Approvato il decreto attuativo della Riforma
Vittorio Delmoro - 24-01-2004
LA LOTTA COMINCIA ORA!

Se vogliono la guerra, la avranno, visto che si dimostrano più stupidi di quel che si pensava.
Con l'approvazione odierna del Consiglio dei Ministri parte la controriforma morattiana, e parte contro tutta la scuola opubblica, insegnanti, alunni e genitori, il cui parere si è fatto ampiamente sentire in questi due anni.
Quando scesero in piazza tre milioni di persone a difendere un piccolo diritto, il governo sembrò capire e fece dietrofront; quando ne scesero in piazza due contro la riforma pensionistica, il governo fece una pausa e riprese la trattativa. Ora che è scesa in piazza la scuola pubblica il governo si è tappato occhi e orecchi ed è avanzato come un buldozer : di voi non ce ne frega nulla!
Facciamogliela pagare; la lotta comincia ora.
In ogni scuola italiana nessuno accetti di fare il tutor; coloro che sembrano più disponibili dovranno essere convinti con la forza degli argomenti o con il disprezzo dei colleghi.
In ogni scuola italiano si formino comitati di insegnanti, genitori e studenti che inventino ed attuino ogni forma di resistenza e di disobbedienza civile a questa controriforma.
La scuola italiana scenda in sciopero unitariamente e chieda a tutte le categorie dei lavoratori uno sciopero generale.
I mesi che ci separano dalle elezioni di giugno diventino mesi di mobilitazione perché si convinca anche l'ultimo scettico, così che questo governo ritrovi nelle urne il risultato della propria arroganza.
Una postilla (piccola) a quei nani pusillanimi dei centristi di governo, così tanto pompati da Tuttoscuola : la vostra credibilità assomiglia oggi a quella dei bond Parmalat.




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 Ilaria Ricciotti    - 24-01-2004


UN VENTO GELIDO SI ABBATTE...

Un vento gelido sta spazzando via,
qualcosa d'importante:
la scuola dell'autonomia.

Quella scuola voluta non solo da cattocomunisti fuori luogo e fuori tempo,
ma da coloro che hanno costruito un'istituzione non certo in un momento.

Un vento gelido sta spazzando via le speranze per una scuola rinnovata,
che si preoccupi di tutti, in special modo di coloro che non l'hanno tanto amata.

Ma, dimenticavo che in questo particolare momento,
è bene accetto chi non disturba e non emette alcun lamento.

Chi sa barcamenarsi in una società di alti e bassi,
dove non si discute sull' ABSOLUTUS, nè sui tanti gradassi.

Un gelido vento sta spazzando via risorse umane,
che lasciano il bel Paese per andarse via lontane.

Esse utilizzeranno le loro numerose capacità,
per altri Stati, per altre pingue ed allettanti società.

Questa volta "la bellissima" riforma della scuola morattiana,
ha tenuto,
ed ha vinto, nonostante siano scese in piazza più di una bandiera e più di una sottana.

I bambini con essa avranno modo di anticipare i loro tempi, di imparare l'inglese e l'informatica,
ma, saranno ancora tutte le ore d'italiano, di tecnica , di...e di matematica?


Questa volta un vento gelido sta spazzando via,
un tipo di scuola che era nostra, vostra e mia.

In questa nuova scuola è sotteso il tipo di alunno che si vorrà formare,
un alunno che dovrà star zitto, ubbidire, vendere, vendere ed arraffare.

Questo vento gelido che si sta abbattendo sulla scuola spazza via e rattrista,
perchè ti fa sentire in balia di altri e non
sei più nè tu, nè lui il vero protagonista.

Ma certamente queste considerazioni sono di parte,
non vanno lette,
nè considerate,
perchè fuori tempo, e non impregnate di raffinata arte.



 Gianni Mereghetti    - 24-01-2004
Nutro profondo rispetto per le opinioni altrui, ma mi fanno paura questi toni di guerra.
No, non credo sia un bene esasperare la conflittualità dentro la scuola.
Chi vuole combattere la riforma lo faccia, ma la scuola non è ambito di scontro politico-ideologico, è invece il luogo dove, pur da diversi punti di vista, si possa costruire.
Se per i contenuti e i metodi di una riforma si lacererà il tessuto della scuola, saranno gli studenti a perderci, molto di più che non con la realizzazione di questa riforma, per la quale comunque non c'è futuro se non saranno garantite autonomia e professionalità docente.
Il cambiamento della scuola si gioca nelle sue aule, soprattutto laddove si diventerà capaci di lavorare insieme per il bene degli studenti.
Del resto sarà attraverso il lavoro educativo che si potrà mutare ciò che in questa riforma lascia a desiderare! Ed è qualcosa di più del tempo pieno o dell'insegnante tutor .......................
GRAZIE per l'attenzione e nella speranza di non dover vivere dentro la scuola un clima di guerra civile, che sarebbe lacerante e distruttivo.

