Lettera aperta a Mereghetti
Antonio Cucciniello - 20-01-2004
Caro Mereghetti,
Il modo in cui difendi la Riforma Moratti, non solo nei principi ma anche nei corollari, mi fa tenerezza ma lo considero un atto di coraggio in una società sempre più conformista.
Eppure, tu vedi i paraocchi "ideologici" solo nei ragionamenti di quelli che non la pensano come te e come i "grandi" esperti scolastici della Casa delle Libertà ( Moratti, Aprea, Bertagna ed i "pasdaran" di Comunione e Liberazione ).
Prendendo continuamente a pretesto le posizioni degli esponenti della C.G.I.L. che sono sempre "ideologiche" perchè sono il parto di cervelli "malati di comunismo", continui a parlare di Libertà ( libertà delle scuole, soprattutto confessionali, a spese dello stato, e libertà di insegnamento nelle scuole ) come se fossimo nell'ex Unione Sovietica.
Le puntuali e precise risposte che alcuni colleghi ( Isa Cuoghi, Ettore Martinez ) hanno dato al tuo intervento dell' 8/01/2004 ( "Una battaglia reale?" ) non sono affatto "ideologiche" ma sono semplicemente delle riflessioni logiche sulla qualità del "futuro tempo pieno" nella scuola elementare e sul nuovo stato giuridico dei docenti che dovrebbe, per te e per i tuoi amici, dare i pieni poteri ai Dirigenti scolastici e limitare quelli di qualsiasi individuo e/o organizzazione che possa rappresentare interessi diversi da quelli del Governo e del Ministero dell'Istruzione.
Molti lettori di Fuoriregistro , incluso me, hanno polemizzato spesso con te sulla riforma, sul ruolo dei lavoratori e dei sindacati ma le critiche non hanno scalfito nemmeno un pò le tue certezze e la riprova è la difesa del decreto Moratti sul tempo pieno nella scuola elementare e sul tempo prolungato nella scuola media.
Se nella scuola elementare, il "gioco" delle 40 ore settimanali può reggere sul piano strettamente quantitativo ( in merito alla qualità delle stesse, nel confronto con il "vecchio tempo pieno", le osservazioni critiche di Isa Cuoghi dovrebbero farti pensare almeno un pò ), nella scuola media nemmeno sul piano numerico i conti tornano.
Nel "vecchio tempo prolungato" ( t. p. ), le ore settimanali per tutti i ragazzi che lo sceglievano erano 36, senza mensa, oppure 39- 40, con la mensa, articolate in attività curriculari, di recupero e di potenziamento di alcune discipline come Italiano, Matematica e Lingua straniera, di ricerca e di laboratori con possibili momenti di compresenza dei docenti; la normativa iniziale, prima che molti Dirigenti come Aprea mettessero i bastoni tra la ruote con le supplenze ed altro, permetteva una seria e rigorosa programmazione del lavoro non solo perchè prevedeva che qualcuna delle 18 ore di insegnamento fosse utilizzata per il coordinamento delle attività ma anche per il fatto che l'insegnante di Lettere era utilizzato su una sola classe ( invece delle due del tempo normale ), quello di Matematica e Scienze su due classi ( invece di tre ), ecc.e, quindi, con un orario potenziato si poteva lavorare rispettando i ritmi di apprendimento dei ragazzi, tentare anche il difficile recupero degli alunni ( e non sono pochi ) che incontrano difficoltà nella scuola media e valorizzare le capacità anche dei più bravi con il potenziamento disciplinare e con ricerche sul territorio.
Il "nuovo tempo scuola" sarà per tutti di 27 ore settimanali ( addirittura 3 in meno rispetto alle 30 del "vecchio tempo normale", t. n. ) con la possibilità di altre 6 ore, a scelta dei genitori e su indicazione della scuola o meglio del tutor.
Quali situazioni potranno verificarsi? Perchè tu capisca meglio, faccio delle ipotesi ( attento, le ipotesi sono mie e non degli esperti del Ministero i quali, furboni, in nome dell'autonomia, delegano ai docenti la patata bollente delle scelte ):
27 ore obbligatorie + 2 facoltative di recupero ( inglese e matematica ) per gli alunni un pò incerti: 29 ore in tutto, senza mensa;

27 " " + 4 " " " ( diverse materie ) per gli aunni molto incerti: 31 ore;
27 " " + 4 " " " + 2 di attività motorie per gli "ipercinetici" molto incerti: 33 ore;
27 " " + 2 facoltative di latino per gli alunni "destinati" ai licei classico e scientifico;
27 " " + 2 " " " + 2 di strumento musicale per i "bravi";
27 " " + 2 " " +1 " " " + 2 di lingua straniera +1 di informatica per i "superbravi"; e si potrebbe così continuare.

