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Altrocheconsumo
Cosimo Scarinzi - 09-01-2004
Scopro con un ritardo di alcune settimane, che almeno mi ha risparmiato uno sbocco d’ira durante le lotte, che Altroconsumo ha richiesto la repressione del movimento degli autoferrotranvieri. Riporto solo una frase dal comunicato dell’associazione :

“Altroconsumo chiede che la Procura della Repubblica apra un'indagine allo scopo di individuare gli organizzatori del blocco non consentito, in relazione al reato di interruzione di pubblico servizio (pene previste da tre a sette anni di reclusione).”

Già dei miei compagni ed amici, abbonati al giornale di quest’associazione, hanno disdetto l’abbonamento per protesta contro la scelta di opporre un astratto “consumatore altro” - non si sa, a questo punto, altro da cosa - a dei lavoratori in lotta. È, infatti, evidente, che una critica degli attuali modelli di consumo non può prescindere dalla difesa dei servizi pubblici, del diritto a un lavoro dignitoso ed ad una retribuzione altrettanto dignitosa.
Questo se si pensa che i consumi di qualità non debbano essere privilegio di una minoranza ma una possibilità concreta per tutti gli esseri umani.
Infine, dal punto di vista delle libertà politiche e sindacali, è spaventoso che si chieda il carcere per dei lavoratori in lotta.
Non mi pare vi sia altro da dire ma qualcosa da fare resta e in pratica una campagna di disdette da un’associazione di consumatori di galere e forche oltre che, naturalmente, il sostegno e la preparazione dello sciopero del 9 gennaio ed alle altre lotte che i lavoratori dei trasporti, e non solo loro, decideranno.

Cordiali saluti
Cosimo Scarinzi
CUB Scuola

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