Una informazione sfascista
Giuseppe Aragno - 18-12-2003
In un paese governato da un presidente operaio i lavoratori possono dormire sonni tranquilli e lo si vede ogni giorno, sebbene l’informazione sia tutta in mano ai rossi. E’ la stampa che tace, ma le cose si fanno e lasciatelo lavorare, per favore, che alla fine vedrete.
Prendete la scuola, per esempio, che i soliti cattocomunismi descrivono a tinte fosche e danno per sfasciata: Dio buono che menzogne!
Ve l’ha detto la stampa che dopo un braccio di ferro tra Tremonti e la Moratti, sono in corso assunzioni immediate per coprire qualcosa come seimila dei posti promessi?
E no, che non l’ha detto! Ha altro per la testa questa stampa corrotta: fa pressioni su Ciampi, tira in ballo anticaglie come la Costituzione, criminalizza Gasparri e tace, ostinatamente, pervicacemente, vergognosamente tace delle assunzioni.
Prendono servizio, i nuovi assunti, lo stanno già facendo, non più giovani, poveretti dopo la lunga trafila – ne ho incontrato uno ultrasessantenne, reduce da due infarti – cercandosi alla svelta, in cinque giorni, una sede provvisoria di servizio per l'utilizzazione, o accettando quella assegnata d’ufficio tra le isole e i monti da un solerte funzionario dell’Ufficio Scolastico Regionale.
Seimila. Tutti più o meno miracolati da un santo patrono, che ha firmato - la storia se ne ricorderà - il primo protocollo d’intesa MIUR- Paradiso. A me, che non me n’ero accorto, il miracolo l’ha fatto San Gennaro, nonostante l’opposizione strumentale dell’ASL, che ha sostenuto e sostiene: questo è ancora malato. Ostruzionismi, boicottaggi, anticlericalismi da prima repubblica!
Seimila fuori ruolo miracolati e restituiti alla cattedra. Seimila incaricati annuali restituiti alle famiglie. Dodicimila in movimento!
Ancora un poco, poi anche l’ultima assunzione sarà completata. La stampa sfascista se ne sta naturalmente zitta, ma lo vedono tutti: i conti da saldare con questo miracoloso presidente operaio continuano a salire.


interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Grazia Perrone    - 18-12-2003
La stampa "sfascista", caro Giuseppe, non parlerà mai (e, se mai decidesse di farlo, lo farebbe in modo "edulcorato" preservando - e nascondendo - le responsabilità politiche pregresse imputabili alla propria fazione) dei seimila docenti "miracolati" perché - per farlo compiutamente - dovrebbe risalire alle cause giuridiche primarie di questo nuovo ... "miracolo italiano".

Cause giuridiche (e contrattuali) che risiedono - a parer mio - nella politica dei redditi (più nota come "concertazione") sancita dall'accordo del 23/7/1993 e, successivamente, "coniugata" e rappresentata giuridicamente dal decreto legislativo n. 29/93 e successive modifiche ed integrazioni (contenute, successivamente, in un unico testo normativo: il decreto legislativo n. 165/2001).

Decreto legislativo che è stato (e continua ad esserlo) tenacemente difeso dal sindacalismo confederale che - allo scopo predetto - non ha esitato a revocare uno sciopero generale unitario della scuola (e sarebbe stato il primo ... dal biennio 1987/88!!) programmato per il 15 febbraio 2002.

Rimando - affinché tutti possano leggerlo e meditare -al testo dell'accordo sottoscritto dalle Confederazioni con il vice-premier Fini la notte del 4 febbraio 2002 e che le hanno indotte a revocare lo sciopero generale del comparto scuola.

E' appena il caso di rimarcare che - per sottoscrivere il "buon" contratto - e per ricevere quella miseria che chiamano "aumento" è stato necessario fare ricorso (oltre a quello confermato dai sindacati autonomi del 15 febbraio 2002) ad altri due scioperi (14 ottobre 2002 - marzo 2003) nel comparto scuola. Eppure, l'attuale leader Cgil Guglielmo Epifani, in una dichiarazione pubblica - rilasciata alla stampa il 5 febbario 2002 - affermò che: (...)"l'incremento ottenuto di 195 mila lire e' una ''buona soluzione che difende le retribuzioni dei dipendenti pubblici (...)" dando per acquisito quello che i lavoratori della scuola avrebbero conquistato molto tempo dopo.
Con la lotta ... non con le chiacchiere!

 da chi lavora nella scuola da più di 30 anni e si ritrova...    - 29-12-2003
...ad esserci anche nell'era del presidente operaio...

Hai mai aperto un libro di storia? Se non lo hai fatto ancora, fallo ne hai un gran bisogno! Ciò che maggiormente mi spaventa di te, e vorrei che non fosse così, è che sei un docente! Vergogna!


 Giuseppe Aragno    - 29-12-2003
Ho iniziato il primo ottobre del 1971. Sì, qualche libro di storia l'ho aperto, ed ogni tanto lo faccio ancora. E' come dici: sento di averne un gran bisogno.
Ti ho spaventato (spaventata?), sostieni, nascosto o nascosta dietro i tuoi anonimi trent'anni di scuola. Che vuoi che ti dica? E' la sorte dei conigli.
Per il resto, mi spiace: non mi vergogno.
Un consiglio doveroso: attenzione al fegato.

 Silvana Strazzera    - 01-01-2004
Caro Giuseppe, ma se i tre quarti della stampa sono in mano al tuo presidente operaio, quali giornali avrebbero dovuto annunciare ai quattro venti le seimila assunzioni di cui parli se non lo fanno neanche i giornali del presidente "operaio"? Che operaio, poi, lo vorrei proprio sapere! Mi spiace che tu creda ancora nelle favole alla tua età. Ciao e buob anno, Silvana Strazzera

 Silvana Berritto    - 02-01-2004
Scusate. La domanda vi sembrerà un poco offensiva, però mi pare proprio necessaria: ma voi leggete bene quello che commentate, oppure scrivete così, tanto per farlo?
I santi patroni, San Gennaro, il protocollo d'intesa Miur-Paradiso, l'ultrasessantenne con gli infarti, gli incaricati annuali restituiti alle famiglie, il conto da saldare...
A voi questo pare veramente un articolo scritto per fare la propaganda a Berlusconi? Ve ne siete accorti che l'autore dice che non sta bene e il governo lo costringe lo stesso ad insegnare?
Giuseppe, ti faccio le mie scuse a nome di chi scrive questi commenti penosi. Lascia stare, non essere più così sottile. Noi abbiamo perso anche per questo, perché gli insegnanti di sinistra non sanno più nemmeno leggere.
E' proprio una bella consolazione.

 pietrodilo    - 05-01-2004
ma davvero non si era capito che il tono era provocatoriamente scherzoso; bah...
detto in romanesco : A.. ragno, la prossima vorta lassa perde..