 Irene Baule - 1° Circolo di Alghero (SS)    - 24-01-2004
anche a me uno sciopero generale unitario e di tutte le categorie pare la risposta più appropriata: non è più un problema "specifico" degli insegnanti (se lo è mai stato): - sono in pericolo la nostra cultura e la nostra società democratica

 Adriano Campo    - 25-01-2004
Sono pienamemte d'accordo con tutte le azioni di lotta per difendere la scuola e contro una riforma fatta all'insegna del disprezzo e sopratttutto dell'incompetenza: che ne sa della scuola pubblica la Moratti, che ne sa del perchè del tempo pieno e dell'organizzazione modulare? che ne sa dei programmi degli Orientamenti della Scuola dell'infanzia? Che ne sa del perchè didattico -pedagogico si sono formati i team di insegnanti? Che ne sa dei contenuti dei programmi della S. E. se non riesce ancora a capire che l'Inglese e l'Informatica (non il computer!) erano già stati introdotti da tempo nei piani didattici della scuola?. Che se sa ........
Si torna ad un tempo scuola di 27 ore, all'insegnante tuttologo e "novità della novità" ..... alle attività integrative (ricordate????), opzionali, facoltative e scelte dai genitori.
Insegnanti che nelle elezioni passate hanno votato per Berlusconi, sono sconcertati e pronti a lottare. Uniamo tutte le nostre forze e diciamo NO !!!!!
La vinceremo, ne sono sicuro!


 Giuseppe Aragno    - 25-01-2004
La guerra, purtroppo è già cominciata. Da tempo.
Ci siamo gingillati con la storiella dello sciopero che è un'arma superata e inefficiente, con quella delle forme di lotta alternativa che però non cerchiamo, ci siamo ingabbiati nella scuola "servizio" e "pronto soccorso" e ci siamo condannati ad ingoiare i protocolli d'intesa sulla regolamentazione dello sciopero.
Bene, anzi male, ma a questo penseremo dopo. Oggi, organizzare uno sciopero generale nazionale di tutte le categorie, partendo magari da un'occupazione il più ampia possibile delle scuole, è un percorso che si può ancora costruire: sarebbe un no assordante e devastante per un governo che ha gettato la maschera e si è messo apertamente sulla strada dell'illegalità. Costruiamolo, quindi, questo percorso, partendo però dall'anno zero, quello in cui abbandoniamo i tavoli di ogni trattativa sulla scuola, carriera compresa, in nome di un principio: con un governo che ignora la Costituzione non si tratta. Su nulla, per nulla, di nulla. Solo così si può pensare ad uno sciopero vero e solo così si scava una trincea: alla guerra come alla guerra.
Siamo disposti a farlo?

 camillo pagni    - 25-01-2004
Probabilmente il proclama di Mussolini era più mite del tuo.
Mancano marce e fanfare e siamo in piena follia.
Come insegnanti siamo, come dici tu poco ascoltati:
con questo modo di fare purtroppo è quanto ci meritiamo.

 Tarcisio Fornoni    - 25-01-2004
La situazione è preoccupante: è vero. Ma anch'io sono d'accordo nel dire che i proclami servono a poco contro costoro che hanno fatto del ribaltamento di qualsiasi opinione contro il loro cavallo di battaglia. Controllano troppo e sanno usare molto bene questo controllo. Propongo piuttosto assemblee aperte nelle scuole in cui si invitano i genitori e si spiega davvero cosa è questa riforma, forse anche loro riuscerebbero a capire qualcosa sui disastri a cui stiamo assistendo.

