breve di cronaca
Rimpasto
Intervenuto ad un incontro sulla scuola organizzato dai Lions, Rosario Drago anticipa il rimpasto
Il consigliere del ministro si confida «La Moratti silurata a primavera»

di Maria Ronconi



«La durata media di un ministro dell'Istruzione è di 9 mesi. Letizia Moratti è il 63° ministro dopo il '48, la sua riforma è il 33° tentativo dal dopoguerra. A Roma si parla di un imminente rimpasto di ministri; in vista delle elezioni di primavera, usciranno i tecnici ed entreranno i politici. Non so se la Moratti riuscirà a resistere e attuare la legge. Ho visto altri ministri piangere perché costretti alle dimissioni anche dagli stessi compagni di partito.
La Moratti non piangerà perché è di marmo».

Queste le premesse all’intervento di Rosario Drago al Lions Club Valdagno, in occasione di un meeting sulla riforma in atto nella scuola. «La legge di riforma è modesta - ha precisato - non promette miracoli, non modifica l'immagine che noi abbiamo della scuola. È la società che cambia la scuola, non le leggi; la scuola non è fatta solo dagli insegnanti, ogni società civile ha la scuola che si merita». Rosario Drago, nato a Brogliano, ma bassanese di adozione è, dal 2001, consigliere del ministro dell'Istruzione Moratti.

«Ho abbandonato la sinistra nel 1981 - ha spiegato - dopo il colpo di stato in Polonia, poi mi sono impegnato solo ad operare nel mondo della scuola. Sono stato consigliere di vari ministri come Galloni, Russo Jervolino, Lombardi, Berlinguer, Moratti. Posso affermare che il bilancio della scuola italiana non è positivo; è inserita in una società tra le più ricche e potenti del mondo, ma non è all'altezza della nostra potenza, perché non è stata in grado di seguire il processo di sviluppo del Paese».

Nella sua appassionata relazione, Rosario Drago ha delineato i problemi e le relative soluzioni possibili, i cui pilastri sono l'adeguamento del nostro sistema scolastico a quello europeo, la necessità di decentrare i poteri passando tutto il sistema scolastico alle Regioni sulla base delle norme generali dello Stato, il valore della professionalità degli insegnanti, l'esigenza di un cambiamento della funzione docente, l'urgenza di fare chiarezza sulla molteplicità di informazioni false diffuse, come l'abolizione del tempo pieno, la riduzione delle classi, i tagli al personale, ed infine l'opportunità di diversificare i percorsi scolastici, con l'obbligo di terminare il ciclo di studi.

«La Moratti ha recuperato la dignità della formazione professionale - ha concluso -. La laurea deve essere conseguita a 21 anni per permettere ai giovani di fare esperienza lavorativa».


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