L' Acqua e Bonolis
Attacbergamo - 15-01-2004
"Domenica In" fa ovviamente schifo e starle dietro crediamo sia deleterio.
Tuttavia, come leggete da quanto sotto, propone agli italiani di rispondere ad un quesito :
L'acqua è una merce?
Tappiamoci il naso e rispondiamo in massa.

Nella puntata di "Domenica In" andata in onda l' 11 gennaio, Paolo Bonolis, ha presentato agli italiani con grande semplicità una situazione che, grazie al lavoro di tante reti e organizzazioni di persone in tutto il mondo, sta diventando sempre più di dominio pubblico.

"Il XX secolo è stato il secolo del petrolio - ha detto - mentre il XXI secolo sarà il secolo dell'acqua perché l'accesso a questa risorsa fondamentale condizionerà sicuramente i rapporti tra i popoli".

Insistendo molto sulla drammaticità delle cifre, a noi tristemente note, Bonolis ha ricordato che, se il 2003 è stato proclamato dalle Nazioni Unite "Anno internazionale dell'acqua", oggi alla sua conclusione sono ancora più di un miliardo e quattrocentomilioni le persone che non hanno accesso all'acqua potabile mentre due miliardi e quottrocento milioni di persone non hanno accesso a servizi sanitari adeguati con la conseguenza che muoiono ogni giorno, per malattie legate all'assenza o alla cattiva qualità dell'acqua, trentamila esseri umani.
L'acqua è essenziale per la vita".



Mentre alle sue spalle scorrevano le immagini della mostra "Acqua" del fotografo inglese Mike Goldwater, - che si è conclusa domenica stessa a Roma - Bonolis armato di cartellone e pennarello ha raccontato come, mentre nel 1977, in occasione della prima grande conferenza delle Nazioni Unite sull'acqua i Governi avevano scritto che "l'acqua è un diritto dell'uomo o dell'umanità", a L'Aja nel 2000 hanno fatto un piccolissimo cambiamento "del quale potremmo non accorgerci, in un discorso così lungo", ha avvertito il conduttore.
Con un rapido tratto Bonolis ha cancellato la parola "diritto" aggiungendo "bisogno": "L'acqua è un bisogno dell'uomo".



C'è qualche differenza?

Enorme, si è risposto il conduttore "perché un diritto è per sua natura inalienabile, un bisogno no".

Un bisogno può essere venduto, un bisogno può essere messo in commercio, si può stabilire un prezzo.
C'è chi non è più costretto a darti l'acqua ma c'è anche chi può vendertela.

Caspita: come cambiano le cose. Subentra il processo di privatizzazione e l'acqua può essere acquistata.
Ma un miliardo e quattrocento milioni di persone del terzo mondo ce l'hanno i soldi per comprarla?
Sono piccole cose che cambiano gli scenari del mondo intero".

Con questo semplice ragionamento Bonolis ha lanciato la domanda del sondaggio settimanale del programma, che domenica prossima 18 gennaio verrà commentato in studio da Riccardo Petrella, segretario del comitato internazionale del Contratto Mondiale dell'Acqua.

E' giusto che l'acqua diventi una merce?

Prendiamo la parola, diciamo la nostra, anche con un messaggio semplice come "difendiamo l'acqua bene comune dell'umanità": si può chiamare la segreteria telefonica (numero a pagamento) all'16463 oppure inviare una email all''indirizzo domenicain@rai.it


Segnalato su Bergamo Blog

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