 S. Indelicato    - 25-01-2004
La reazione apocalittica e di rigetto totale del decreto mi sembra fuori dalla realtà. Bisogna stare al contenuto del decreto e attenzionare i seguenti elementi di interesse rispetto alla iniziale posizione:
o un riferimento importante all'autonomia delle scuole: “in attesa dell'emanazione delle norme regolamentari di cui all'articolo 8 del DPR 275/99, le istituzioni scolastiche, nell'esercizio della propria autonomia didattica ed organizzativa, provvedono ad adeguare la configurazione oraria delle cattedre e dei posti di insegnamento ai nuovi piani di studio allegati al presente decreto”; o l'aver confermato l'organico della scuola primaria. Per quella secondaria di primo grado, l'attuale assetto organico è confermato fino alla “messa a regime”, cioè almeno fino al 2006/2007. La previsione citata attenua di molto le difficoltà organizzative immediate per la programmazione degli organici e delle cattedre per il prossimo anno (e le conseguenti tensioni interne agli istituti).
o l'organico di istituto. Se questo significa il ripristino, sia pure in altra forma, dell'organico funzionale allora non possiamo che accoglierla con favore.
o la riconfermata previsione del tutor E' positiva la previsione di una prima differenziazione professionale nel profilo docente, che può costituire l'avvio del superamento nell'attuale condizione di appiattimento. Come pure è da apprezzare l'indicazione della necessità di una sua “specifica formazione”, e l'indicazione delle sue aree di responsabilità (rapporto con le famiglie ed il territorio, funzioni di orientamento rispetto alla scelta delle attività opzionali, tutorato degli allievi, coordinamento delle attività educative e didattiche, relazioni con le famiglie, cura – con l'apporto degli altri docenti – della documentazione del percorso formativo).
Affermazioni fatte a caldo quali quelle che in caso di futuro cambio di maggioranza si azzera tutto, non fanno altro che scambiare la scuola per un terreno di scorribande della politica.
E perché poi il sindacato dovrebbe occuparsi di tutto e del contrario di tutto. E le forze politiche, il parlamento, le associazioni professionali che ci stanno a fare ?


 Paolo Freschi    - 25-01-2004
Calma e gesso, colleghi. Noto con preoccupazione che anche fra chi è contrario alla riforma moratti ci sono crepe e spaccature. Non è il momento di discutere sui toni. Ciascuno si mantenga calmo ed attui tutte le forme di lotta che può mettere in campo. L'una non esclude l'altra. Un mio esempio piccolo e banale: sto documentando sul sito della scuola le attività svolte nei laboratori del tempo prolungato in modo che l'utenza possa giudicare quello a cui dovrà rinunciare. E' una protesta moderata, che non mi impedirà certo di scendere in sciopero quando sarà il momento.
Paolo Freschi
Roma

 Costantina Cossu    - 25-01-2004
questo ( la riforma) è il risultato di gente mediocre al potere.
Chiamarli politici è una offesa per le persone veramente preparate che non riescono a far sentire la loro voce perchè imbavagliate da una maggioranza sorda che sta distruggendo tutto ciò che in questi anni è stato costruito.
Speriamo che la categoria insegnanti si ricompatti e lotti unita, il detto "l'unione fa la forza" è valido più che mai.

 Vittorio Delmoro    - 26-01-2004
Caro Gianni (Mereghetti),
vorrei rispondere al tuo timore, senza offendere la tua sensibilità.
Tu ha naturalmente il diritto di tirarti fuori, di non essere contato fra le truppe dei resistenti, pur resistendo anche tu a tuo modo; tu hai il diritto di rinchiuderti nella tua aula a cercare di fare quello che ritieni giusto nella tua professione educativa, anzi di più, ora che dall’esterno ti senti anche tu minacciato; tu hai il diritto di pensare (da buon vecchio ciellino, quale io ti ritengo, forse a torto) che i cambiamenti veri possono nascere solo dal di dentro e dall’umile lavoro quotidiano.
Certo che hai questi diritti, ci mancherebbe!
Anche noi però abbiamo i nostri, che sono quelli di opporci con tutte le nostre forze, legali o meno, a quello che ci appare un vero e proprio scempio della scuola pubblica italiana e di ogni teoria educativa basata sulla condivisione e sulla partecipazione.
Fossimo stati nel ’43, io sarei partito per la montagna (o almeno spero, se la paura non avesse avuto la meglio), tu invece ti saresti rintanato da qualche parte a cercar di fare qualcosa pure tu, senza alcun clamore.
Non attribuire un valore di merito a questa scelta duale, è solo un esempio.
Dove invece ti sbagli e in questo tuo timore che la scuola diventi trincea, le lezioni battaglie ideologiche, gli alunni ostaggi inconsapevoli; tutta una fraseologia nella quale sono bravissimi i berlusconidi.
No, Gianni, la scuola non sarà tutto questo; anzi, come dice Claudia Fanti, le nostre scuole saranno ancora più belle, ancora più accoglienti, ancora più collaboranti di prima; perché quelli che ci muovono alla resistenza e a dare battaglia a questa controriforma con ogni mezzo sono gli stessi valori che mettiamo al centro del nostro essere educatori, ogni giorno, in ogni scuola.
I pochissimi che condividono questa controriforma tengono più all’individuo che alla collettività, tengono più alle differenze che alle uguaglianze, tengono più alle separazioni, che alle unioni e soprattutto se ne stanno zitti nelle loro aule, col timore di condividere anche un caffè.