Vedi, caro Mereghetti, che hai sbagliato i calcoli:
27+ 2 = 29 e non 30 ( vecchio t. n. ) o 36 ( t. p. );
27+ 4 = 31 e non 36, ecc.

E cosa succederà per le materie delle 27 ore curricolari? E per l'organico dei docenti?
Anche in questo caso i furboni del Ministero hanno elaborato delle ipotesi con minimo e massimo di ore, delegando ancora una volta la scelta alle scuole: ecco la vera libertà di scelta.
E comunque, anche se per le materie curricolari le scuole scelgono il massimo delle "forchette" ipotizzate, i conti non tornano ugualmente, perchè, ad esempio, le "vecchie" 3 ore dell' Educazione Tecnica e le 6 di Scienze Matematiche, fisiche . ecc. , "sommate" diventano, con la riforma, circa 7 ore settimanali: ecco il miracolo della nuova matematica "morattiana".
Ma il Ministro non aveva promesso di potenziare lo studio della geometria e l'utilizzo del computer? E che fine faranno gli inseganti di Ed. Tecnica? E non voglio, altresì, dilungarmi molto nel sottolineare altre contraddizioni quali la riduzione delle ore delle materie letterarie e la "moltiplicazione" delle cosiddette "educazioni" ( civica, ambientale, ecc. ), il raddoppio delle lingue straniere e la riduzione delle ore per le stesse: il sapere "spezzatino", che forse è una delle cause della crisi della scuola attuale, portato all'ennesima potenza e, per giunta, con una secca riduzione di orario. Che bel capolavoro !!!
Nonostante ciò, per come viene presentato dalle principali reti televisive, il progetto Moratti appare ben strutturato, rispettoso finalmente della libertà dei genitori e quindi delle loro scelte, con attività didattiche di pari dignità.
Ma una lettura più approfondita dello stesso può portare anche a conclusioni diverse dalle tue, e non certo rassicuranti per gli alunni e per la qualità dell'istruzione.
In precedenza ho descritto in modo abbastanza analitico come poteva funzionare un tempo prolungato; spero, quindi, che tu abbia finalmemnte capito che anche il tempo prolungato come il tempo pieno, per dirla con Clotilde Pontecorvo, "è una visione organica della giornata scolastica, che non può essere riempita in qualsiasi modo ma va articolata coerentemente dal punto di vista educativo. I bambini ( o ragazzi ) non vanno a scuola per essere custoditi ma tutti i momenti della giornata devono essere qualificati".
Il tempo prolungato, oltre ad essere un "tempo arricchito", è anche un "modello pedagogico" perchè ha l'obiettivo di contribuire allo sviluppo dei diversi "campi dell'intelligenza che non si manifesta soltanto attraverso la logica ma anche con attività motorie, manipolative, creative, di espressività. Non si va ad aggiungere un corso ad un altro ma si garantisce al bambino uno sviluppo integrato".
Con la Riforma Moratti, invece, siamo tornati al doposcuola e alle libere attività complementari degli anni ' 50- 60; nelle ore facoltative pomeridiane ( ? ) i "deboli" in matematica di varie classi formeranno un bel gruppo di "deboli" con un insegnante diverso da quello curricolare che non conosce la loro storia, le loro difficoltà e non potrà che fare da "badante" o, nel migliore dei casi, seguirli nell'esecuzione dei compiti; la ghettizzazione è dietro l'angolo e, fin dalla 1^ media, si delineano i percorsi individuali che porteranno poi, alla fine della 3^ media, alla scelta quasi "obbligata" e "sponsorizzata" dal tutor tra la formazione professionale e la scuola superiore.
E tutto questo, caro Mereghetti, non è la "solita" speculazione dei "soliti rompiscatole" della C.G.I.L. ma la riflessione di un insegnante con 30 anni di esperienza nella scuola media, non iscritto ad alcuna organizzazione sindacale e mai allineato.
Sulla necessità di una riforma della scuola, comunque, concordo con te: nella scuola media, ad esempio, non era possibile lasciare tre tipi di "tempo scuola" ( tempo normale, 30 ore; tempo sperimentale, 33-34 ore; tempo prolungato, 36 ore ) ma si poteva valorizzare il meglio delle esperienze nei diversi "tempo scuola" ( ricerca disciplinare e multidisciplinare anche con laboratori, recupero e potenziamento, compresenza dei docenti per lavori con piccoli gruppi o per attività comuni ) e orientarsi, quindi, su un nuovo tempo scuola di 32- 33 ore settimanali per tutti e con un pacchetto facoltativo di 3-4 ore per andare incontro alle diverse esigenze delle famiglie e degli alunni ( studio guidato, latino, ecc.).
Certamente, anche una ridefinizione dei programmi di studio e degli orari era necessaria ma la scelta governativa che tu difendi, a mio parere, non può che peggiorare lo stato delle cose; non solo si rischia di aggravare la situazione degli alunni "deboli" ma non si aiutano nemmeno gli alunni "bravi": l'ulteriore impoverimento culturale di tutti è all'orizzonte, checchè ne dicano gli "esperti" ed i difensori del Ministro.
Una riforma, giocata sul risparmio, sul peggioramento delle condizioni di lavoro e psicologiche di tutti ( alunni e docenti ) non potrà che trasformare la scuola pubblica in una specie di "Bronx": non invidio gli operatori scolastici che dovranno lavorare in situazioni sempre più conflittuali e poco motivanti; tutto ciò dovrebbe insinuare anche in te, così attento al problema dei rapporti con gli studenti, il tarlo del "dubbio".

