Massaie & contadini
Stefano Borgarelli - 13-12-2003
Il cavaliere ha detto che i giornali nessuno li leggerà più. Nemmeno le massaie. Intendiamo rivendicare non senza orgoglio la nostra inattualità. Oltre alle massaie, che non si contano, tra noi ci sono anche contadini (alfabetizzati e numerosi), che dei giornali hanno una certa idea.
Un quotidiano si legge in treno, in bus, in auto nelle code. Sopra il trattore, sotto un salice. In piedi, seduti, distesi. La cronaca più velocemente. I fondi e i commenti con la giusta calma. Se non si trova il tempo che ci vuole, le pagine più difficili restano lì, per dopo. Per domani. Per rifletterci dopo una settimana di lavoro.
Se lo dimentichi, il giornale ti ritrova lui. Quando tinteggi il cancello, o i muri di casa. Quando lo apri sulla tavola per ripararci sopra qualcosa, e ti sorprendi perché c'era ancora un sacco di cose da leggere. Non si butta niente. Come si vede fare nell'Albero degli zoccoli con il maiale. Quello che scarti della tv, invece, va tutto a finire nel bidone della spazzatura. Non te ne fai più niente, insomma, a meno che tu non faccia il contadino, e sia abituato più all'etere - dove le immagini si ripetono - che all'aria aperta.
- Se continuate a portare i giornali in classe, farete crescere schiere di massaie e contadini arretrati! - ci pare già che qualcuno dica. Bene, non smettiamo apposta. Vogliamo vederlo infoltito, questo quarto stato di cittadine e cittadini screditati dal ceto politico dominante. E guardarlo avanzare come in quel famoso quadro, mentre sventola i giornali come bandiere. E rifiutare d'essere intubato, via etere e via cavo, di spazzatura. Buona solo per il fondo dei bidoni.



interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 ilaria ricciotti    - 14-12-2003
Borgarelli hai colto nel segno. Sei riuscito a dire ciò che altri non sono in grado di fare se non mettendoci un pizzico di analisi strumentale. Il tuo testo è un testo etico e molto chiaro nell'esposizione, proprio perchè penso che la chiarezza espositiva sia anch'essa prerogativa di un'altra chiarezza: quella dell'anima di un vero uomo che non ha perso ancora la sua dignità.

 matteo marcon...poco studente tanto ribelle    - 04-02-2004
Fa piacere sentirla invocare ancora alla mobilitazione contro la disinformazione... grazie per il cuore che c'ha messo nell'insegnarci dalla storia e dalle vecchie memorie, un modo per imparare dal passato. Avesse avuto il cavaliere come studente...
"[...]si compia la giustizia proletaria[...]"

 volterrino    - 04-02-2004
professore...sappia che i suoi studenti sono fieri e onorati