Uniti contro il terrorismo
Ilaria Ricciotti - 14-01-2004
Ascoltando le notizie che i TG hanno trasmesso anche oggi in riferimento alle pallottole ricevute dal Presidente della Commissione Europea On. Romano Prodi, sono rimasta allibita di tanto accanimento nei suoi confronti.
Che cosa vogliono questi individui che inviano pacchi-bomba, buste contenenti proiettili ? Qual è il loro reale obiettivo?
In passato abbiamo conosciuto questa strategia della tensione che spaventava, ed ha causato molte vittime innocenti. Poi , anche se tutti gli scheletri riposti negli armadi non sono stati tirati fuori, milioni di italiani hanno capito. Partiti e sindacati hanno più volte, unitamente alla gente comune, manifestato contro questi criminali spesso senza volto e senza nome.
Eppure ancora oggi essi si ripropongono e cercano di impedire, di impaurire, di imporre e forse anche di uccidere. Ma debbono ricordarsi che i tempi sono cambiati. La gente non ha più paura di loro ed è pronta a scendere mille altre volte in piazza per condannarli, disapprovarli ed isolarli.
Loro infatti vanno combattuti con l'unità di tutti gli italiani rispettosi della legge e della Costituzione.
Ogni volta che si cerca di cambiare in meglio, essi appaiono come se volessero arrestare questa positività. Chi tiene i fili di questi burattini fuori luogo e fuori tempo? Quali i mandanti? Perchè si nascondono come codardi dietro a sigle ormai antiquate e da veri uomini non affrontano a viso scoperto ciò che recriminano?
Tali domande hanno ormai delle risposte. Risposte fornite dal sacrificio di certi uomini uccisi da loro.
Quindi basta! Il terrorismo non passerà. Ed anche se l'On. Prodi e la sua famiglia stanno vivendo atti intimidatori anche noi, lettori di tale rivista, dovremmo dimostrare la nostra disapprovazione nei confronti di questi criminali che dovrebbero costruire anzichè distruggere. Noi abbiamo l'obbligo di impedirglielo.

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