004
La scuola torna indietro nel tempo!

E’ stato approvato un decreto di dubbia legittimità e di difficile attuazione, che riporta la scuola indietro nel tempo.
Il Tempo Pieno ritornerà ad essere, come trenta anni fa, “doposcuola”.

Non è questa la scuola di cui il Paese ha bisogno!

 Giuseppe Truglia    - 26-01-2004
Sono un docente di Educazione Tecnica. Ho letto e riletto la riforma Moratti e non sono riuscito a capire dove saremo collocati noi miseri insegnanti di detta disciplina. Chiedo:
1) - Cosa sarà di noi?
2) - Ci faranno fare dei corsi di riconversione? Per fare che cosa?
3) - Chi come me ha più di cinquant'anni di età e più di trent'anni di servizio, cosa farà se sarà licenziato?
A tutto questo la Signora Ministro ha pensato?
Se riterrete opportuno rispondermi, vi sarei grato se mi deste delle delucidazioni in merito.

 Redazione    - 26-01-2004
Dalla Uil scuola di Lecce arriva questo documento:


AL SIG. PREFETTO DI LECCE AL DIRETTORE DEL C.S.A. DI LECCE AI SIG. PARLAMENTARI DELLA PROVINCIA DI LECCE ALLE OO.SS. DELLA SCUOLA PROVINCIALI E NAZIONALI AGLI ORGANI DI STAMPA

Documento dei Docenti di Ed. Tecnica sul Decreto legislativo 28 marzo 2003 n.53

I Docenti di Ed. Tecnica della provincia di Lecce intendono, con il presente documento, offrire a tutti i Soggetti Politici e Sindacali, dei momenti di riflessione approfondita sul gravissimo scenario che il sopraindicato decreto legislativo prospetta per la scuola media in generale, per la disciplina e per i docenti medesimi in modo particolare. Dall'attenta lettura del provvedimento di legge si evince quanto segue:

1. Dalle indicazioni nazionali per i piani di studio personalizzati della scuola secondaria di 1° grado, a cui lo steso decreto e la circolare sulle iscrizioni del 13 gennaio 2004 fanno riferimento, si arguisce in modo semplice e chiaro la scomparsa della disciplina come entità autonoma e, ovviamente, la smobilitazione o precarizzazione didattica degli organici dell'Educazione Tecnica.

2. Questa riforma oltre agli aspetti negativi già contestati, nelle linee generali, dalle OO.SS., cancella 40 anni di lavoro, di ricerca e di significative esperienze didattiche che hanno profondamente innovato la scuola Media, nel pieno rispetto delle linee pedagogiche e metodologiche elaborate da validi studiosi dell'età evolutiva e confermati dal parere di merito espresso dal Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione (C.N.P.I.) sulla legge 53.

3. Se tale era ed è l'obiettivo del legislatore, una più chiara ed esplicita formulazione "è abolito l'insegnamento dell'educazione Tecnica", avrebbe fatto capire da subito a tutti l'elemento veramente innovativo della riforma: eliminare la disciplina di Ed. Tecnica per giungere successivamente alla precarizzazione ed al licenziamento dei docenti interessati.

4. Alla luce di quanto esposto, i docenti di Ed. Tecnica della provincia di Lecce rivolgono un pressante appello alle OO.SS. Provinciali e Nazionali ed alle forze politiche tutte, di governo e di opposizione, perché vengano introdotti tutti i correttivi necessari tenendo nella debita considerazione il parere espresso sulla riforma dal C.N.P.I. ". Il C.N.P.I. condivide, altresì, le preoccupazioni di quanti rilevano i possibili effetti negativi sullo sviluppo formativo degli alunni, qualora non dovessero essere mantenute, nel primo ciclo di istruzione, all'interno del curricolo obbligatorio, tutte le discipline, compresa l'Educazione Artistica, l'Educazione Musicale, L'Educazione Tecnologica e quella Fisico-Motoria", e perché venga salvaguardata, di conseguenza, la piena occupazione di tutti i docenti in servizio.

In attesa di avere l'opportunità di incontrare parlamentari e rappresentanti sindacali che vorranno sostenere l'iniziativa mirata a sventare un ferita gravissima per la scuola italiana e per la salvaguardia dei livelli occupazionali che solo per la provincia di Lecce interessano circa 400 docenti sui 14.000 circa a livello nazionale, tutti i Docenti interessati possono fare giungere richieste di adesione al presente documento o suggerire altre proposte di efficaci iniziative a: UIL Scuola Via P. Palombo,2 - 73100 Lecce

LECCE 22/01/04

Per il Comitato promotore: Giuseppe Mangiacavallo,Elio Gaetani Lucio D'Arpe Claudio Della Valle