P. S.
Mentre scrivevo questa lettera, ho letto un tuo successivo intervento sulla questione del mancato pagamento ( dal 2001 ), da parte delle amministazioni centrale e periferica, delle tue prestazioni come formatore in un corso di aggiornamento e per altri lavori nella scuola; anche in questo caso condivido la tua "rabbia" ma mi viene da sorridere quando scrivi: "Che qualcuno intervenga! Non tanto per i quattro soldi che ci devono, ma perché l’Amministrazione ci tratti come esseri umani!"
Ma come, mi sono chiesto, un convinto assertore dell'inutilità di sindacati, della necessità di un nuovo stato giuridico dei docenti che valorizzi la vera libertà anche in termini di contrattazione "individuale" delle condizioni di lavoro e di rispetto dei diritti delle persone, chiede l'intervento di "qualcuno" per "essere trattato da essere umano"?
L'intervento di chi? Del Ministro o dei tuoi "amici politici" che stanno elaborando il nuovo stato giuridico?
Ma tutto ciò, caro Mereghetti, non è niente in confronto con quanto, molto probabilmente, accadrà nelle scuole con l'istituzione della figura del "tutor" e del futuro pagamento delle sue prestazioni.
Alcuni colleghi della Gilda ( organizzazione che non può essere considerata, come la C.G.I.L., "amica" di Berlinguer e "nemica" del Ministro Moratti ) hanno studiato a fondo la nuova figura e hanno ragionevolmente ipotizzato in circa 400 ore annuali ( 40 ore mensili, 10 ore settimanali ) il carico di lavoro del tutor, prestazione che dovrebbe essere pagata dalle scuole.
Chi potrà contrattare, a livello nazionale e periferico, i diritti ed i doveri delle persone che avranno l'ingrato compito del tutor?
Mi dispiace dovertelo ripetere ancora una volta: solo degli organismi che si facciano carico delle problematiche di chi lavora possono farlo, e questi, oggi, nonostante tutto, sono solo i sindacati. Certo, abbiamo bisogno di organizzazioni democratiche, non eternemente in conflitto tra di loro, non clientelari, non autoreferenziali, attente alle necessità dei lavoratori ma anche a quelle dello Stato ( non certo del Governo di turno ).
Cerca di capire, inoltre, che l'esistenza di sindacati rappresentativi conviene non solo ai lavoratori ma anche al Centrosinistra ed al Centrodestra: l'esplosione di conflitti senza regole non conviene a nessuno, credimi.

Saluti

Cucciniello Antonio
insegnante di scuola media
Induno Olona ( Va )



Qui la risposta di Gianni Mereghetti


interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Uil Scuola    - 20-01-2004
Dall’analisi della circolare che fissa tempi e modalità per le iscrizioni al prossimo anno scolastico, condotta dalla Uil scuola, emerge per le scuole medie una riduzione del numero delle ore curricolari che passa da 30 (33 per le scuole hanno corsi bilingue) a 27.
Il dato che emerge è che il numero delle ore di insegnamento delle varie materie subisce una riduzione.
Nella circolare, infatti, viene previsto un monte complessivo di ore di insegnamento.
All’interno di questo numero di ore annue, la definizione delle ore per le varie discipline dipende dalla scelta flessibile delle scuole. Per ogni materia è prevista un numero di ore minimo e un numero di ore massimo di insegnamento.
Ecco, sulla base dei parametri previsti dalla circolare, lo scenario possibile, per materie e cattedre in una scuola media , contenuto nel dossier Uil Scuola