 Grazia Perrone    - 27-01-2004
Claudia - che ha scritto cose bellissime e condivisibili - ha detto anche un'altra cosa, Vittorio.

Ha reiterato - con formulazione diversa - la stessa richiesta di Giuseppe Aragno.

Fuori la carriera dalla scuola.

E dal Contratto gestito in regime di "dittatura della maggioranza".

Aggiungo io.

 Vittorio Delmoro    - 27-01-2004
Sarò scemo, oppure traviso, non so.
Ma tu, Grazia, non sei un'esponente della Gilda?
E la Gilda non è sempre stata a favore della carriera?
Se mi sbaglio, dimmelo subito, prima che continui nei miei travisamenti.
In ogni caso non sono certo io a sostenere una carriera!

 ilaria ricciotti    - 27-01-2004
Questo è anche un decreto salvaguardia carriera? chiedo a chi sa interpretare il linguaggio specifico meglio di me? Se si di chi? Di chi merita un eventuale a-van-za-men-to, o di chi sa oscillare a seconda di come va il vento?

 gp    - 28-01-2004
La carriera la sosteneva Gigliotti che - una volta messo in minoranza in Assemblea Nazionale - ha fondato l'Apef: Associazione sponsorizzata dall'On. Adornato.

Ciao!

Grazia

 ilaria ricciotti    - 28-01-2004
Spesso appuro con piacere che in questa lista c'è gente molto preparata ed anche disponibile a fornirti delle informazioni politiche e/o sindacali . Tra queste una è la carissima Grazia, anche se nel suo ultimo commento ha dato per scontato che tutti sanno chi è Gigliotti o Adornato, e che cosa significa Apef. Di conseguenza, cara Grazia ti chiederei, se non ti dispiace, di perdere un po' del tuo tempo nel fornire spiegazioni più ampie in merito, e spero anche che tale esigenza non sia soltanto mia.
Grazie anticipatamente.
Ilaria

 gp    - 29-01-2004
Hai ragione ... ho dato per scontato parecchie cose, scusami.

Dunque ... in Gilda fin dalla sua costituzione (nel 1988 in seguito ad una scissione dai Cobas) si è sempre discusso animatamente di tutto senza pregiudiziale alcuna. Sulla definizione della carriera i favorevoli erano (tra gli altri) Alessandra Cenerini e Sandro Gigliotti che - della Gilda - è stato il coordinatore nazionale per 12 anni.

Dal 1988 fino all'Assemblea Nazionale del 26 maggio 2000 nella quale è stato "sfiduciato" e rimosso dall'incarico di coordinatore nazionale.

La Cenerini era già andata via e aveva fondato l'ADi (Associazione Docenti italiani); Gigliotti andrà via dopo le prime elezioni Rsu (dic. 2000) fondando l'Apef: una Associazione numericamente inconsistente ma che ha goduto (e gode ancora) dell'appoggio del presidente della VII Commissione Cultura della Camera: l'On. Ferdinando Adornato. In queste elezioni Rsu l'Apef si è "associata" all'ANP (Associazione nazionale presidi) dando vita alla lista delle, cosiddette, "alte professionalità" sotto l'egida Anp.

Gigliotti - fino alla sua, improvvisa, scomparsa - ha ricoperto l'incarico di consigliere dell'On. già citato.

Spero di aver fornito tutte le spiegazioni che cercavi.

un caro saluto

 ilaria ricciotti    - 29-01-2004
Sei stata molto chiara e penso che ricevere certe informazioni abbiano aiutato molti a capire. Capire molte cose in riferimento alle tanto allettanti cariche. Cariche che soprattutto noi poveri cittadini non abbiamo mai ricoperto e non ricopriremo mai.
Ti ringrazio per questo.
Saluti, Ilaria