Casa Estudiantil
Anna Maria Bertoldo - 06-01-2002
Non amo molto i dati statistici: normalmente, mi annoiano a morte.
Pero’ ritengo essenziale farne conoscere alcuni, per illustrare meglio il senso del progetto che abbiamo avviato in Bolivia, di cui raccontero’ di seguito.
La Bolivia, oltre che essere il paese piu’ povero dell’America Latina (con altri “primati” negativi, di cui potremmo parlare piu’ ampliamente in un momento successivo), e’ anche il paese a piu’ alto tasso di analfabetismo, soprattutto al “campo”, come si definisce comunemente, qui, il territorio al di fuori dell’area urbana.
Secondo gli ultimi dati disponibili (p. G.Iriarte: Analisis Criticos de la Realidad) solo il 60% dei bambini in eta’ scolare si iscrive alla scuola primaria; su 1.000 iscritti solo 140 terminano la scuola elementare e raggiungono il diploma di scuola secondaria 14 maschi e 7 femmine.
Il 55% delle scuole rurali offrono il servizio solo fino alla terza elementare.
Il tasso di analfabetismo al campo riguarda il 22,7% degli uomini e il 45,5% delle donne.
A Cochabamba, Departamento interessato al nostro progetto, il tasso di analfabetismo delle donne del campo raggiunge il 50,5%.
Ecco perche’ abbiamo pensato di intervenire, con un unico progetto, sul problema della formazione dei bambini dell’area rurale, offrendo, contemporaneamente, una possibilita’ di proseguire negli studi e/o di “rientrare nel sistema” alle giovani donne che vivono lontane anche ore di cammino dai Centri Scolastici piu’ vicini e le cui famiglie non hanno la possibilita’ nemmeno di comprare loro un quaderno.
A Colomi, pueblo situato a 50 chilometri da Cochabamba, a 3.333 metri s.l.m., sulla strada che conduce alla foresta amazzonica (il Chapare), stiamo implementando, nell’Istituto Scolastico gia’ esistente e che raccoglie la popolazione scolastica di 81 comunita’, sparse in una superficie di 1.700 Kmq., il “Bachillerato pedagogico”, ossia un percorso formativo, di livello secondario, plurilinguistico (quechua e castellano), che fornisce un titolo di studio utile per insegnare nelle scuole elementari del campo, laddove gli insegnanti normalist (usciti cioe’ dalla Normale, unica scuola di livello post-secondario che abiliti all’insegnamento) si rifiutano di andare a causa della lontananza, della mancanza di strade per raggiungerle, della scomodita’ e poverta’ dei villaggi.
E, spesso, a causa della mancanza di conoscenza del quechua, la lingua parlata quasi esclusivamente dai campesinos, che non permette loro di capire e di farsi capire dai bambini.
Abbiamo costruito una Casa Estudianti (scuola-convitto) per le ragazze che vogliono continuare a studiare.
Accogliamo le giovani che hanno superato recentemente la terza media, e che quindi possono inserirsi direttamente nella 1ª Superiore, ma soprattutto quelle che hanno dovuto abbandonare dopo la quinta elementare, o dopo i primi anni della media, o che posseggono la licenza media ma hanno lasciato gli studi da lungo tempo (uno o piu’ anni).
Per queste prevediamo un anno di formazione intensiva, con insegnanti delle materie troncali appositamente assunti, da svolgersi nella stessa Casa Estudiantil, che fornisce percio’ vitto, alloggio, corso intensivo per alcune ragazze, assistenza scolastica per tutte, attivita’ extra scolastiche (musica, pittura, teatro, maglieria e cucito, attivita’ sportive, nonche’ educazione alimentare e in salute) e una “formazione umana integrale”.
Abbiamo gia’ “sfornato” le nostre prime chicas, che nel 2001 hanno superato l’anno intensivo e che, nel febbraio prossimo, frequenteranno la 1ª Superiore.
Erano di eta’ e di livello formativo differenti: dai 14 ai 18 anni, alcune con la sola 5ª elementare, alcune con la terza media, ma che avevano “abbandonato” da anni.
E tutte, almeno per questa prima volta, hanno conseguito l’idoneita’ alla 1ª Superiore.
Dicevo che abbiamo costruito la Casa Estudiantil, che sara’ agibile il prossimo febbraio, all’inizio del nuovo anno scolastico.
Ma, per ora, siamo nelle condizioni di ricevere 40 ragazze, rispetto alle 80 previste dal progetto: mancano ancora alcune aule, una biblioteca, una sala per attivita’ collettive, un piccolo campo sportivo, e vorremmo anche acquistare un terreno limitrofo alla Casa per farvi un orto per l’alimentazione delle giovani.
Abbiamo potuto avviare il progetto grazie ad un lascito di un Signore, morto in ancor giovane eta’ (Pietro Moretto, cui e’ intitolata la Casa Estudiantil), ad un contributo della CEI, alla generosita’ di amici, associazioni, delle categorie scuola e pensionati della Cisl, e alle adozioni a distanza delle nostre chicas.
Ora abbiamo bisogno di allargare l’area dei nostri sostenitori e simpatizzanti: dobbiamo riuscire a sostenere i costi del funzionamento della Casa Estudiantil, completare la costruzione, costituire un fondo per l’autosostentamento del progetto.
Il 12 dicembre scorso e’ nata la Fundacion “Madonna di Monte Berico” para la formacion de la juventud campesina de Bolivia, che ha, fra l’altro, il compito di amministrare le risorse esistenti e quelle che verrano: e’ composta da rappresentanti delle Autorita’ Locali e Scolastiche, dell’Arcivescovado di Cochabamba, dell’Ambasciata Italiana in Bolivia, della Cisl di Vicenza, la citta’ da cui provengo.
Mi auguro che “le risorse che verranno” siano tali da rendere il lavoro di tutte queste persone davvero molto impegnativo.

Cochabamba, 4 gennaio 2002
Anna Maria Bertoldo

Chi è Anna Maria Bertoldo

Anna Maria Bertoldo proviene dal mondo "lavorativo" della scuola in cui ha prestato servizio come coordinatore amministrativo (oggi direttore amministrativo); la Sua "caratteristica" che l'ha sempre contraddistinta è una "passione sociale" straordinaria.

Questo ha fatto sì che fin dall'inizio del suo lavoro si occupasse dei problemi del lavoro, non solo suoi, ma soprattutto dei suoi colleghi e collaboratori. Fin da subito ha fatto parte del movimento sindacale e si è iscritta alla Cisl nel lontano 1969.

Nel congresso del 1985 venne eletta Segretaria generale dell'allora Sism (il settore della scuola secondaria e della formazione professionale). Venne rieletta nel 1989 e nel 1993. Si dimise nel 1994 e per i successivi due anni fu incaricata di seguire il Sism di Verona, rimasto senza Segretario.

E' in pensione, per dimissioni volontarie, dal 1° ottobre 1996.

Ha lasciato il lavoro attivo (fare la sindacalista) perché voleva approfittare di alcuni anni ancora "validi" per dedicarsi davvero a popoli più sfortunati, per cercare di correggere, nel suo piccolo, le gravi ingiustizie di questo mondo.

"Il sindacato" dice Anna Maria "mi ha aiutato a maturare questa attenzione per gli altri, a capire i bisogni della gente, soprattutto mi ha insegnato la 'compassione', nel senso di appassionarsi 'con' e 'per'. Volevo mettere a frutto le 'capacità' di relazione e organizzative che avevo sviluppato nei miei anni di lavoro.

"E", conclude " volevo 'restituire' in parte ciò che la vita mi aveva donato fino allora in abbondanza: amicizie, affetti, conoscenza, esperienze.

Tutto qui; madre natura mi ha dotata di coraggio e grinta necessari per cambiare completamente vita a 53 anni, tanti ne avevo quando sono 'sbarcata' qui il 24 settembre 1997, senza conoscere quasi nessuno, alla ricerca di un qualcosa che non sapevo se e dove lo avrei trovato."

Altre informazioni sul progetto Casa Estudiantil di Colomi (Bolivia) si trovano sul sito di Macondo



interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf